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Un nuovo competitor open source nei sistemi operativi mobile

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Un nuovo competitor open source nei sistemi operativi mobile

Mozilla ha presentato Firefox Os, un vero e proprio sistema operativo per smartphone e tablet che inizierà a diffondersi agli inizi del 2013. La principale caratteristica è di essere totalmente open source e sviluppato su standard web. Gli sviluppatori non dovranno più imparare sistemi operativi proprietari e sviluppare separatamente per ciascuno di essi.

19 Set 2012

di Riccardo Cervelli

A partire dagli inizi del prossimo anno, sul mercato dei sistemi operativi per dispositivi mobili – smartphone, tablet, ma anche e-reader – ci saranno cinque alternative per gli utenti finali: Android, Apple iOs, Windows Phone 8, Blackberry 7 Os e Firefox Os.

Quasi a ridosso del rilascio della nuova versione di Android – la 4.1, nome in codice Jelly Bean, che da ottobre sarà installabile sui più recenti device basati sulla piattaforma open source sviluppata da Google – e del lancio di Windows Phone 8 – previsto a novembre – Mozilla ha annunciato l’avvento di Firefox Os. Si tratta di un sistema operativo mobile open source il cui progetto era stato presentato un anno fa con il nome in codice Back to Gecko. Un Os completamente aperto, basato su standard web – Html5, JavaScript, Css – e quindi potenzialmente in grado di girare su tutti gli hardware, aggirando ‘lacci e catene’ dei sistemi operativi proprietari.

L’Os, basato su Linux e aperto alla collaborazione di tutta la comunità open source, a partire ovviamente da quella di Mozilla, era stato presentato inizialmente come software con un interfaccia grafica molto semplice e intuitiva e in grado di permettere alle web app sviluppate con i web standard di utilizzare le funzioni presenti su un device mobile – come fotocamera, radio, registratore ecc. – come applicazioni native e compilate. Poi però la comunità ha deciso di svilupparlo come un vero e proprio sistema operativo, ma sempre con una filosofia open source, prevedendo quindi anche la creazione di web Api standard, così da permettere agli sviluppatori di app di non dover scrivere le proprie applicazioni in modo diverso a seconda delle piattaforme proprietarie mobili e agli utenti di non doverle ricomprare ogni volta che cambiano sistema operativo. Nei mesi scorsi il progetto ha ottenuto il supporto di alcuni produttori e operatori telefonici.

I manufacturer che hanno già dato il loro appoggio all’iniziativa e annunciato il rilascio di modelli di smartphone con a bordo Firefox sono Tcl Communication Technology (con il brand Alcatel One Touch) e Zte. Un altro hardware vendor che ha sponsorizzato Firefox Os è quindi Qualcomm (che ha una stretta partenrship con Zte – ndr), il cui processore Snapdragon motorizza i primi cellulari con il sistema operativo che utilizza, come brand, quello del noto browser di Mozilla. Secondo quanto afferma quest’ultimo, i primi smartphone con Firefox Os saranno disponibili agli inizi del 2013 in Brasile, grazie alla collaborazione con l’operatore Telefonica. A livello internazionale, oltre a questi, hanno già promesso il loro contributo a Firefox Os anche Tim, Deutsche Telekom, Etilasat, Smart, Sprint e Telenor.

È chiaro che il primo competitor cui l’Os Mozilla potrebbe dare problemi è Android. Che è stato il primo sistema operativo open source – almeno fra quelli più diffusi oggi su smartphone e tablet -, basato anch’esso su kernel Linux. Ma il suo arrivo non può non essere visto con fastidio anche dagli altri produttori di Os mobile studiati per trarre vantaggio dai touch screen. A differenza degli altri competitor le icone di Firefox Os hanno forma rotonda, come lo è il logo con la volpe abbracciata a un globo terracqueo (il noto simbolo di Firefox).

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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