Per anni l’ERP ha rappresentato il punto di riferimento per governare e ottimizzare i processi aziendali, consolidandosi come il cuore delle Business Applications. Oggi, però, l’ERP sta cambiando insieme all’azienda. Se l’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui le organizzazioni operano, prendono decisioni e creano valore, la stessa trasformazione sta investendo i sistemi che ne orchestrano i processi. Con l’AI generativa prima e l’AI agentica poi, il confine tra ERP e intelligenza artificiale si sta progressivamente assottigliando. Un cambio di paradigma particolarmente evidente nell’universo Microsoft e per chi, come Alterna, fa parte dell’Inner Circle dei partner Microsoft per le Business Applications e ne osserva da vicino l’evoluzione.
Oggi, dentro Dynamics 365 Finance and Supply Chain Management, gli agenti AI integrati in modo seamless all’interno dell’ERP possono eseguire interi flussi di lavoro per conto degli utenti e il front end della piattaforma si sta spostando progressivamente dall’interfaccia gestionale tradizionale a una conversazione in linguaggio naturale.
Per una realtà come Alterna, che negli anni ha consolidato un posizionamento distintivo nell’integrazione delle Business Applications, l’AI rappresenta oggi un ulteriore passo evolutivo. Non si tratta soltanto di ampliare le potenzialità tecnologiche delle soluzioni, ma di ripensare il ruolo stesso della consulenza, arricchendo competenze, approcci e modelli di creazione del valore per accompagnare le aziende in una trasformazione sempre più pervasiva.
Ne abbiamo parlato con Nunzio Santoro, F&SCM Business Unit Manager di Alterna.
Indice degli argomenti
L’AI ridisegna i confini dell’ERP
Per capire che cosa sta succedendo nel mondo dell’ERP, e della piattaforma Microsoft in particolare, bisogna partire dall’innovazione che ha investito la natura stessa di questa tecnologia prima ancora dell’AI. «L’ERP in sé – commenta Santoro – è passato dall’essere il punto di riferimento per la gestione dei processi al trasformarsi in una piattaforma evoluta e per alcuni aspetti dinamica. Fino a pochi anni fa, le risposte ai requisiti di business dei clienti venivano date attraverso le customizzazioni delle funzionalità all’interno dell’ERP, così da riuscire a mappare ogni specificità. Oggi Microsoft delinea un modello profondamente diverso, fondato su un ecosistema integrato di Business Applications in cui ERP, Business Intelligence, CRM e AI concorrono alla gestione dei processi aziendali. In questa architettura, l’ERP resta una componente fondamentale, ma cambia il modo in cui l’utente vi accede e interagisce con esso.
L’agente diventa infatti il nuovo livello di interazione con le Business Applications: interpreta le richieste degli utenti, attiva le operazioni e orchestra i processi, mentre l’ERP opera nel back-end come motore transazionale e gestionale a supporto delle attività.
Low code e no code: le figure funzionali si avvicinano ai tecnici (e viceversa)
L’effetto più visibile della trasformazione in atto è la possibilità di configurare automatismi e gestire task e processi completi tramite strumenti low code e no code.
Una prassi, questa, che sta progressivamente assottigliando il confine che notoriamente in azienda separava le figure tecniche da quelle funzionali. Santoro si tuffa nei ricordi spiegando che «fino a pochissimi anni fa c’era il classico sviluppatore chiuso in una stanza che riceveva un documento tecnico e il suo lavoro era tradurlo in funzionalità e specifiche software. Oggi, invece il consulente può spingersi nella configurazione direttamente nell’applicativo di alcune richieste che in passato richiedevano customizzazioni».
Come cambia la delivery: la contaminazione delle competenze
Un passaggio epocale, che Alterna non ha subìto ma, al contrario, agevolato, lavorando prima di tutto sulle persone.
«La consulenza si è tradizionalmente sviluppata attorno a specializzazioni verticali, dal finance alla supply chain fino alle operations. Nell’ultimo anno, invece, abbiamo accelerato verso un modello più integrato, favorendo la contaminazione tra competenze funzionali e tecniche.»
L’azienda del gruppo Altea Federation ha anche promosso la formazione dei consulenti sulla gestione end-to-end dei processi, in modo che sappiano sempre riconoscere quando una tecnologia è propedeutica a un processo, così da supportare in modo ancora più efficace le aziende nei loro percorsi di trasformazione digitale, fianco a fianco, condividendo onori e oneri perché «il go-live, oggi – spiega –, non è più la fine di un progetto ma il suo inizio. Da lì, infatti, si può partire per monitorare i processi, raccogliere nuovi dati e accompagnare l’azienda in un percorso continuo di ottimizzazione e innovazione».
Microsoft Copilot dentro l’ERP: dai cruscotti ai suggerimenti, fino agli agenti
Santoro ricostruisce tre fasi evolutive dell’AI nell’ERP. «Nella prima, l’intelligenza artificiale era un semplice sintetizzatore di dati, con dashboard, cruscotti e riepiloghi nelle schermate. Nella seconda, invece, l’AI si è spinta a interpretare quei dati e suggerire in modo proattivo a planner, procurement e finance come migliorare forecast e previsioni. Nella terza, infine, quella che stiamo vivendo ora, l’agente si inserisce nel processo e, in base a regole, guardrail e addestramento, agisce per conto dell’utente arrivando a completare task e interi flussi di lavoro».
Il tutto avviene in modo trasparente, senza penalizzare la User Experience dell’utente di Microsoft Dynamics 365 Finance and Supply Chain, attraverso Copilot.
ERP e intelligenza artificiale: servono fondamenta solide
All’inizio, spiega il manager, i clienti erano «molto curiosi e volevano toccare con mano l’AI, il più delle volte per solo gusto di sperimentare, anche in assenza di un caso d’uso specifico».
La verità, però, è che l’AI «può essere integrata con successo nei processi aziendali solo quando ci si trova in presenza di un ERP maturo, solido e consistente».
Il tema vero, semmai, è «capire bene cosa può essere demandato all’automazione intelligente e soprattutto con quali regole».
Per Santoro, il maggiore potenziale dell’AI emerge nei processi ad alta intensità di dati e caratterizzati da una forte componente di ripetitività. Il valore dell’automazione non risiede nella sostituzione del contributo umano, ma nella possibilità di ridurre il peso delle attività a minor valore aggiunto e concentrare competenze e tempo su decisioni, responsabilità e attività a maggiore impatto.
AI in F&SCM: cosa cercano i clienti
Dove si concentra oggi la domanda delle imprese
Dalla riconciliazione automatizzata delle fatture all’onboarding dei fornitori, dalla vendor collaboration fino al forecasting a supporto del Material Requirements Planning, i casi d’uso più concreti si concentrano oggi sui processi ad alta intensità operativa, dove l’AI può ridurre il peso delle attività ripetitive mantenendo centrale la supervisione umana.
Per le aziende, sottolinea il manager, la priorità non è partire ogni volta da zero, ma capitalizzare modelli di settore, acceleratori e processi già collaudati, in grado di standardizzare l’approccio e ridurre variabilità, tempi e costi di implementazione.
Riconciliazione automatica delle fatture
Abbiamo già evidenziato che il potenziale dell’AI emerge con particolare evidenza nei processi caratterizzati da elevati volumi e da un forte assorbimento di attività manuali. “È il caso di un cliente Alterna, dove tre persone sono impegnate nella gestione delle fatture fornitori e nella riconciliazione con ordini e DDT interni. Un’attività resa ancora più complessa dagli errori presenti nei documenti ricevuti e dalle decine di migliaia di righe di fattura elaborate ogni mese”.
Su questo processo Alterna ha sviluppato un PoC che introduce un agente AI capace di interpretare la documentazione, precompilare i dati e suggerire integrazioni o correzioni. Il beneficio atteso è significativo: le stime indicano una riduzione di circa il 50% del tempo che ciascun operatore dedica ogni mese alla riconciliazione.
Procurement e gestione fornitori: onboarding e vendor collaboration
Anche nella gestione dei fornitori l’AI sta mostrando il proprio valore soprattutto nelle attività ripetitive e nella lettura delle comunicazioni, senza sostituire il presidio delle persone.
Nel procurement i casi d’uso principali sono due. Il primo è l’onboarding. Tramite una intuitiva interazione vocale o testuale, l’AI «può supportare ed automatizzare il processo di codifica del fornitore all’interno dell’ERP dell’ERP, corredata di tutti i documenti e le informazioni raccolte nella fase di qualifica».
Il secondo riguarda la vendor collaboration: Microsoft offre già strumenti per aggiornare automaticamente data di consegna e prezzi di un prodotto, ma l’agente sviluppato da Alterna aggiunge un passaggio in più, perché legge le comunicazioni tra cliente e fornitore, rielabora le informazioni e ricava in autonomia quelle che possono essere le ricadute di un ritardo di spedizione o di un altro problema sull’ordine.
Alterna, in questo caso, ha optato per un modello supervisionato di tipo human-in-the-loop, per cui l’agente propone all’utente le modifiche ma lascia all’owner dell’attività la facoltà di confermarle o meno.
Forecast e MRP: il confine tra automazione e supervisione umana
L’automazione intelligente delle attività di pianificazione è un altro fronte su cui sono impegnati gli specialisti di Alterna.
Il forecast, per esempio, è realizzato ancora troppo spesso attraverso file Excel alimentati con dati estratti dall’ERP, riconciliati con gli anni precedenti e proiettati sul futuro attraverso algoritmi di trend.
Grazie all’AI, lo storico delle vendite può diventare la base per elaborare previsioni integrate direttamente nel gestionale, semplificando il processo di pianificazione e riducendo la necessità di gestire strumenti esterni.
Il valore di un approccio verticale: i clienti cercano binari, non fogli bianchi
Alterna, dopo aver lavorato negli ultimi quattro anni sull’infusion dell’AI in modo trasversale nella propria offerta, negli ultimi mesi ha varato un nuovo approccio che mira a declinare la tecnologia degli agenti AI in “semilavorati” ottimizzati sulle esigenze di alcuni settori nei quali l’azienda vanta ormai un’esperienza consolidata, come la manifattura discreta, il Food & Beverage, il chimico o il Fashion Retail.
Il percorso ha preso forma nel settore chimico, dove, tra il 2024 e il 2025, Alterna ha realizzato tre implementazioni che hanno segnato un’evoluzione nell’approccio progettuale. Per la prima volta, l’esperienza maturata nel settore è stata sistematizzata in un patrimonio comune di acceleratori, funzionalità e configurazioni predefinite, capitalizzando competenze e best practice sviluppate sul campo.
I risultati ottenuti hanno portato Alterna a estendere lo stesso modello anche agli altri settori verticali. Il principio è superare la logica dell’elenco di funzionalità per costruire modelli verticali di settore basati su casi d’uso reali e su esigenze di business ricorrenti, traducendoli in soluzioni già parzialmente configurate. Un approccio che consente di ridurre tempi, complessità e rischi di implementazione, offrendo alle aziende un percorso più strutturato verso l’adozione dell’ERP.
Come sottolinea Santoro, infatti, le imprese non cercano più di partire da un foglio bianco per ridisegnare ogni processo, ma modelli di riferimento e percorsi consolidati capaci di guidare l’implementazione e accelerare il raggiungimento dei risultati.























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