Cloud ibrido perché adottarlo e come fare con il metodo Blue Reply | ZeroUno

Cloud ibrido perché adottarlo e come fare con il metodo Blue Reply

pittogramma Zerouno

Attualità

Cloud ibrido perché adottarlo e come fare con il metodo Blue Reply

L’approccio cloud ibrido e multi cloud consente alle aziende di poter contare su sistemi IT flessibili e dinamici, salvaguardando la possibilità di mantenere workload on premise. Il supporto di Blue Reply affinché le diverse organizzazioni scelgano il meglio di ciascuna piattaforma

22 Dic 2020

di Cristina Mazzani

Adottare il cloud ibrido significa optare per la possibilità di portare in azienda nuove funzionalità sia dal punto di vista strettamente tecnologico sia di processo; Blue Reply accompagna i propri clienti nel viaggio di adozione dell’hybrid cloud perché è in grado di proporre uno specifico framework metodologico che può essere applicato ai vari contesti aziendali specifici.

Cos’è e perché serve il cloud ibrido?

Per rispondere alle esigenze di ottimizzazione del business e, in ultima analisi, di competitività, le aziende sentono il bisogno di poter contare su ambienti IT che siano caratterizzati da flessibilità, dinamismo, stabilità e sicurezza.

La definizione di Gartner di cloud ibrido rimanda a una modalità coordinata e policy based di provisioning, gestione e utilizzo di servizi informatici nell’ambito di un insieme di cloud services interni ed esterni.

Più nello specifico, scegliere la filosofia hybrid cloud significa avvalersi di cloud privato, pubblico e di servizi di terze parti al fine di costruire una soluzione che includa il meglio delle diverse piattaforme. Questo si traduce nella possibilità di sfruttare le economie di scala e l’agilità del cloud, ma allo stesso tempo ricorrere al private cloud quando è necessaria massima sicurezza per determinate applicazioni e dati sensibili.

Nello specifico, si possono individuare 3 principali ragioni che spiegano perché le aziende scelgono il cloud ibrido:

  • in primo luogo, la scelta nasce dal bisogno di innovare, automatizzare e modernizzare l’esistente per fruire di sistemi più efficienti e ridurre i costi di gestione;
  • usare una strategia hybrid cloud, vuole dire inoltre, avere l’opportunità di introdurre nuovi modelli applicativi a microservizi senza spostarsi necessariamente su un cloud pubblico. In particolare, l’approccio hybrid cloud permette la disponibilità di cloud native application, promuove automazione infrastrutturale e applicativa e metodologie DevOps;
  • infine, ha senso scegliere il cloud ibrido perché soddisfa il desiderio di non legarsi a un singolo cloud provider preferendo una cloud strategy più articolata che offra, come detto, la possibilità di mantenere workload on premise e parallelamente consenta di servirsi di più fornitori cloud in ottica multi cloud.

I vantaggi garantiti da hybrid cloud e multi cloud

I benefici generati dall’hybrid cloud sono molteplici ma si possono raggruppare in 3 aspetti fondamentali. Le aziende optano per un approccio cloud ibrido perché offre la migliore migrazione al cloud, non solo mettendole al riparo dai rischi di lock in, ma anche soddisfacendo i bisogni dettati dall’aumento dei workload, consentendo se necessario l’accesso a servizi di middleware, di monitorare i dati ovunque essi si trovino, il tutto mantenendo requisiti operativi conformi alle normative.

hybrid cloud e multi cloud, rispetto ad altre soluzioni tecnologiche, garantiscono inoltre migliori disponibilità e adattabilità delle applicazioni perché permettono di consegnare più rapidamente le funzionalità, di costruire ambienti operativi più stabili e di aumentare la comunicazione e collaborazione tra lo sviluppo e le operations IT, il che assicura di avere a disposizione più tempo per innovare.

Ancora, è meglio affidarsi al cloud ibrido perché si può fruire di maggiori velocità (software più rapido in produzione e possibilità di svolgere attività in parallelo) e automazione e di un miglioramento della governance dei sistemi, riducendo i costi operativi.

Tecnologie hybrid cloud, quali scegliere?

A seconda della propria realtà aziendale può esserci il bisogno di combinare varie tecnologie hybrid cloud quali per esempio soluzioni di enterprise container management, di cloud automation così come di multi cloud management; ancora, occorre valutare strumenti di CI/CD continuous integration/continuous delivery, DevOps e test automation, di API connectivity management, tool per la security governance, per la stima e previsione dei costi, per l’application performance monitoring eccetera.

Per adottare il cloud ibrido è necessario integrare le varie tecnologie citate mediante l’automazione intesa come abilità di sfruttare Infrastructure as Code e Release Automation (Pipeline CI/CD) per risparmiare tempo e delegare attività ripetitive durante la creazione, configurazione e mantenimento degli ambienti, non solo, l’automazione può servire anche per innovare per esempio negli ambiti testing automation, A/B testing, self-healing infrastructure.

D’altra parte, i sistemi distribuiti richiedono di incrementare il monitoraggio dei sistemi stessi. Serve quindi adottare correttamente la disciplina dell’osservabilità e cioè anche i tool esistenti in quest’ambito per valutare lo stato dell’infrastruttura, analizzare KPI di performance, la user experience e agevolare il troubleshooting.

Cloud ibrido, perché affidarsi a Blue Reply

Le soluzioni hybrid cloud sono eterogenee e non sempre semplici da gestire e mantenere, ecco perché scegliendo il cloud ibrido è particolarmente utile fare riferimento a un partner tecnologico di consolidata esperienza.

Per supportare le aziende nel delicato compito di individuare quanto può loro servire, Blue Reply ha svolto un’attività di analisi e razionalizzazione utile a proporre una sintesi dello spettro di soluzioni possibili offerte dai vari vendor (BareMetal, VMware, Amazon, Microsoft Azure, Google, IBM Cloud e Oracle).

Il supporto reso disponibile da Blue Reply non si limita all’affiancamento dei dipartimenti di sviluppo e operation per individuare e adottare la nuova tecnologia più adeguata alla singola realtà ma riguarda l’organizzazione nel suo complesso per promuovere una trasformazione digitale che si radichi in tutti i contesti con il change management che, di conseguenza, è necessario.

Le attività svolte a questo proposito si combinano per offrire un approccio omnicomprensivo che può adattarsi alle diverse fasi di maturità tecnologica e di processo. Si va dalle attività di coaching, design del progetto, a quelle di installazione e sviluppo degli strumenti decisionali e architetturali indispensabili per affrontare il percorso di digital transformation, di deploy, sino a quelle di consolidamento e stabilizzazione del lavoro svolto e proseguono per assicurare un supporto continuativo.

Cristina Mazzani

Giornalista

Giornalista dal 1996, si è sempre occupata di tematiche tecnologiche, scrivendo per riviste dedicate al mondo B2B e al canale di distribuzione Ict. In alcuni periodi ha affiancato a questa attività collaborazioni per quotidiani e testate attivi in altri settori. Dal 2013 lavora con ZeroUno.

Articolo 1 di 3