SAP NOW AI Tour Mlian ha alzato il sipario sull’Autonomous Enterprise. Il diamante simbolo di Joule è stato il leitmotiv dell’immagine coordinata dell’evento. Da logo a concept, era a forma di diamante il portale d’accesso all’AI Agent Lab, gli schermi sospesi alle travature del padiglione, dove campeggiano figure in divisa da plancia di comando, ispirate all’astronave Enterprise del famoso film di fantascienza uscito alla fine degli anni ‘60.
Dall’astronave Enterprise all’Autonomous Enterprise, il richiamo all’immaginario della nota serie di fantascienza evoca una visione del futuro in cui il progresso tecnologico moltiplica le possibilità umane di conoscenza, esplorazione e azione. Un mondo popolato da sistemi avanzatissimi, nel quale le persone mantengono la capacità di giudizio e la responsabilità delle decisioni. A sessant’anni di distanza, quella stessa visione del rapporto tra intelligenza umana e tecnologia a Sap Now AI Tour Milan è diventata realtà. Nell’ecosistema SAP applicazioni, dati, assistenti, agenti AI e persone concorrono a costruire una nuova intelligenza collettiva, capace di interpretare i contesti, coordinare attività e intervenire nei processi. Il valore di questa evoluzione sta nel rendere la conoscenza aziendale più accessibile e utilizzabile, liberare le persone dalla complessità operativa e consentire alle organizzazioni di affrontare nuove sfide potenziando competenze e risorse.

Indice degli argomenti
Autonomous Enterprise: non soltanto più agenti AI ma un nuovo modo di lavorare
La 31ª edizione di SAP NOW! ha riunito a Milano oltre 2mila partecipanti tra executive, imprenditori ed esperti di settore, più di 50 aziende partner e un programma che tra dimostrazioni e testimonianze aziendali dedicate all’evoluzione dei processi di business ha superato le 100 sessioni. La promessa della casa di Walldorf di un’AI infusa nei processi, al centro dell’edizione precedente, quest’anno sè stata declinata in tantissime esperienze e soluzioni progettuali concrete: sui palchi si sono alternate le testimonianze di aziende e partner impegnati nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi e nella trasformazione dei propri sistemi gestionali. Nell’Area Experience, il nuovo AI Agent Lab ha permesso ai visitatori di sperimentare, con l’affiancamento degli specialisti SAP e attraverso sessioni prenotabili, lo sviluppo di un agente AI su misura per il proprio business. Al centro, una visione dell’Autonomous Enterprise che SAP traduce scenari operativi, nei quali assistenti e agenti AI collaborano attraverso i diversi domini funzionali dell’impresa.
«Autonomous Enterprise non significa soltanto aumentare il numero degli agenti e degli assistenti AI – ha spiegato Carla Masperi, Amministratore Delegato di SAP Italia -. Significa cambiare il modo di lavorare. Gli agenti possono intercettare ciò che accade nel business, ragionare, raccomandare interventi e mettere in campo azioni concrete. Ma autonomia non significa assenza di controllo umano: come in un aereo dotato di sistemi avanzati di pilotaggio automatico, le persone mantengono sempre e comunque la regia e la responsabilità delle decisioni. Perché questa autonomia sia possibile all’interno dei processi aziendali servono tre condizioni fondamentali: la conoscenza dei processi, una base dati semanticamente affidabile e coerente e una governance. Quando parliamo di bilanci, flussi finanziari o capacità produttiva, non possiamo permetterci informazioni inesatte o decisioni basate su dati incoerenti. Ogni intervento degli agenti deve essere tracciabile, ogni decisione ricostruibile e ogni accesso alle informazioni governato da regole di sicurezza e autorizzazione».
A dare la misura della maturità raggiunta dalla roadmap SAP è anche l’estensione delle capacità agentiche disponibili: oltre 200 agenti, distribuiti tra finance, supply chain, HR, procurement e customer experience, con l’obiettivo di arrivare a 400 entro la fine del 2026. E dal 1° novembre la maggior parte di queste funzionalità sarà inclusa nella subscription cloud standard SAP.Inserire immagine

Il contesto semantico dell’Autonomous Enterprise
I numeri condivisi sui palchi di Sap Now AI Tour Milan quantificano il patrimonio di conoscenza dei processi e di contesto semantico su cui il vendor costruisce la propria strategia di Business AI. Oltre 120 processi aziendali mission-critical, 7,3 milioni di campi dati coperti dal SAP Knowledge Graph, 500.000 tabelle e 50.000 API. Con questo patrimonio, maturato in oltre 50 anni di esperienza nella gestione dei processi aziendali, SAP rivendica il suo ruolo distintivo rispetto all’intelligenza artificiale generalista. Alla capacità dei modelli generativi di elaborare informazioni e formulare risposte su base probabilistica, SAP affianca la conoscenza strutturata delle relazioni semantiche tra dati, processi e regole di business. È questo contesto a consentire agli agenti di interpretare le informazioni aziendali e intervenire nei processi rispettandone logiche e vincoli operativi.
Su queste fondamenta si sviluppa un’architettura integrata nella quale Joule diventa il punto di accesso e di orchestrazione di assistenti e agenti AI, la SAP Autonomous Suite mette in relazione applicazioni, dati e capacità agentiche, mentre la SAP Business AI Platform fornisce gli strumenti per sviluppare, contestualizzare e governare l’intelligenza artificiale su scala enterprise. Tra le tecnologie presentate a SAP NOW AI Tour Milan figura anche SAP-RPT 1.6, un modello fondazionale specializzato nell’elaborazione dei dati strutturati, progettato per attività di classificazione e regressione. Una capacità che amplia gli strumenti a disposizione delle aziende, affiancando ai modelli linguistici un’intelligenza artificiale specificamente sviluppata per lavorare sui dati tabellari dei sistemi gestionali.
«L’intelligenza artificiale non è una funzionalità che si acquista e si attiva con un clic. È un cambiamento profondo del modo in cui le aziende lavorano e lavoreranno – ha sottolineato Augusta Spinelli, Presidente EMEA di SAP -. E il punto decisivo è l’adozione: una licenza AI che non viene utilizzata non è un asset, è un costo. Oggi vediamo tre categorie di aziende. Ci sono i leader, che hanno già portato l’AI in produzione, ottengono risultati misurabili e stanno costruendo un vantaggio competitivo. Ci sono quelle che hanno completato le sperimentazioni e stanno affrontando la sfida della scalabilità: rappresentano la maggior parte dei nostri clienti. E ci sono gli osservatori, che continuano a valutare e ad aspettare il momento giusto per partire. Ma anche aspettare ha il suo costo. La differenza tra chi ottiene risultati e chi non li ottiene dipende da quanto l’AI è connessa ai processi aziendali, dalla qualità dei dati e, soprattutto, da quanto le persone la utilizzano nel lavoro quotidiano. Possiamo avere la piattaforma più avanzata e la strategia migliore, ma senza formazione, change management e capacità di misurare l’utilizzo effettivo della tecnologia non si genera valore. Il nostro compito, insieme ai partner, è accompagnare i clienti dalla firma del contratto al raggiungimento di risultati di business concreti».

Dall’intenzione all’azione: Joule cambia il modo di lavorare con i sistemi aziendali
Il passaggio all’Autonomous Enterprise cambia anche il modo in cui le persone interagiscono con le applicazioni gestionali. Anziché conoscere le transazioni da eseguire, navigare tra interfacce e ricostruire manualmente le informazioni necessarie, l’utente può partire dal problema da risolvere e dal risultato che vuole ottenere. È il principio dell’approccio intent-based su cui SAP continua a far evolvere Joule, trasformandolo da assistente conversazionale in un ambiente di lavoro capace di comprendere il contesto aziendale, coordinare agenti specializzati e attivare operazioni sui sistemi. Questa evoluzione si concretizza con Joule Work, la nuova soluzione che integra gli strumenti di produttività individuale, come posta elettronica, file e calendario, con i dati e i processi aziendali. Utilizzabile sia all’interno delle applicazioni SAP sia attraverso un’interfaccia autonoma, Joule Work estende l’interazione in linguaggio naturale oltre i confini delle singole applicazioni, permettendo all’utente di lavorare sulle informazioni e sui processi aziendali a partire dai propri strumenti quotidiani.
«Negli ultimi dodici mesi abbiamo lavorato per costruire un nuovo livello agentico – ha annunciato Roberto Fraccapani, Head of Solution and Architect Advisors di SAP Italia -. La novità è che l’utente non deve conoscere le caratteristiche tecniche della soluzione: descrive l’esigenza di business e Joule, conoscendo il contesto, può approfondire i requisiti attraverso domande mirate e arrivare a generare, testare e rilasciare un agente senza scrivere una riga di codice. Questo rende possibile sviluppare nuovi agenti con maggiore facilità, ma pone anche una questione fondamentale: chi risponde delle operazioni che eseguono quando intervengono direttamente nei processi aziendali? Il concetto di autonomous enterprse deve accompagnarsi alla capacità di governare ciò che accade. Per questo abbiamo progettato un’architettura aperta, nella quale Joule può orchestrare anche agenti non SAP e gli agenti SAP possono essere utilizzati in ambienti esterni, mantenendo la coerenza delle operazioni con le regole dei processi aziendali. Attraverso l’Agent Hub possiamo inoltre monitorare gli agenti presenti nell’organizzazione, verificarne l’utilizzo, misurare i benefici prodotti e controllarne i consumi. È questa combinazione di conoscenza dei processi, interoperabilità e governance che permette di portare l’intelligenza artificiale dal singolo caso d’uso all’operatività dell’impresa».
La dimostrazione di Fraccapani ha poi tradotto nella pratica queste capacità in uno scenario di procurement nel quale il ritardo di un fornitore rischia di bloccare una linea produttiva. Partendo dalla mail che segnala la mancata consegna, Joule analizza gli ordini in SAP S/4HANA, individua i componenti mancanti, identifica fornitori alternativi e genera uno Joule Space, un ambiente di lavoro personalizzato che organizza e visualizza le informazioni aziendali pertinenti, consentendo all’utente di approfondirle e aggiornarle attraverso nuove richieste in linguaggio naturale. Su richiesta dell’utente, attiva quindi gli agenti che predispongono una nuova richiesta d’acquisto. Il passaggio successivo è ancora più significativo: attraverso Joule Studio 2.0, che estende l’approccio intent-based allo sviluppo di agenti, applicazioni e workflow, il responsabile può descrivere in linguaggio naturale l’esigenza di monitorare le consegne e ottenere la creazione di un agente dedicato, dalla definizione dei requisiti fino al testing e al deployment, senza dover scrivere codice. Una volta attivato, l’agente può sorvegliare il processo in background e segnalare autonomamente le situazioni critiche, anticipando l’intervento dell’utente.

Autonomous Enterprise alla prova dei fatti: quattro esperienze dall’Italia al mondo
Dall’Italia ai mercati internazionali, quattro esperienze presentate sul palco principale di SAP NOW AI Tour Milan mostrano come la trasformazione dei processi possa assumere forme diverse, dall’intelligenza artificiale applicata al lavoro quotidiano alla governance delle filiere, fino alla razionalizzazione dei sistemi gestionali e dei servizi pubblici.
EssilorLuxottica: gli smart glasses con Joule Voice
EssilorLuxottica ha mostrato, insieme a SAP, un prototipo che integra gli smart glasses con le funzionalità vocali di Joule Workl’assistente AI di SAP, per accedere ai dati e alle funzionalità dei sistemi aziendali attraverso comandi vocali e informazioni acquisite dalla fotocamera degli occhiali, mantenendo le mani libere. Come ha spiegato Andrea Mecacci, Senior Manager Professional Enterprise & Health Wearables Category Product & Marketing di EssilorLuxottica, il progetto nasce dalla volontà di estendere l’utilizzo degli smart glasses agli ambienti professionali, trasformandoli in strumenti capaci di supportare le persone mentre lavorano. Una prospettiva particolarmente significativa per un gruppo che gestisce una rete di 15.000 negozi attraverso SAP S/4HANA Retail. Nella dimostrazione ambientata in un negozio di ottica, l’addetto ha utilizzato gli occhiali per recuperare lo storico di un cliente, verificare la disponibilità dei prodotti, predisporre un ordine e modificarlo senza accedere a una postazione informatica. Sviluppato in due settimane, il prototipo rappresenta un esempio di come Joule possa diventare il punto di interazione tra le persone e i processi gestionali, utilizzando le capacità dell’AI per interpretare le richieste e attivare le operazioni necessarie, con ulteriori applicazioni allo studio nella logistica e nella manutenzione.
Eni: G·row e la governance del rischio di filiera
Eni ha presentato G·row, un progetto nato dalla consapevolezza che i rischi di una grande organizzazione si estendono lungo tutta la sua catena del valore, coinvolgendo fornitori e partner che spesso, soprattutto nel caso delle PMI, non dispongono degli stessi strumenti e delle stesse competenze per governarli. Per superare i limiti dei tradizionali sistemi di controllo interno, Eni ha promosso un’alleanza tra imprese e una piattaforma digitale sviluppata con SAP Italia su SAP Business Technology Platform (SAP BTP). Come ha precisato Gianfranco Cariola, Director Eni Risk & Internal Control System, dal progetto al rilascio della piattaforma è trascorso appena un mese. L’intelligenza artificiale analizza questionari e documenti di autovalutazione, confronta in forma anonima le informazioni raccolte tra imprese omogenee per settore e dimensioni e contribuisce a individuare le aree di miglioramento dei rispettivi sistemi di Risk & Control Governance. In meno di sei mesi sono stati raccolti circa 600 questionari, oltre il 90% dei quali provenienti da PMI. Il risultato è un modello di governance distribuita e collaborativa che consente anche alle imprese più piccole di accedere a strumenti di valutazione strutturati, rafforzando progressivamente la capacità dell’intera filiera di riconoscere e gestire i rischi.
Twinings Ovaltine: sette ERP verso un sistema comune
Sul fronte internazionale, Twinings Ovaltine, gruppo britannico del largo consumo presente in oltre 100 Paesi, ha affrontato la frammentazione di sette sistemi ERP attraverso un percorso di standardizzazione e migrazione al cloud con RISE with SAP. I risultati indicano un miglioramento della produttività del 20%, una riduzione dei costi del 10% e il 75% degli utenti aziendali già attivi sui nuovi processi. L’adozione di un’architettura gestionale comune e di un approccio clean core ha creato le condizioni per integrare progressivamente le funzionalità di SAP Business AI e Joule.
La città di Madrid: processi integrati per servizi pubblici più efficienti
La città di Madrid ha invece modernizzato la propria infrastruttura gestionale attraverso SAP S/4HANA, integrando i processi finanziari e delle risorse umane con SAP Tax and Revenue Management (SAP TRM) per la gestione dei tributi e delle entrate comunali. Il progetto ha permesso di superare la frammentazione dei sistemi precedenti, che gestivano separatamente informazioni e procedure amministrative, rendendo più complesso sia il lavoro degli uffici sia l’accesso dei cittadini ai servizi. L’integrazione delle informazioni fiscali con quelle economico-finanziarie e la disponibilità di una base dati comune hanno consentito di semplificare i processi, eliminare passaggi ridondanti e migliorare l’efficienza amministrativa. Secondo i dati presentati all’evento, l’efficienza della riscossione fiscale ha raggiunto il 98%, le giornate lavorative risparmiate ogni anno superano le 10.000. Per i cittadini, i passaggi necessari per accedere ai servizi comunali sono scesi da 14 a 3. La disponibilità di processi e dati integrati costituisce ora la base per l’evoluzione verso SAP Business Data Cloud e l’intelligenza artificiale.
SAP NOW AI Tour Milan : dai riconoscimenti ai progetti AI alla sfida dei 500 agenti per il 2027
A chiudere SAP NOW AI Tour Milan, le premiazioni dei SAP Quality Awards, quest’anno dedicati all’AI agentica, che hanno visto tra i vincitori Gruppo Sunino con Altea UP nella categoria Joule Agents and Joule Assistants, FiberCop con Mashfrog Group nella categoria Build Your Own Agent e SMEG con Capgemini nella categoria Agent-led Implementation. La finale della SAP AI Agent Challenge Italy ha invece messo a confronto le soluzioni di agentic AI sviluppate dai partner per rispondere a esigenze reali, dal finance alla produzione, dalla supply chain al procurement, premiando SEIDOR Italia per Intelligent Quote Sourcing, una soluzione basata su Joule per i processi di approvvigionamento. In chiusura dell’evento, dal palco è arrivata anche una nuova sfida lanciata da Carla Masperi all’ecosistema dei partner: raggiungere entro metà dicembre 2026 quota 500 implementazioni di agenti AI, conteggiando anche gli scenari già presentati e le implementazioni multiple dello stesso agente. Un obiettivo che rilancia il ruolo dell’ecosistema nell’evoluzione dell’Autonomous Enterprise e proietta l’attenzione verso la prossima edizione di SAP NOW AI Tour MIlan, in programma il 6 ottobre 2027 al MiCo di Milano.






















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