Risparmiare sui costi e disporre di dati strutturati per digitalizzare la propria impresa: sono i principali vantaggi della fatturazione elettronica B2B che sarà obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2019 emersi in occasione del recente convegno dal titolo “Fatturazione elettronica: nuovo impulso per il Digital B2B” organizzato per presentare i dati 2018 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2b del Politecnico di Milano.
L’obbligo della fatturazione elettronica tra privati, nell’intento del legislatore europeo, nasce per contrastare l’evasione dell’IVA; uno dei vantaggi attesi dalla Commissione Europea riguarda infatti la riduzione della quota di imposta relativa alle fatture non registrate e all’omesso versamento. I dati indicano circa 160 miliardi di euro di evasi nell’intero continente (di cui un quarto è riconducibile all’Italia) che può essere intercettato grazie alla fatturazione elettronica B2B.
Ma i vantaggi generati dalla fatturazione elettronica B2B obbligatoria sono molto più ampi, soprattutto in un sistema imprenditoriale come quello italiano.
“Le leve che attivano la digitalizzazione delle imprese italiane sono molteplici – ha aggiunto Claudio Rorato, direttore dell’Osservatorio – oltre alla volontà di rendere più efficienti i processi e di essere maggiormente competitivi nel proprio business, sicuramente vi è anche la compliance. Questo è vero anche nel caso della normativa in questione. A oggi sono 130mila le imprese digitalizzate, ci si aspetta un aumento di questo numero con l’introduzione dell’obbligo della fattura elettronica, che siamo convinti rappresenterà una grande spinta all’innovazione digitale”.
Who's Who
Claudio Rorato

Dal sondaggio condotto dall’Osservatorio su 126 grandi imprese (con più di 250 addetti) e 218 PMI è emerso che, nel complesso, le imprese italiane sono a buon punto in termini sia di conoscenza sia di capacità di adeguamento alla normativa sulla fatturazione elettronica B2B obbligatoria. Solo il 2% delle grandi imprese e l’8% delle PMI, infatti, ha dichiarato di ritenere la legge poco chiara e soltanto poco più di un quinto del campione (21%) che ci sarà un po’ di confusione sul mercato al momento dell’entrata in vigore dell’obbligo.


































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