digital360 awards 2026

Dietro le quinte di Milano Cortina 2026: come nasce l’IT che ha sostenuto i Giochi


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Come si progetta l’IT di un’azienda temporanea? Marco Moretti, CTO di Fondazione Milano Cortina 2026, racconta modelli organizzativi, scelte architetturali e lezioni apprese nella preparazione dei Giochi

Pubblicato il 15 ott 2026



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Marco Moretti


Punti chiave

  • Quattro anni e mezzo di progettazione per sostenere diciassette giorni di gare; il CIO Marco Moretti guida la Fondazione Milano Cortina 2026 con un’architettura in 26 siti e un TOC 24/7.
  • Gestione operativa: 120.000 candidature per i volontari (18.000 selezionati), 17.000 dispositivi distribuiti, 6.000 ore di trasmissione con 1.200 telecamere e 1.600 km di fibra.
  • Affidabilità critica sui campi: Venue Technology e il Timing & Scoring con precisione 0,000001 s, ridondanza multipla; Digital Twin e AI per simulazioni e tracciamento; i diritti televisivi sostengono il modello economico.
Riassunto generato con AI


Quattro anni e mezzo di progettazione e implementazione per sostenere diciassette giorni di competizioni olimpiche. Marco Moretti, CTO di Fondazione Milano Cortina 2026, racconta ai Digital360 Awards e CIOsumm.IT la gestione tecnologica di un’organizzazione costruita attorno a una scadenza. «Un evento olimpico è a tutti gli effetti un’azienda temporanea che viene creata, dura circa sei anni e integra una moltitudine di funzioni organizzative».

La prospettiva condivisa sul palco è quella del CIO Enterprise abituato alla continuità operativa dei sistemi corporate, ma catapultato nella conduzione di un’organizzazione a termine: quattro anni e mezzo di progettazione e implementazione per sostenere un picco operativo concentrato in soli diciassette giorni di competizioni.

Davanti a una platea televisiva e digitale di 2,2 miliardi di spettatori nel mondo, l’architettura tecnologica ha operato su ventisei siti distribuiti, affrontando vincoli infrastrutturali complessi e requisiti di continuità del servizio particolarmente stringenti.

Applicazioni e servizi alla prova dei picchi

Secondo Moretti, le difficoltà maggiori riguardano le reti, la tecnologia sui campi di gara e la concentrazione dei workload durante la manifestazione.

La piattaforma sviluppata per il reclutamento dei volontari ha dovuto assorbire oltre 120.000 candidature, dalle quali sono stati selezionati i 18.000 operatori impiegati durante l’evento. Una dinamica simile ha interessato il portale dedicato ai tedofori, che ha gestito 10.000 registrazioni per i 1.000 posti disponibili lungo il percorso della torcia.

Duemila tecnici e un centro di controllo

A supporto delle operazioni, la Fondazione ha mobilitato circa 4.000 dipendenti diretti e 34.000 collaboratori esterni. La struttura IT guidata da Moretti ha fatto perno su un nucleo di 100 risorse interne e 1.900 collaboratori esterni, comprensivi dei volontari specializzati sul fronte tecnologico.

L’esecuzione è stata distribuita su 26 siti di gara: in ciascuna venue hanno operato circa 100 addetti IT per sovrintendere alle reti locali, ai collegamenti di trasmissione e agli apparati a supporto delle competizioni. Il coordinamento centrale dell’intera architettura è stato garantito dal Technology Operation Center (TOC), attivo ventiquattr’ore su ventiquattro con 300 persone distribuite su tre turni rotativi per monitorare in tempo reale lo stato delle infrastrutture e intervenire sui disservizi.

Distribuire e recuperare i dispositivi

Anche la gestione dei dispositivi segue il calendario dell’evento: alla consegna e all’assistenza deve seguire il recupero degli apparati. Moretti ha indicato 17.000 dispositivi IT gestiti, tra cui 7.000 PC, 4.000 telefoni e 3.000 tablet, distribuiti e poi ritirati nell’arco dei diciassette giorni. Ha inoltre citato la fornitura di 3.500 smartphone agli atleti.

L’affidabilità sui campi di gara

Mentre i livelli superiori dello stack IT presentano affinità con l’infrastruttura di un’azienda tradizionale, la tecnologia installata sul campo di gara – la cosiddetta Venue Technology – ha operato in ambienti montani complessi ed elevati requisiti di affidabilità e continuità operativa.

Il Timing & Scoring rappresenta il segmento a più alta criticità operativa di tutto l’ecosistema. Poiché i distacchi nelle discipline invernali si determinano ormai nell’ordine dei millesimi di secondo, la precisione cronometrica e delle fotocellule è stata spinta fino a un milionesimo di secondo. L’infrastruttura ha integrato transponder posizionati sulle caviglie dei pattinatori per registrare i tempi intermedi ai varchi e sistemi per la geolocalizzazione della stone nel curling.

La criticità dei sistemi di campo ha richiesto una forte ridondanza: Moretti ha descritto quattro sistemi digitali e un backup meccanico, con un cronometrista pronto a intervenire manualmente, anche perché «L’unica cosa che non puoi mai dire a un atleta dopo la sua prova è: “Scusa, abbiamo avuto un problema tecnico al cronometro, potresti ripetere la gara?”».

Le dirette viaggiano su rete IP

Durante lo svolgimento delle gare, l’organizzazione ha assunto il profilo operativo di un vero e proprio operatore televisivo globale, erogando oltre 6.000 ore di trasmissione per 16 discipline sportive.

La produzione ha impiegato circa 1.200 telecamere e droni FPV (First Person View) manovrati da piloti esperti con visori e radiocomandi dedicati sulle piste da bob e a Livigno durante le prove di Big Air. L’instradamento video è stato gestito su una rete di produzione interamente basata su protocollo IP, inviando il segnale direttamente in cloud per la distribuzione televisiva mondiale e impiegando il satellite unicamente come linea di backup.

Il controllo della continuità del servizio ha richiesto la presenza costante dei vertici IT all’interno della Control Room per la durata dei Giochi.

Collegare le sedi olimpiche

La copertura tecnologica delle 26 sedi olimpiche ha richiesto la predisposizione di un’infrastruttura di connettività estesa su aree montane frammentate. Il perimetro allestito ha compreso 25.000 punti di rete cablata, 6.000 hotspot Wi-Fi, 3.000 televisori LED da 55 pollici, circa 300 videowall nei palazzetti, 9.000 apparati radio Push-to-Talk per la forza lavoro e 10.000 utenze tra SIM e router dedicati.

La fibra che resta sul territorio

Per sostenere i flussi di dati e video tra le sedi e i centri di produzione sono stati posati 1.600 chilometri di fibra ottica, utilizzando inoltre i 7.000 chilometri della dorsale fornita dal partner TIM. Secondo Moretti, la nuova rete costituisce un’eredità dei Giochi per le comunità montane e può contribuire a ridurre il divario di connettività.

Gemelli digitali e AI al servizio dei Giochi

Sul piano applicativo e di simulazione, la Fondazione ha sviluppato 22 Digital Twin tridimensionali delle venue, navigabili da remoto. La modellazione degli spazi ha consentito al team di verificare preventivamente dalla sede di Milano se l’installazione di schermi, strutture o postazioni di ripresa potesse ostruire le linee di visuale degli spettatori presenti sugli spalti.

In parallelo, il Commentator Information System ha fornito a oltre 1.500 giornalisti e commentatori schede degli atleti, programmi di gara, dati e risultati in tempo reale per le telecronache. Soluzioni di intelligenza artificiale sono state impiegate per il tracciamento automatico del disco nell’hockey su ghiaccio, per il montaggio automatizzato delle clip sintetiche e all’interno di un assistente virtuale dedicato a fornire a spettatori e atleti statistiche storiche sulla manifestazione.

FAQ: CIO & Innovation

Il rapporto tra CIO e CISO sta evolvendo verso una collaborazione strategica sempre più convergente. Secondo le analisi di IDC e Check Point Research, i ruoli tradizionalmente distinti potrebbero trasformarsi in figure alleate e sinergiche, fino a prospettare una leadership integrata. Questa evoluzione riflette la necessità di affrontare in modo coordinato le sfide di sicurezza emergenti nel contesto della trasformazione digitale.

Il tema centrale dei Digital360 Awards e CIOsumm.IT 2025 è “L’essenziale nel digitale: cosa conta veramente nell’era dell’AI”. L’evento esplorerà cosa rimane fondamentale per l’essere umano nell’era dell’intelligenza artificiale, invitando i CIO a riscoprire le proprie capacità distintive non replicabili dalle macchine, come la leadership visionaria, l’intuizione strategica e l’attitudine a costruire relazioni. Il concetto di essenzialità viene definito come la capacità di focalizzarsi sulle priorità autentiche, investendo le risorse nelle iniziative che contano davvero.

Per un CIO moderno, la competenza più importante è la capacità di gestire gli stakeholder, che supera di gran lunga la pura competenza tecnica. A seguire, sono fondamentali la comprensione dei processi aziendali e la conoscenza del modello di business. Questo riflette un cambiamento di paradigma: il CIO contemporaneo è sempre più un manager trasversale, un architetto di relazioni e processi, piuttosto che un esperto di specifiche tecnologie. Questa evoluzione conferma la trasformazione del ruolo verso una figura di sintesi tra tecnologia, business e relazioni umane.

Secondo la maggioranza dei CIO, l’impatto dell’AI sul loro ruolo sarà rilevante. I principali benefici attesi includono l’aumento della produttività e il recupero di tempo per attività a maggior valore aggiunto, come l’innovazione e lo sviluppo del business. Un effetto interessante è anche la possibilità di internalizzare attività prima affidate a fornitori esterni, grazie alle capacità dell’intelligenza artificiale. Questo cambiamento spinge i CIO a concentrarsi su ciò che è realmente essenziale, distinguendo l’innovazione utile da quella accessoria e mantenendo un equilibrio tra hype tecnologico e concretezza operativa.

Il CIO moderno si occupa di allineare la strategia IT con gli obiettivi aziendali, gestire il budget IT, garantire la sicurezza dei dati e guidare l’innovazione tecnologica all’interno dell’organizzazione.

Un responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione di successo deve possedere un mix equilibrato di competenze tecniche, manageriali e strategiche per guidare efficacemente la trasformazione digitale dell’azienda.

Le competenze tecniche fondamentali includono una profonda comprensione delle architetture IT, dei sistemi di sicurezza, del cloud computing e delle tecnologie emergenti come l’IA e l’IoT.

Le soft skills essenziali per un CIO includono capacità di leadership, comunicazione efficace, pensiero strategico e abilità nel gestire il cambiamento organizzativo.

Il CIO moderno funge da intermediario tra il dipartimento IT e le altre funzioni aziendali, traducendo le esigenze di business in soluzioni tecnologiche e viceversa.

Il CIO deve assicurare che le iniziative IT supportino e potenzino gli obiettivi strategici dell’azienda, massimizzando il ritorno sugli investimenti tecnologici.

La collaborazione con

e altri dirigenti è cruciale per il CIO per garantire che la tecnologia sia integrata in tutte le aree dell’azienda e supporti la visione complessiva.

I responsabili della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione moderni devono affrontare sfide complesse come la rapida evoluzione tecnologica, la crescente minaccia alla sicurezza informatica e la necessità di innovazione continua.

Un CIO efficace può aumentare significativamente la competitività aziendale attraverso l’implementazione strategica di tecnologie che migliorano l’efficienza e creano vantaggio competitivo.

Il ruolo del CIO continuerà ad evolversi, con un focus crescente sull’innovazione, la trasformazione digitale e la creazione di valore attraverso la tecnologia.

Tecnologie come l’IA, il machine learning, l’edge computing , gli IIoT e la blockchain stanno ridefinendo il panorama IT e il ruolo del CIO nel guidare la loro adozione.

Si prevede che il CIO assumerà un ruolo ancora più strategico, con maggiore influenza sulle decisioni di business e un focus sulla creazione di valore attraverso l’innovazione digitale.

Il percorso verso la posizione di responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione richiede una combinazione di esperienza tecnica, competenze manageriali e una profonda comprensione del business.

Tipicamente, un responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha una solida formazione in informatica o ingegneria, spesso accompagnata da un MBA, e una vasta esperienza in ruoli IT di crescente responsabilità.

I professionisti IT aspiranti responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione dovrebbero cercare opportunità per ampliare la loro comprensione del business, sviluppare competenze di leadership e acquisire esperienza in progetti di trasformazione digitale.

Il successo di un responsabile della funzione aziendale tecnologie dell’informazione e della comunicazione può essere misurato attraverso una serie di KPI che riflettono sia l’efficacia operativa dell’IT che il suo impatto sul business.

Indicatori di performance per valutare l’efficacia del CIO

Alcuni KPI chiave includono il ROI degli investimenti IT, i tempi di implementazione dei progetti, la soddisfazione degli utenti e il contributo dell’IT alla crescita dei ricavi.

Bilanciamento tra innovazione e stabilità operativa

Un CIO di successo deve trovare il giusto equilibrio tra l’introduzione di innovazioni e il mantenimento di operazioni IT stabili e affidabili.

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