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Oracle e il cloud: il bello arriva adesso

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Attualità

Oracle e il cloud: il bello arriva adesso

20 Lug 2017

di Stefano Uberti Foppa

Incontro con Fabio Spoletini, Giovanni Ravasio ed Emanuele Ratti per un “punto di metà anno” sul percorso full cloud che la società sta portando avanti. Vision, strategie e percorsi ancora da compiere di un vendor che punta in alto nel mission critical cloud

Continua la marcia di avvicinamento al vertice “in alto a destra” dei Magic Quadrant di Gartner da parte di Oracle in area cloud (vedi grafici). L’azienda ha nei giorni scorsi illustrato, dalla diretta voce del suo top management italiano, Fabio Spoletini, Country Leader di Oracle Italia, Giovanni Ravasio, Country Leader Applications ed Emanuele Ratti, Country Leader Cloud Infrastructure, il proprio “punto nave” nell’avanzamento della strategia cloud che l’azienda sta portando avanti con decisione da ormai qualche anno (leggi anche “Oracle, accompagnare le aziende al mission critical cloud”  e “Ellison: “Primattori nell’arena cloud”).

La strada è chiaramente tracciata e in estrema sintesi punta ad un’offerta “cloud stack” completa e integrata in cui tutte le componenti, applicazioni, infrastrutture, piattaforme di gestione e di sviluppo, middleware, data base e application development tool, sono fruibili in cloud.  L’obiettivo è quello di porsi come interlocutore di riferimento per le aziende, al di là delle varie Amazon e Google (e Microsoft), nel momento in cui si necessiti di vero “mission critical cloud”, utilizzando un insieme modulare di “blocchi di servizi” componibili e modificabili senza particolari scritture di codice.

Qual è oggi il peso specifico di Oracle sul mercato italiano l’ha spiegato Fabio Spoletini: “È sempre più evidente come l’innovazione tecnologica sia oggi parte integrante della business innovation – ha detto il top manager – Oggi abbiamo una pletora di tecnologie che possono fare la differenza, se correttamente implementate: Artificial Intelligence, Chatbot, blockchain, analytics, data lakes, data sharing, microservices ecc. Ma è il cloud che abilita l’utilizzo di queste tecnologie (che saranno disponibili solo as a service) ed è in grado di far partire questi progetti. Ecco dunque il cloud diventare il vero acceleratore dell’innovazione e della capacità competitiva d’impresa”.

A confermare questa vision, una serie di dati molto concreti, sia per quanto riguarda il mercato in generale sia dell’andamento Oracle nello specifico.  Le proiezioni di spesa Ict Assinform per il mercato italiano 2017 parlano di +2.3%, mentre il cloud cresce del +23% (+18% a livello globale da stime Gartner). L’accelerazione cloud in Oracle è evidente:  in un’azienda che con la chiusura dell’anno fiscale 2017 ha generato 37.7 miliardi di dollari di fatturato(+2%),  il peso del business cloud è di 4.6 miliardi di dollari (+60%), mentre nel solo quarto trimestre (chiusosi, con il fiscal year, lo scorso 21 giugno) sono stati generati dal cloud circa 1.4 miliardi di dollari (+58% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), con il fatturato Saas a 964 milioni (+67%), il Paas e lo Iaas a 397 milioni (+40%). L’azione, poco oltre i 50 dollari, è ai suoi massimi storici.

È il Saas che trascina tutto il resto…

Il tentativo di stuzzicare Spoletini attraverso un paragone in termini di peso specifico e di crescita in area Iaas con realtà leader quali Amazon (che tanto era stata oggetto di “strali” da parte di Larry Ellison allo scorso Oracle Openworld) è andato a vuoto, con una risposta di Spoletini che ha bene indirizzato il concetto di mission critical cloud: “È il Saas che trascina tutto il resto. È qui che si crea il valore differenziante di Oracle” ha detto il country leader. Come a dire: lo Iaas e il Paas sono certamente segmenti importanti su cui crescere (la partita è peraltro cruciale perché da qui al 2020 scadranno numerosi contratti di outsourcing e le aziende stanno facendo importanti valutazioni in ambito cloud), ma sono visti da Oracle come strettamente collegati al riposizionamento strategico dell’azienda utente in una propria dimensione cloud più ampia e strategica, proprio a partire dalla fruizione delle applicazioni mission critical con il modello as a service.

Interessante a questo proposito i differenti “percorsi” (Six Oracle Journeys to cloud – vedi foto) possibili degli utenti verso il cloud illustrati da Emanuele Ratti e per i quali Oracle svolge la funzione di abilitatore tecnologico sempre in una prospettiva di valore di business. Significativa è l’interpretazione, sottolineata anche da Spoletini, che questi percorsi rappresentano rispetto alla maturità di Oracle, che si sostanzia, a detta dei manager, in quella costante presenza della società dei Quadranti Magici Gartner che testimoniano la fiducia degli analisti: “Interpretiamo questi posizionamenti lusinghieri come una valutazione, da parte degli analisti, di una completezza di offerta Oracle in area Saas, Paas – mentre in ambito Iaas dobbiamo migliorare nell’ability to execute – in quanto i competitor cambiano a seconda della tipologia di Quadrante, ma Oracle resta costante nelle posizioni in alto a destra” (vedi ancora grafici) ha rimarcato Spoletini.

Six Oracle Journeys to cloud
fonte Oracle

…Ma i partner devono cambiare pelle

L’accelerazione cloud, soprattutto in un paese come l’Italia, non può però prescindere da un profondo lavoro di reimpostazione culturale e organizzativa sia degli utenti finali sia dei partner: “Gli applicativi in cloud registrano anche nel nostro paese una crescita significativa – ha detto Giovanni Ravasio – e per noi quando un’azienda sceglie il Saas è molto importante perchè ci consente un ulteriore passo in avanti nella comprensione dei processi critici delle imprese. Ma dobbiamo avere il coraggio di smetterla con la cultura della customizzazione – ha continuato il top manager – e i partner devono cambiare pelle in modo profondo, sposando appieno il public cloud”.

Lo scorso aprile, inoltre, proprio in ambito application, sono arrivate alcune novità interessanti, quali le nuove Adaptive Intelligent Apps for CX, che integrano i dati, diretti e provenienti da terze parti, con funzioni di analisi e machine learning. Pensate per aumentare il valore delle applicazioni Oracle Customer Experience Cloud Suite (che comprendono servizi di commerce, marketing, vendite e customer services), queste apps sono alimentate da informazioni provenienti dell’Oracle Data Cloud (5 miliardi di dati indentificativi di consumatori e aziende a livello worldwide, con raccolta mensile, 400 milioni di business profiles) e possono apprendere e adattarsi in tempo reale sulla base di dati storici e dinamici, arricchendosi ad ogni interazione con i clienti.

“Applicazioni Hr e Marketing in cloud li possiamo ormai considerare per noi consolidati – ha aggiunto Spoletini – Adesso sta partendo il core ERP”. Urgente quindi intervenire sul corretto approccio che deve avere il canale, e così, in linea con gli obiettivi di trasformazione auspicati, la società ha chiuso un accordo, in Italia, con Computer Gross per il lancio di un vero Laboratorio Cloud finalizzato alla creazione di competenze per il mondo dei partner. Primo in Europa e investimento congiunto Oracle-Computer Gross, l’Oracle Partner Cloud Evolution Center  vuole offrire al canale tutti gli strumenti formativi e tecnologici necessari a muoversi coerentemente con l’offerta cloud da un lato e con le esigenze di trasformazione del business degli utenti, dall’altro. Spazio quindi, presso le sedi Computer Gross sparse sul territorio italiano, a workshop, formazione su Oracle Cloud Iaas e Paas, supporto, sia fisico sia virtuale, per aiutare i partner nella migrazione cloud dei clienti, studio di soluzioni per la messa a punto di modelli di Hybrid cloud e spinta sullo Iaas Adoption Program.

“Insomma – conclude Spoletini – la fase di cambiamento è profonda e riguarda naturalmente anche la stessa Oracle. Da azienda fortemente product centric stiamo diventando una realtà di soluzioni e servizi, e questo ha significato per noi una riduzione delle interfacce commerciali sui clienti per aumentare quelle di supporto, nell’obiettivo di raggiungere, insieme ai clienti, le soluzioni di successo e di business value che oggi il cloud consente. È nella capacità di disegnare e di integrare correttamente le soluzioni che si crea il vero valore e il differenziale competitivo. E su questo fronte stiamo lavorando”.

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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