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Hybrid Cloud: le innovazioni NetApp e per dati e applicazioni

A NetApp Insight 2020, il vendor famoso soprattutto per la gestione dello storage e il data management svela novità che lo rendono un player a tutto tondo nel settore della creazione e gestione di hybrid cloud. Alla base acquisizioni, sviluppi interni e partnership più strette con i public cloud provider

05 Nov 2020

di Riccardo Cervelli

Sempre incentrata sui dati e il data management, ma ora anche più forte nel supporto a tutto tondo al paradigma dell’hybrid cloud: comprendendo, quindi, anche le applicazioni (legacy e cloud-native) e il compute (l’aspetto dell’IT che riguarda l’elaborazione, il processing, il running dei programmi). Stiamo parlando della NetApp che è apparsa nel corso di NetApp Insight 2020, anch’essa, come le ultime kermesse di tutti i vendor IT, organizzata in modalità digitale.

Novità per hybrid e il multi cloud

Premesso che già alla vigilia di NetApp Insight 2020 il vendor aveva annunciato il lancio di NetApp OnTAP 9.8, l’ultima release del sistema operativo delle soluzioni storage del vendor che supportano la sua architettura di data management multi-ambiente denominata Data Fabric, la manifestazione annuale per il mercato EMEA è stata il palcoscenico per quattro nuovi lanci o upgrade significativi.

“A NetApp Insight 2020 portiamo novità per gli ambienti hybrid e multi cloud”, ha spiegato, nel corso di un pre-briefing con i giornalisti Matt Watts, Chief Technology Evangelist NetApp. “Ci stiamo – ha aggiunto – muovendo a una velocità mai vista prima. Del resto, anche gli utenti stanno portando sul cloud dati e applicazioni a un ritmo esponenziale, e con partner quali Amazon, Google, Microsoft e altri, NetApp ha l’opportunità di costruire ecosistemi incredibili per supportare le esigenze di database innovativi, piattaforme di analisi e di intelligenza artificiale (AI), nonché di protezione dei dati e di compliance. In questo scenario – ha proseguito il Chief Technology Evangelist di NetApp – è emerso chiaramente come le aziende non vogliono più utilizzare un unico cloud pubblico, ma più cloud provider scelti ognuno in base al valore aggiunto che può portare alle loro applicazioni o specifiche esigenze. Oggi – ha concluso il Chief Technology Evangelist di NetApp – quello in cui ci impegniamo nei confronti dei clienti è portare la semplicità del cloud nel data center e, allo stesso tempo, supportare nei public cloud gli stessi enterprise data service che offriamo nelle installazioni on-premise”.

I benefici dello storage on-premise anche nel cloud

Così come nel passato NetApp si è fatta un vanto di promuovere (insieme alla possibilità di gestire su piattaforme unificate diversi tipi di storage – a file, a blocchi e a oggetti – e di consolidare il controllo di sistemi storage proprietari e di terze parti, grazie al sistema operativo ONTAP e all’architettura di data management multi-ambienti e multi-vendor NetApp Data Fabric) il risparmio di costi nelle infrastrutture on-premise.

Oggi aumenta la promessa di NetApp di favorire i saving anche negli ambienti hybrid cloud. E non solo sotto il profilo della gestione dei dati, ma in quello generale delle architetture hybrid cloud. “Vogliamo consentire alle aziende – ha spiega Watts – do ottenere dal cloud di più a costi inferiori. Miriamo ad aiutare i clienti impegnati ad adottare pipeline CI/CD Continuous Integration/Continuous Deployment) migliori per lo sviluppo di applicazioni, così come a permettere alle aziende di ottimizzare i costi, le performance e la protezione del loro storage sui cloud pubblici alleandoci con loro per il supporto dei NetApp Files e di Cloud Volumes ONTAP, affinché quello di cui da anni godono on-premise possano averlo anche in cloud”.

Non solo storage, ma anche compute

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Fra tutte le novità di NetApp Insight 2020, ad essere maggiormente sotto i riflettori sono i frutti dell’acquisizione di Stop, un’azienda nata per offrire ai clienti soluzioni basate su Kubernetes per utilizzare in modo più economico possibile i servizi di compute di differenti public cloud provider. “Anche se già eravamo un’azienda di successo nel nostro ambito – ha spiegato ai giornalisti Amiran Shachar, Vice President e General Manager Spot by NetApp – abbiamo deciso di unirci a NetApp considerato il suo impegno nello sviluppo di software e nei confronti dei public cloud. Con le nostre soluzioni abbiamo permesso ai nostri clienti di adottare un approccio di tipo serverless [delegando alle soluzioni Spot le problematiche legate servizi di compute, ndr]. L’obiettivo delle aziende – ha continuato Vice President e General Manager Spot by NetApp – oggi è quello di portare sempre più applicazioni sul cloud, riducendo però i mal di testa legati alla gestione dei nuovi tipi di infrastrutture necessari. Se possibile, sono alla ricerca di infrastrutture completamente gestite. Insieme a NetApp lanciamo un cloud storage autonomo application-driven che permette una gestione, non solo serverless, ma anche storageless, delle applicazioni containerizzate”.

NetApp per il futuro del lavoro agile

L’approccio storageless non porterà i suoi benefici solo nel mondo delle applicazioni cloud-native ma, secondo Shachar, anche in “quegli spazi di lavoro (workspace) elastici in cui si fa uso dei virtual desktop”, ossia la modalità di offrire ai lavoratori non singoli strumenti per accedere ai dati aziendali e lavorare da remoto, ma un’interfaccia di lavoro quale potrebbero avere se, invece che da casa o in un altro luogo, operassero alla loro scrivania in azienda.

La fusione fra il compute di Spot e lo storage di NetApp, per il Vice President e General Manager Spot by NetApp, “ha senso perché, quando facciamo girare applicazioni alla fine cerchiamo dei dati”. George Kurian, Ceo di NetApp, nel corso del suo Keynote di apertura di NetApp Insight 2020 ha sottolineato: “L’obiettivo del Data Fabric di NetApp è sempre stato quello di portare i giusti data nel giusto posto al giusto utente”. E questa finalità, in un mondo infrastrutturale sempre più ibrido e multi-cloud, non può prescindere dall’utilizzo più efficace ed efficiente di capacità di compute offerte dai diversi cloud provider. “L’acquisizione della piattaforma application-driven per le applicazioni cloud-native di Spot – ha affermato Kurian – è complementare alla strategia Data Fabric di NetApp. Con la combinazione della flessibilità del serverless computing con la storageless persistence dei dati, offriamo un’infrastruttura unica per la gestione più semplice e continuamente ottimizzata delle applicazioni cloud-native enterprise, in grado di far risparmiare fino al 90% dei costi infrastrutturali”.

Tutte le soluzioni preesistenti e nuove si possono gestire in modo unificato con NetApp Cloud Manager.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Classe 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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