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Windows Server 2012: ed è il cloud ibrido

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Windows Server 2012: ed è il cloud ibrido

Il nuovo sistema operativo Microsoft per i server con il supporto a 64 processori virtuali per virtual machine, 1TB di memoria e 8.000 macchine virtuali in un singolo cluster, si propone come nuovo motore per l’hybrid cloud da utilizzare tanto nei data center aziendali quanto da parte dei service provider.

21 Set 2012

di Riccardo Cervelli

Microsoft punta in modo deciso sul cloud ibrido. E intona lodi al concetto di ibrido organizzando la conferenza stampa italiana di presentazione del nuovo sistema operativo Windows Server 2012 all’interno del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, con installazioni dedicate a molti esempi di come l’ibridazione sia stata alla base di innovazioni di successo: nella natura, nelle arti e nella tecnologia.
“Cloud ibride per fare interagire al meglio le tecnologie on-premise con i servizi dei provider.

Silvia Candiani, direttore marketing e operation di Microsoft Italia

Crediamo che il futuro sarà incentrato sull’hybrid cloud”, ha detto infatti Silvia Candiani, direttore marketing e operation di Microsoft Italia. Ecco allora che il lancio di Windows Server 2012, la nuova release del sistema operativo di Redmond per i server, porta segni di novità e impatto che in passato – per quanto riguarda i prodotti per server di Microsoft – hanno caratterizzato l’avvento di Windows Nt. Allora si era agli inizi della rivoluzione client-server, oggi siamo in quella del cloud. Che, come allora l’informatica distribuita open, aspetta motori in grado di farla muovere. Il colosso di Redmond ha iniziato a fornire i suoi “propulsori” agli inizi del 2010, con il lancio di Windows Azure, piattaforma per cloud pubblici. Poi è arrivato Sql Server 2012, la nuova versione del suo database con integrate molte funzionalità innovative per le analytics e il supporto delle architetture cloud.

Ecco quindi un altro pilastro di quello che Microsoft ha già ribattezzato come Cloud Os: System Center 2012, la soluzione che permette di gestire le infrastrutture fisiche e virtuali anche nel loro rapporto con la dimensione di cloud privati e pubblici.

Luca Venturelli, direttore della Divisione Server & Cloud di Microsoft Italia

“Oggi – ha affermato Luca Venturelli, direttore della Divisione Server & Cloud di Microsoft Italia – l’attenzione deve spostarsi dalla gestione dei singoli dispositivi a quella dell’utente che utilizza tali device. L’obiettivo deve essere quello di poter spostare le applicazioni senza modificare l’esperienza utente, anche a livello di gestione dell’identità e della sicurezza”.

Windows Server 2012, che supporta 64 processori virtuali per virtual machine, 1TB di memoria e 8.000 macchine virtuali in un singolo cluster, si propone come nuovo motore per l’hybrid cloud da utilizzare tanto nei data center aziendali quanto da parte dei service provider. Come ha sottolineato Candiani “Windows Server 2012 è già da tempo utilizzato da Microsoft alla base di servizi cloud come, ad esempio, Bing e Hotmail. Arriva sul mercato altamente collaudato”. Venturelli rivela che in Italia sono già in corso 250 progetti di sperimentazione del nuovo Os presso grandi aziende e service provider.

Marco Cusinato, Executive Partner di Reply

A portare la propria testimonianza come partner c’era Marco Cusinato, Executive Partner di Reply, una cui controllata, Cluster Reply, opera già su alcuni progetti applicando le tecnologie Microsoft per le hybrid cloud. “Finalmente – ha commentato – Microsoft ha aggiunto il tassello per creare Iaas – Infrastructure-as-a-service”. Windows Azure, finora, ha consentito a molti service provider e software house di offrire i propri servizi e applicativi sfruttandone le caratteristiche di Paas (Platform-as-a-service). Windows Server 2012 si rivolge anche a chi invece volesse sviluppare propri cloud pubblici autonomi. E aperti, con virtual machine compatibili con le precedenti versioni di Windows e con Linux.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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