Quando si parla di data center non si dovrebbe più pensare a un luogo fisico: allo stesso modo in cui oggi è tautologico dire “business digitale” perché il business va sempre più fondendosi con il digitale, così è tautologico parlare di data center ibrido perché il data center è ormai per definizione ibrido. E questo significa utilizzare tutte le architetture tecnologiche disponibili: ambienti in house, cloud privati e cloud pubblici forniti da differenti provider.
Oggi in Europa, Gartner e IDC rilevano che la media dei cloud provider utilizzati dalle aziende è di quasi 5 (anche se l’Italia risulta un po’ arretrata su questo trend, visto che gli ultimi dati dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano indicano in meno di 3 i provider utilizzati in media dalle aziende italiane); Forrester, attraverso un’indagine condotta su 1.146 global infrastructure decision maker, le cui aziende hanno implementato o espanso il cloud pubblico, afferma che solo l’8% ha in esercizio l’ambiente public cloud di un solo fornitore.
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Perché si adotta una strategia multicloud
Ma quali sono i motivi per cui si scelgono differenti cloud provider? La motivazione economica, ossia la ricerca del provider che per analoghi servizi offra prezzi inferiori, sottolinea Forrester, seppur presente non è quella determinante.










