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L’Internet delle cose (IoT): cos’è e come rivoluzionerà prodotti e servizi

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L’Internet delle cose (IoT): cos’è e come rivoluzionerà prodotti e servizi

13 Set 2018

di Piero Todorovich

L’Internet of Things (IoT o Internet delle cose) è una tecnologia che permette di massimizzare le capacità di raccolta e di utilizzo dei dati da una moltitudine di sorgenti (prodotti industriali, sistemi di fabbrica, veicoli di trasporto…) a vantaggio di una maggiore digitalizzazione e automazione dei processi, della facoltà di sfruttare machine learning e intelligenza artificiale per creare nuovi business e servizi a valore per clienti e consumatori

L’IoT estende alle cose i benefici dell’uso di Internet finora limitati alle persone, permettendo agli oggetti di interagire con altri oggetti e quindi con le persone in modo sempre più digitale. L’Internet of Things consente di rendere disponibili i dati che servono a comprendere meglio il mondo reale, estrarre informazioni utili ai processi decisionali, aiutare le imprese a intraprendere percorsi d’innovazione digitale dei business. Vediamo in seguito cos’è nel dettaglio l’IoT, come funziona, come si rende più sicuro, dove è impiegato e quali impatti ha sul mercato.

IoT: che cos’è e a cosa serve

Internet of Things (IoT) ovvero Internet delle cose nasce dalla convergenza tra sensoristica, elaborazione e comunicazione in rete di apparati digitali specializzati pensati per essere impiegati ovunque serva raccogliere ed elaborare informazioni, automatizzare o integrare il funzionamento di apparati diversi. Rispetto ai sistemi embedded di cui IoT raccoglie il testimone, l’Internet of Things (IoT) sviluppa al massimo livello i concetti della comunicazione in rete per permettere l’interazione tra oggetti, per esempio tra apparati di produzione destinati a operare insieme, tra apparati e sistemi aziendali utilizzati per la pianificazione, la sicurezza e la manutenzione. La capacità di comunicazione consente oggi di avvalersi dei servizi in cloud per elaborazioni dati sofisticate o per l’inserimento in processi di business complessi. L’Internet delle cose permette di informatizzare e mettere in rete le “cose”, esattamente come personal computer, pad e smartphone hanno fatto con le persone. Secondo le stime di Gartner, grazie all’IoT e alla connessione degli oggetti, entro il 2020 il numero dei dispositivi in rete salirà a 20,4 miliardi. Nello scorso anno erano 8,4 miliardi.

Com’è nata l’Internet delle cose

I primi concetti alla base dell’IoT sono stati abbozzati nel 1982, quando alcuni ricercatori della Carnegie Mellon University hanno applicato sensori e la connessione in rete a un distributore di bibite dell’Ateneo per conoscerne lo stato di funzionamento. Qualche anno più tardi i concetti erano ripresi in un articolo divulgativo di Mark Weiser, Chief Scientist dello Xerox Parc, The computer of the 21st Century pubblicato su Scientific American e, in modo più rigoroso, da Reza Raji nel 1994 sulla rivista tecnica dell’Ieee. In quest’ultimo articolo, Raji accenna alla possibilità d’integrare in rete e automatizzare una grande gamma di cose che vanno dagli elettrodomestici di casa alle fabbriche. Il termine attuale di Internet of Things accompagna i primi sviluppi della tecnologia RFID (radio-frequency identification), pensata per facilitare la gestione degli oggetti da parte dei computer. L’uso è infine esteso a qualsiasi oggetto capace d’interagire in rete, quindi partecipare alla creazione di processi digitalizzati, flessibili e intelligenti.

Come funziona l’Internet of Things

Internet of Things estende agli oggetti del mondo reale la capacità di raccogliere, elaborare e scambiare dati in rete tipiche dei computer, permettendo di migliorare monitoraggio, controllo e automazione. L’Internet delle cose beneficia degli sviluppi nell’ambito dell’elettronica e della comunicazione wireless per abilitare le capacità digitali e di comunicazione in elettrodomestici, telecamere, termostati, sistemi di fabbrica, veicoli, dispositivi wearable e sanitari e molto altro. Questo sfruttando tecnologie proprietarie e aperte, piattaforme standard come Arduino o Rapsberry, reti Wi-Fi, Bluetooth o ZigBee (altro standard di comunicazione wireless) in funzione della potenza d’elaborazione locale richiesta, quantità di dati da trasferire, distanza o limitazioni d’energia (per esempio nei sensori alimentati a batterie). A seconda delle applicazioni, IoT può richiedere l’impiego di dispositivi di prossimità, Edge Computing, per l’effettuazione di aggregazioni ed elaborazioni real time dei dati e quindi per l’interazione con servizi in cloud in grado di effettuare elaborazioni sofisticate d’analisi su big data, machine learning e AI. Appositi framework e middleware software facilitano lo sviluppo di applicazioni a cavallo delle diverse componenti, integrando la gestione degli eventi e i protocolli di comunicazione.

Applicazioni ed esempi

L’IoT nell’industria e nei nuovi modelli di business

IoT è un componente tecnologico fondamentale nei progetti d’Industria 4.0 per rendere intelligenti macchine e linee di produzione attraverso l’integrazione di sensori, attuatori e componenti di Edge Computing per elaborazione in tempo reale e quindi avvio di processi automatici e allarmi. I dati operativi, selezionati e sintetizzati dai sistemi Edge sono resi disponibili per ulteriori elaborazioni, come per esempio per alimentare le dashboard per il controllo di fabbrica, alimentare sistemi esterni di machine learning e AI utili per fare manutenzione predittiva, ottimizzare la produzione. La maggiore disponibilità d’informazioni e la capacità di controllo consentono previsioni più attendibili, benefici a livello della flessibilità e del bilancio energetico, riduzioni degli scarti. Le capacità IoT integrate in elettrodomestici, uffici e infrastrutture critiche consentono di ridurre i consumi energetici, introdurre la manutenzione predittiva in nuovi ambiti, creare nuovi servizi a valore aggiunto nel post vendita sia in ambito professionale sia consumer.

L’IoT nei trasporti e nell’auto

Tra i settori che più si avvantaggiano delle tecnologie IoT ci sono l’auto e i trasporti. Esempi di applicazione dell’IoT riguardano il controllo remoto della posizione e stato di funzionamento dei veicoli, la protezione degli occupanti in caso d’incidente, servizi assicurativi e di noleggio. Le centraline montate sui veicoli commerciali e privati consentono di raccogliere dati utili all’assistenza, all’ottimizzazione del funzionamento del mezzo e, nel lungo termine, al miglioramento costruttivo e della sicurezza. Le capacità di collegamento via rete con i centri servizi permettono di adeguare i premi assicurativi ai km percorsi e allo stile di guida di chi è al volante, rispondere prontamente e automaticamente alle emergenze. L’Internet delle cose permette di migliorare la gestione delle flotte, controllare il rispetto delle norme stradali, della turnazione dei conducenti, valutare le condizioni del traffico. Tutto questo a vantaggio dell’ottimizzazione di tempi, dell’affidabilità, ma anche della creazione di modelli di business innovativi nel noleggio e nel trasporto in genere.

La sicurezza dell’Internet delle cose

La semplicità delle componenti informatiche integrate in elettrodomestici e altri oggetti abilitati dall’IoT, unitamente a difetti della gestione e dell’aggiornamento aumentano la vulnerabilità ai possibili attacchi condotti attraverso la rete. Solo per citare alcuni esempi: una variante del malware Mirai, chiamata OMG ha colpito nei mesi passati gli endpoint IoT consentendo a malintenzionati di portare avanti attacchi denial of service su larga scala (i dispositivi infettati sono stati arruolati nella generazione di traffico fittizio per saturare siti e servizi); mentre OMG sfrutta gli accessi di default non configurati, un’altra minaccia, la botnet Reaper conosciuta anche come IoT Troop, applica tecniche di hacking attivo sui sistemi operativi usati nell’IoT, per prenderne il controllo.

Nei prossimi anni i dispositivi IoT rischiano quindi di diventare un bersaglio d’elezione per attacchi informatici sempre più sofisticati. Le modalità di difesa consistono nello scegliere prodotti affidabili, dotati di protezioni specifiche e di curarne le configurazioni, usando credenziali di autenticazione (password) più sicure e assicurando l’applicazione delle patch, aggiornando sistemi operativi, driver e programmi di gestione. Protezioni efficaci possono essere implementate a livello della rete, limitando allo stretto necessario banda e altri servizi accessibili ai dispositivi, quindi rilevando e segnalando agli amministratori le anomalie associabili con possibili infezioni.

Quanto vale il mercato IoT

Nell’ultima Worldwide Semiannual Internet of Things Spending Guide pubblicata lo scorso giugno, IDC prevede che la spesa globale totale nei sistemi IoT possa raggiungere 1,2 trilioni di dollari nel 2022, con una crescita media annua del 13,6% per i prossimi cinque anni. Lo studio rivela come la spinta maggiore stia provenendo dagli investimenti nei settori del manufacturing e dei trasporti (i più significativi per le attuali applicazioni IoT a livello globale), entrambi i comparti destinati a raggiungere il valore di circa 150 miliardi di dollari nel 2022. Nel dettaglio, la crescita annuale media più forte (29%) si registra nei sistemi IoT per la comunicazione vehicle-to-vehicle (V2V) e vehicle-to-infrastructure (V2I) ossia per sistemi che collegano i veicoli tra loro e con i centri servizi. Molti sviluppi riguardano inoltre la security e la sanità.

Secondo IDC, il mercato è a un punto di svolta: molti progetti stanno lasciando la fase prototipale per entrare in quella commerciale. L’investimento nell’Internet delle cose attraversa gli ambiti dell’hardware, del software e dei servizi e di connettività, in parte sovrapponendosi con quelli per le smart cities e la digital transformation delle imprese.

La più recente previsione di IDC per il mercato Italiano parla di 35 miliardi di dollari d’investimenti entro il 2020, con un tasso di crescita medio annuo di circa il 19,5%.

Piero Todorovich
Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.

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