
Con il crescere dell’utilizzo dei device mobili in azienda, si moltiplicano i tentativi di sfruttarli per rubare dati e segreti industriali: nel solo 2017 sono state scoperte più di 1.200 vulnerabilità sui sistemi operativi iOS e Android (fonte: CVE.Mitre.org) e più della metà si collocano a un livello medio alto di gravità. E il fenomeno riguarda anche l’Italia: verso la fine dell’anno scorso è stato individuato un malware Android, chiamato SkyGoFree, utilizzato solo per attacchi mirati in Italia e capace, per esempio, di attivare il microfono e registrare l’audio quando la vittima si trova in una certa posizione.
L’attacco largamente più utilizzato in ogni caso resta il Man-In-The-Middle: i device mobili infatti trasmettono in broadcast il nome dell’ultima rete WiFi conosciuta e con un dispositivo come Pineapple è quindi possibile creare con un solo clic decine di reti WiFi al solo scopo di far connettere automaticamente tutti i device mobili in range, per esempio nel bar sotto all’azienda target. Questo consente di avviare un attacco Man-In-The-Middle senza che l’utente noti nulla di strano e di indurlo, nel caso a scaricare un’app che poi, sfruttando una vulnerabilità, viene eseguita e consente all’attaccante di accedere a tutti i file e anche alle password salvate. I dati esposti non sono quindi più solo quelli presenti sul device perché il device può fornire password personali e anche fare da ponte verso reti interne all’azienda.















