Data Fabric e multi cloud le chiavi del successo di NetApp con le aziende

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Data Fabric e multi cloud le chiavi del successo di NetApp con le aziende

Durante l’edizione digitale di NetApp Insight 2020, il CEO George Kurian ha spiegato i vantaggi della visione Data Fabric del vendor e ha ricordato altri cardini della strategia tecnologica e business del vendor: dal modello IT ibrido alla containerizzazione, alle partnership con gli hyperscaler. Significative anche le testimonianze di prestigiosi clienti

08 Mag 2020

di Riccardo Cervelli

Come tutte le organizzazioni che avevano in programma eventi di persona, in questo difficile momento a causa della pandemia da Codiv-19, anche NetApp non ha esitato a trasformare l’atteso NetApp Insight 2020 in un digital event. Un avvenimento che ha avuto il suo apice nel keynote iniziale di George Kurian, dal 2015 CEO del vendor specializzato in soluzioni e servizi per il data management in ambienti multi cloud, basati sulla filosofia Data Fabric. Parliamo di un modello e di un portfolio di tecnologie e servizi per la creazione di “tessuti di dati” con cui le aziende, in modo personalizzato in base alle loro specifiche esigenze, possono muoversi con agilità e capacità di adattamento in qualsiasi situazione.

Infrastrutture per raggiungere gli obiettivi di business in ogni situazione

Nell’introduzione del suo keynote, Kurian ha sostenuto che “per accelerare la digital transformation, l’IT deve continuare a trasformarsi per diventare sempre più flessibile. Questo è possibile integrando i dati nell’hybrid cloud attraverso data fabric”. A questo punto, il CEO di NetApp ha elencato tre strategie che consentono la trasformazione digitale: “La modernizzazione dei data center, tramite la creazione di private cloud; l’utilizzo dei public cloud per l’integrazione; e la creazione di un’architettura IT hybrid cloud per i dati”.

foto George Kurian
George Kurian, CEO di NetApp

Un esempio di cliente che, in questi anni, ha sfruttato le funzionalità offerte dalle soluzioni e dai servizi NetApp sotto tutti questi tre punti di vista è Dreamworks: “Da anni abbiamo implementato un’infrastruttura Data Fabric con le soluzioni di NetApp”, ha spiegato Kate Swanborg, senior vice president of technology, communications e strategic alliances dello studio di animazione californiano. “Anche grazie a questa architettura abbiamo potuto continuare a lavorare sui nostri progetti anche in questo periodo di lockdown a causa della pandemia di Covid-19. Tutti i nostri ingegneri e animatori hanno potuto continuare a lavorare da casa come se fossero in azienda”. Kate Swanborg ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza che ha sempre avuto la possibilità, per gli ingegneri NetApp e quelli della casa di produzione, di lavorare fianco a fianco, con fiducia reciproca, per trarre vantaggio da ogni nuova innovazione”.

foto Kate Swanborg
Kate Swanborg, Senior Vice President of Technology, Communications e Strategic Alliances Dreamworks

Modernizzare il data center per la trasformazione digitale

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Per tornare all’intervento di Kurian, uno dei passaggi più salienti è stato quello in cui ha parlato di modernizzazione dei data center. “Nella maggior parte dei casi – ha detto – la data center modernization rappresenta le fondamenta per la digital transformation, la quale, a sua volta, permette di implementare nuovi modelli di business basati sull’intelligenza artificiale, il Deep Learning, il DevOps, l’IoT e il multi cloud. NetApp permette di creare un unico control plane per i dati trasversale a tutti i cloud e che può essere sfruttato al meglio se si standardizzano tutte le applicazioni utente all’interno di container [in modo che possano girare in modo omogeneo dappertutto,ndr). NetApp mette a disposizione il migliore data management multi cloud che permette di sfruttare in modo ottimale i public cloud sia per le iniziative di digital trasformation sia per minimizzare gli effetti di restrizioni quali quelle imposta dall’emergenza Covid-19”.

Uno storage condiviso a livello multi cloud

L’architettura hybrid cloud e le partnership con i maggiori public cloud mette il vento in poppa al business di NetApp e si armonizza con un trend già adottato dalle aziende. “Il nostro portfolio per lo storage condiviso può essere utilizzato appoggiandosi sui maggiori hyperscaler” ha continuato il CEO di NetApp. “Tutti i servizi più importanti per lo storage – dal tiering al mirroring , i database Oracle, Sql Server e no-Sql, le tecnologie VMware o Splunk [software per l’analisi avanzata dei big dati Splunk, ndr], possono essere usufruiti in un’architettura multi cloud grazie NetApp. Tutto ciò ci permette di rispondere alle esigenze delle aziende che desiderano rifattorizzare (refacturing) le loro applicazioni per un uso sul cloud. In ultima analisi, l’abbinamento fra public cloud e tecnologia NetApp rende accessibile a tutti l’implementazione di una strategia cloud first”.

NetApp Insight 2020
George Kurian e Kate Swanborg durante NetApp Insight Digital Event 2020

E anche in questo caso, le affermazioni di Kurian hanno trovato conferma nell’esperienza di un importante utente. Si tratta di Festo, un’azienda di automazione industriale, orientata alla digital maintenance, presente anche in Italia: “Nel 2016 – ha raccontato Marcus Masching, Head of IT Computing Services della società – abbiamo adottato la soluzione Cloud Volume ONTAP (CVO) di NetApp. Oggi disponiamo di un ambiente SAP con workload in cloud che interagiscono con le funzionalità on-premise. Grazie a NetApp Data Fabric possiamo utilizzare i public cloud Amazon AWS e Microsoft Azure, eseguire snapshot dei dati fra i due hyperscaler, e beneficia delle funzionalità peculiari di ciascun public cloud. Per noi – ha concluso Masching – NetApp è più di un fornitore, e pensiamo che anche noi siamo più di un cliente per il vendor. Anche questa è un’ottima premessa per il successo dei nostri progetti futuri”.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Classe 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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