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APM: il valore di business sta nell’analisi olistica delle performance applicative

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Intervista

APM: il valore di business sta nell’analisi olistica delle performance applicative

02 Feb 2018

di Patrizia Fabbri

Dall’infrastruttura, all’applicazione in tutte le sue componenti, all’esperienza del cliente, ai risultati di business, misurando l’agilità dei team di sviluppo: oggi, una soluzione APM deve fornire una visione coerente delle prestazioni di tutto lo stack tecnologico e applicativo, ma anche dal punto di vista organizzativo. Capiamo come insieme a Bruno Teuber, Senior Vice President, EMEA Enterprise Sales di New Relic

Inserita tra i Leader del Quadrante Magico per le soluzioni APM di Gartner, insieme a Dynatrace e AppDynamics, New Relic è stata fondata nel 2008 da Lew Cirne, considerato uno dei massimi esperti di APM, con quella che allora era un’intuizione decisamente innovativa: offrire la propria soluzione di monitoraggio e gestione delle performance applicative esclusivamente in modalità as a service. ZeroUno ha intervistato Bruno Teuber, Senior Vice President, EMEA Enterprise Sales dell’azienda, per capire quali sono, dal suo punto di vista, i trend evolutivi dell’Application Performance Management/Monitoring.

Bruno Teuber, Senior Vice President, EMEA Enterprise Sales di New Relic

ZeroUno: Il confine tra l’azienda e il suo ecosistema sta rapidamente scomparendo. È una della principali caratteristiche della digital transformation, al centro della quale c’è oggi l’ingaggio dell’utente/cliente attraverso una molto vasta esperienza omnicanale, ed è indispensabile valutare tutte queste esperienze per garantire che l’applicazione venga fruita ai massimi livelli in ciascuna di esse. Se questo è lo scenario, come sta cambiando l’Application Performance Management /Monitoring? Quali i principali trend?

Bruno Teuber: La trasformazione digitale si è ormai diffusa in tutte le industrie, in tutti i mercati europei, compresa l’Italia, generando nuove sfide per rimanere in contatto con i clienti. I clienti di oggi si aspettano certamente di interagire senza problemi con i servizi aziendali su più canali e si aspettano di ricevere rapidamente un nuovo valore. Il nostro team è impegnato in tutti i mercati del continente, collaborando con team di software che sono chiamati a muoversi sempre più velocemente per soddisfare queste mutevoli esigenze dei clienti.

Incontriamo aziende italiane di ogni dimensione, in ogni settore verticale, a cui viene chiesto di offrire il nuovo valore che i clienti si aspettano, ma è difficile farlo senza la giusta visibilità su ciò che accade in ogni parte della transazione del cliente: dal momento in cui un cliente interagisce con l’app o browser mobile, fino ai servizi applicativi di back-end e al funzionamento di quell’infrastruttura dinamica che è ormai indispensabile per fornire un servizio digitale.

L’imperativo chiave per l’APM oggi è quindi quello di aiutare le organizzazioni a muoversi più velocemente avendo fiducia nelle performance delle proprie applicazioni. E mantenere questa promessa richiede almeno tre capacità chiave: in primo luogo rendere osservabile ogni aspetto del software e dell’infrastruttura in modo da poter trovare e risolvere i problemi più rapidamente, per fornire (e questa è la seconda capacità) un feedback rapido che consenta ai team di adattare in modo intelligente la tecnologia e le attività alle esigenze del cliente e, infine, abilitare azioni in modo agile grazie a insight condivisi.

Faccio l’esempio di Ryanair che ha trasformato il modo in cui viaggiamo per il continente: la società ha ampliato il monitoraggio delle prestazioni del proprio sito Web partendo dalla risoluzione di errori relativi agli spostamenti per passare a una visione olistica, che analizzasse tutto il processo di ingaggio dei clienti e la loro interazione con il sito; in questo modo ha potuto espandere in modo efficace le proprie opportunità di business, offrendo maggiori servizi ai viaggiatori senza necessariamente aggiungere risorse.

ZeroUno: Quali sono le principali metriche che una soluzione Application Performance Management/Monitoring deve tenere in considerazione per monitorare la user/customer experience oggi?

Teuber: Fornire nuovo valore ai clienti in modo rapido e sicuro richiede nuove tecnologie e nuovi modi di lavorare. Negli ambienti statici tradizionali, i team applicativi possono fare affidamento su metriche di base come l’uptime e l’utilizzo della CPU per valutare lo stato di salute dell’applicazione. Ma quando questo “monolite” si scompone in una complessa rete di servizi, l’infrastruttura diventa più dinamica e la logica dell’esperienza utente si sposta sul lato client, è fondamentale comprendere la salute dell’applicazione in modo olistico: dall’infrastruttura fino all’esperienza del cliente e i risultati di business generati dall’applicazione. Oggi, una soluzione Application Performance Management/Monitoring deve quindi fornire una visione coerente delle prestazioni di tutta la filiera: dall’infrastruttura (per esempio, l’utilizzo della CPU), all’applicazione in tutte le sue componenti (tempo di attività, tempo di risposta dell’app, tempo di risposta del database ecc.), all’esperienza del cliente (per esempio tassi di crescita degli utenti, tempo trascorso nel browser o app mobile ecc.), ai risultati di business (per esempio tassi di conversione, entrate medie per utente ecc.). E forse è altrettanto importante riuscire a misurare la trasformazione del proprio team verso una maggiore velocità (per esempio tempi di realizzazione delle modifiche alle app, frequenza di rilasci di codice ecc.) e qualità (tassi di errore dell’applicazione, distribuzioni di successo ecc.). Una soluzione Application Performance Management/Monitoring dovrebbe fornire metriche su tutte queste dimensioni per abilitare un processo di sviluppo efficace.

ZeroUno: Nel mondo “software defined un’applicazione viene elaborata in differenti infrastrutture (cloud, hybrid, in house in mainframe o server ecc), è distribuita attraverso reti differenti, fruita con diversi device e relativi sistemi operativi. In quale modo una soluzione APM aiuta a intervenire sugli specifici punti di debolezza per migliorare le performance dell’applicazione?

Teuber: La diversità delle tecnologie utilizzate oggi nelle aziende può essere vertiginosa ed è fortemente connessa a competenze e requisiti specifici del business.

New Relic si rivolge a piccole e medie imprese, che vanno da realtà come il retailer di alta moda Luisa Via Roma, a un leader del commercio al dettaglio come la cooperativa svizzera Migros, con architetture applicative molto diverse tra loro.

Sicuramente lo spostamento dei carichi di lavoro verso il cloud computing è una tendenza chiave alla base di questa diversità, ma ci sono stati anche altri importanti sviluppi in tecnologie come container, orchestrazione di container, funzionalità o applicazioni serverless e altro ancora che aiutano i team applicativi a gestire le risorse in modo più efficiente per abilitare l’innovazione in azienda. Con la diffusione di queste tecnologie, l’APM è diventato un elemento chiave per l’innovazione e la trasformazione digitale. Innanzitutto, non è possibile risolvere i problemi se non si riesce a vedere cosa sta facendo il sistema: l’APM, come abbiamo accennato prima, aiuta a fornire visibilità su diversi sistemi a ogni livello dello stack dell’applicazione, sia on premise sia in cloud. In secondo luogo, è fondamentale tradurre rapidamente questa visibilità in un’azione tangibile guidata dagli analytics e i progressi nell’intelligenza artificiale e del machine learning offrono da questo punto di vista nuove importanti opportunità. Infine, migliorare le prestazioni delle applicazioni significa consentire a più team di collaborare in modo efficace per risolvere i problemi di prestazioni: l’APM aiuta le diverse parti interessate a ottenere una visione coerente di ciò che sta accadendo e su cosa concentrarsi in seguito.

ZeroUno: La sicurezza è uno degli elementi che ha un importante impatto nelle performance delle applicazioni. Come fare in modo che la relazione sviluppo applicativo-security sia sempre più stretta?

Teuber: La sicurezza è una preoccupazione che investe sempre più i team di sviluppo, specialmente quando lo sviluppo si sposta in cloud. New Relic ha recentemente commissionato uno studio a Forrester Research per capire in che modo le imprese di successo stanno incorporando la sicurezza by design, fin dalle prime fasi dello sviluppo di applicazioni. La ricerca ha rilevato che una collaborazione regolare e tempestiva tra sviluppatori e colleghi che si occupano di sicurezza ha prodotto uno sviluppo in cloud sicuro e ad alte prestazioni. Gruppi con una collaborazione “frequente” tra sviluppatori e colleghi della sicurezza hanno riportato ampi e importanti benefici derivanti da tale collaborazione, tra cui una migliore soddisfazione del cliente, la qualità e la frequenza dei rilasci e il ritmo dell’innovazione.

È difficile collaborare in modo efficace, tuttavia, senza i dati giusti: i team che cooperano con maggiore successo sono risultati sfruttare strumenti di sviluppo cloud che forniscono informazioni utili per migliorare le prestazioni di sviluppo come componente chiave del flusso di lavoro.

ZeroUno: Infine, anche alla luce di quanto detto prima, mi può illustrare le caratteristiche principali della vostra soluzione Application Performance Management/Monitoring?

Teuber: La promessa della trasformazione digitale è avvincente, ma soddisfare le esigenze dei clienti richiede nuovi livelli di velocità e agilità dai moderni team applicativi. Che si tratti di realtà come Luisa Via Roma che si rivolge a clienti dell’alta moda o come Migros per rimanere un leader nel proprio settore o, ancora, di realtà disruptive nei loro segmenti di mercato come Ryanair, bisogna essere in grado di muoversi velocemente o si rischia di perdere la fedeltà dei clienti. E, come abbiamo detto, è difficile muoversi più velocemente senza un rapido feedback su ciò che accade nelle applicazioni, in modo che i team possano fornire rapidamente valore di business. La piattaforma cloud di New Relic aiuta le aziende software driven a innovare più velocemente in tutta sicurezza. Forniamo gli strumenti adeguati per ogni livello dello stack tecnologico in sette lingue, indipendentemente dal fatto che l’applicazione sia in esecuzione nel proprio data center, su Amazon Web Services, Microsoft Azure o ovunque si scelga di distribuirla. La nostra esperienza e capacità di analisi aiutano i team applicativi a ottenere una visione coerente di ciò che sta accadendo e su cosa lavorare in futuro. Inoltre, i nostri insight in tempo reale aiutano i team applicativi a comprendere l’impatto di ogni cambiamento per il cliente e il business.

Il nostro cliente in Luisa Via Roma esemplifica al meglio ciò che è possibile con la piattaforma di New Relic. L’azienda produce e vende cappelli di alta qualità dal 1930; decenni dopo la sua nascita, quando l’azienda lanciò il suo store online, mantenne lo stesso livello di esclusività, consentendo l’accesso solo a una cerchia ristretta di clienti. Oggi l’azienda si è completamente trasformata e il suo negozio online è disponibile in otto lingue, serve clienti in oltre 200 Paesi e genera il 90% del fatturato dell’azienda. Poiché le vendite online sono una componente così rilevante per Luisa Via Roma, è cruciale avere visibilità a ogni livello dell’interazione con il cliente: dal momento in cui questi clicca sul sito web, si attiva il codice che consente di monitorare tutte le interazioni con le applicazioni aziendali che quel gesto ha scatenato. Grazie ai software analytics di New Relic, i team di sviluppo usufruiscono di ampia visibilità e analisi in tempo reale delle prestazioni del sito, dal front-end al back-end: se inizialmente New Relic APM è stata implementata per capire meglio le prestazioni delle pagine web utilizzate dal pubblico, oggi permette al team di rivedere il design in modo approfondito e migliorare la programmazione del codice dove necessario, consentendo anche di profilare gli utenti.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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