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5G, ecco cosa ne pensano le aziende

Tutti i dati dello studio del Capgemini Research Institute, dal titolo “Accelerating the 5G Industrial Revolution: State of 5G and edge in industrial operations”, sull’adozione a livello industriale del 5G

04 Ago 2021

di Redazione

L’adozione a livello industriale del 5G è ancora nelle fasi di ideazione e pianificazione, con solo il 30% delle organizzazioni industriali che sono passate alle fasi pilota o successive: ciò significa che ci sono grandi opportunità per le telco e per le aziende che devono ancora attivarsi in questo ambito.

Questo quel che si legge nel report del Capgemini Research Institute, dal titolo Accelerating the 5G Industrial Revolution: State of 5G and edge in industrial operations.

Nello specifico, il report (basato su un sondaggio preliminare condotto tra i senior manager, dal livello di direttore in su, di 1.000 organizzazioni industriali globali che intendono adottare il 5G) registra un cambiamento di paradigma: il 40% delle organizzazioni industriali intervistate prevede di implementare il 5G su scala in un singolo sito entro due anni, e l’esperienza degli early adopter potrebbe convincere anche gli altri player ad attivarsi.

Le prime implementazioni del 5G stanno garantendo grandi benefici in termini di business, con il 60% degli early adopter che afferma che il 5G ha consentito di realizzare una maggiore efficienza operativa, mentre il 43% di aver sperimentato una maggiore flessibilità.

Lo studio ha anche evidenziato come le organizzazioni industriali siano ottimiste sul fatto che il 5G stimolerà i ricavi, consentendo l’introduzione di nuovi prodotti, servizi e modelli di business. Infatti, il 51% delle aziende prevede di sfruttare il 5G per offrire nuovi prodotti, mentre il 60% di offrire nuovi servizi abilitati dal 5G.

Inoltre, le organizzazioni industriali sono consapevoli del ruolo dell’edge computing nelle loro iniziative 5G, considerandolo essenziale per realizzarne il pieno potenziale. Il 64% delle aziende prevede di adottare servizi di edge computing basati sul 5G entro tre anni, spinto dalle maggiori prestazioni, affidabilità, sicurezza dei dati e privacy che questa tecnologia offre, mentre più di un terzo degli intervistati di tutti i settori vuole implementare reti 5G private, con particolare interesse da parte del settore dei semiconduttori e high-tech (50%) e di quello aerospaziale e della difesa (46%).

Il report evidenzia che, per sfruttare al massimo il potenziale del 5G, le organizzazioni devono affrontare una serie di sfide, tra cui:

· integrare il 5G con le reti e i sistemi IT esistenti: le organizzazioni lamentano come la mancanza di soluzioni standardizzate e interoperabili comporti un aumento dei tempi di assemblaggio e di test;

· definire i casi d’uso del 5G e stimare il loro ritorno sugli investimenti, soprattutto negli ambienti brownfield, dove il ritorno deve essere misurato rispetto a opzioni esistenti come le connessioni cablate e al costo della sostituzione dei cavi;

· gestire la cybersecurity, una sfida chiave associata all’implementazione del 5G per il 70% delle organizzazioni industriali intervistate a causa delle difficoltà nella selezione di fornitori fidati o qualificati e nell’anticipare l’impatto sulla sicurezza dei diversi scenari di implementazione della rete, oltre che della mancanza di processi interni per ridurre l’esposizione al rischio;

· orchestrare un ambiente multi-vendor per fornire i molteplici componenti funzionali di cui sono composte le soluzioni industriali 5G: il 69% delle organizzazioni industriali considera infatti un ostacolo rilevante l’identificazione, l’inserimento e la gestione di più fornitori.

Il 5G offre molti benefici ambientali diretti e indiretti attraverso il suo design intrinsecamente efficiente dal punto di vista energetico e la sua capacità di abilitare casi d’uso incentrati sull’ambiente e sulla sostenibilità. Le organizzazioni industriali sono però consapevoli anche delle aree di criticità ecologica e stanno già valutando i modi per affrontarle. Più della metà degli intervistati (53%) afferma che la riduzione dell’impatto ambientale delle implementazioni 5G è una priorità, mentre il 67% prevede di valutare la sostenibilità di operatori, vendor e fornitori di prodotti e servizi 5G come parte delle decisioni di acquisto relative a questa tecnologia.

“Il 5G – ha commentato Eraldo Federici, Automotive, Manufacturing, Life Science, Aerospace & Defence Director di Capgemini in Italia – è un catalizzatore chiave per sbloccare il potenziale dell’Intelligent Industry e accelerare la trasformazione digitale basata sui dati. Le imprese dovrebbero sfruttare i vantaggi del 5G impegnandosi a collaborare con l’ecosistema per attingere a competenze condivise e co-creare soluzioni innovative per il futuro. Un elemento di iterazione è necessario, ma l’ecosistema 5G permette di testare congiuntamente le soluzioni e progredire nell’adozione di questa tecnologia su larga scala, mettendo a punto l’approccio con l’evoluzione dell’ecosistema stesso”.

Le organizzazioni devono determinare il modello di rete ottimale, i giusti partner e i casi d’uso più significativi per le loro esigenze al momento di implementare il 5G. Le telco in particolare hanno bisogno di sviluppare rapidamente le competenze essenziali per trasformarsi da fornitori di connettività a fornitori di soluzioni verticali specifiche.

Lo studio indica che le società di telecomunicazioni stanno già allineando la propria strategia aziendale sul 5G con la domanda di reti private 5G: il 63% ha infatti lanciato soluzioni di reti private di tipo industriale, mentre l’86% delle rimanenti prevede di farlo entro due anni.

L’edge computing è visto come una parte critica di questa strategia, tanto che il 37% delle telco sta già offrendo servizi di edge computing basati sul 5G e il 61% prevede di farlo entro tre anni.

R

Redazione

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