La nuova normalità è fatta di piattaforme ibride con l’interazione spinta tra fisico e digitale

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Intervista

La nuova normalità è fatta di piattaforme ibride con l’interazione spinta tra fisico e digitale

Resilienza delle reti, cloud e combinazione di piattaforme di collaborazione & security sono i tre grandi trend tecnologici che stanno caratterizzando questo periodo di emergenza. È l’opinione di Agostino Santoni, Amministratore delegato di Cisco Italia, che immagina un futuro dove l’interazione tra fisico e virtuale sarà sempre più spinta con uffici e scuole come spazi ibridi dove il digitale aiuta ad aumentare l’esperienza fisica

31 Ago 2020

di Patrizia Fabbri

“Dal punto di vista digitale è come se avessimo premuto il telecomando e avessimo mandato avanti a piacere di 3 o 5 anni l’utilizzo del digitale nel nostro paese”, sono le sintetiche, ma molto esplicative parole con le quali Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italy, descrive questo periodo.

Resilienza delle reti, cloud, collaboration & security

Resilienza delle reti, cloud e la combinazione degli strumenti di collaboration con la security sono i tre grandi titoli che, secondo l’AD (ma non solo lui), hanno caratterizzato la reazione delle aziende e delle organizzazioni pubbliche italiane nell’affrontare l’emergenza che ha stravolto la nostra vita personale e lavorativa a causa della pandemia Covid.

“La resilienza delle reti è stato un fatto estremamente positivo. L’aumento significativo e immediato del traffico di rete ha retto: il volume che tipicamente raggiungeva il suo picco nelle ore serali, per gaming e TV via internet, si è distribuito costantemente su tutto il giorno”, dice Santoni che sottolinea però come il non uniforme accesso alla banda larga abbia mostrato tutta la sua criticità: “Abbiamo capito che l’accesso a Internet è un bisogno primario e che quindi garantire questo accesso a tutti i cittadini diventa un fattore critico di successo del paese stesso”.

Il secondo titolo è il cloud, “grande protagonista dell’accelerazione del digitale”. E per concretizzare questa affermazione, Santoni parte dall’esperienza dell’azienda che guida: “La prima scelta che abbiamo fatto per gestire la pandemia in Italia, in virtù dell’esperienza fatta dai miei colleghi in Cina, è stata rendere gratuite le nostre piattaforme di videconferenza Cisco Webex e di cyber security. Non saremmo mai riusciti ad avere un incremento, in pochissimi giorni, del 5000% delle nostre piattaforme (ed erano piattaforme già ampiamente usate) se non avessimo avuto una gestione nel cloud. Sarebbe stato impossibile erogare questo servizio in tempi così stretti”. Naturalmente non tutto è stato semplice: “È evidente che sono state giornate molto complicate, ma, lo dico per Cisco e posso dirlo anche in generale, le applicazioni in modalità cloud sono state molto resilienti”.

Infine, il terzo titolo, la combinazione degli strumenti di collaboration con la sicurezza, per il quale il top manager sottolinea l’esperienza diretta di Cisco: “Abbiamo fatto un’esperienza straordinaria supportando tutti (dalle scuole agli ospedali, alla PA) nella trasformazione delle relazioni da fisiche in digitali e l’espressione più frequente di questa trasformazione sono stati gli strumenti di videoconferenza. Ci ha premiato l’idea, che è il denominatore comune di tutte le nostre piattaforme, che questi strumenti devono essere semplici, aperti, programmabili e intrinsecamente sicuri. Abbiamo visto, per esempio, come i docenti abbiano apprezzato come in Webex si possa chiudere la porta digitale quando inizia la lezione”.

Quale futuro? I cambiamenti che rimarranno

E come immagina il futuro Agostino Santoni? Si tornerà gradatamente a una situazione pre Covid, magari con una maggiore efficienza? “Ci sono due grandi temi intorno al quale in Cisco riteniamo si misurerà il nostro futuro. Il primo è il futuro del lavoro. Se torniamo indietro di qualche mese, la conversazione principale era se i robot e l’intelligenza artificiale avrebbero o non avrebbero tolto posti di lavoro. Oggi, per noi, il futuro del lavoro ha certo questa idea di come l’AI potrà aumentare la produttività, ma si è trasformato in un titolo più grande: che tipo di esperienza avranno, grazie alla tecnologia, le persone che lavorano nelle imprese e nelle amministrazioni?”.

Una cosa che, per esempio, secondo Santoni resterà è un diverso mix tra il tempo dedicato al lavoro in ufficio e da casa: “Buona parte delle aziende con cui stiamo lavorando, oggi stanno ripensando il nuovo posto di lavoro: un posto di lavoro che dovrà essere molto più inclusivo che in passato, più accogliente e capace di rendere un servizio ai dipendenti, che consenta loro di dedicare del tempo a riconnettersi in modo fisico”. Gli impatti sono numerosi e includono anche un ripensamento degli uffici dal punto di vista dell’IT, “dobbiamo per esempio capire quale esperienza di lavoro vogliamo offrire al dipendente che lavora da casa. Finora abbiamo fatto un po’ di compromessi da questo punto di vista, ma finita l’emergenza, come ce lo immaginiamo il posto di lavoro a casa?”.

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E l’AD di Cisco snocciola l’impegno della sua azienda per rispondere a una nuova prospettiva nel mondo del lavoro: “Abbiamo sviluppato tecnologie che consentono un completo governo del dispositivo del dipendente che lavora così da casa come se fosse in ufficio o ci siamo immaginati come alcune tecnologie avanzate (per esempio la telepresenza) possano essere ancora più presenti negli spazi in ufficio. Pensiamo che lo spazio fisico debba diventare uno spazio ibrido che consenta alle persone collegate in remoto di essere ‘fisicamente’ presenti in ufficio”.

E questa è una delle cose che secondo Santoni rimarrà: “È un approccio che ha grandi opportunità, ma bisogna farlo bene, con intelligenza: sopra a questa conversazione c’è molto di più perché ha a che vedere con la leadership, con gli obiettivi che le amministrazioni si pongono nel favorire questa trasformazione. E questa è la parte fondamentale di tutta la trasformazione che deve avvenire, anzi… che sta già avvenendo”.

Il secondo grande tema è quello dell’educazione. A questo ambito Cisco ha dedicato un particolare impegno: sono più di 10.000 le scuole che utilizzano in modo gratuito la piattaforma di videoconferenza Webex. “Abbiamo iniziato questa collaborazione pensando anche: come ci comporteremo a settembre? Da tecnici diciamo che quello che vediamo nel mondo del lavoro lo vediamo anche nelle scuole, quindi ci immaginiamo che anche la classe possa diventare ibrida; ci immaginiamo che molti studenti assisteranno alle lezioni in videoconferenza, ma con una tecnologia capace di farti vivere l’esperienza come se fossi presente. Quindi ci immaginiamo la classe come una piattaforma dove la presenza fisica rimane fondamentale, ma il digitale rappresenta un’opportunità incredibile, offrendo un’esperienza aumentata, con la possibilità di invitare in ‘aula’ nuovi attori che potranno dare ulteriori contributi”.

Italia: molto bene nell’emergenza. Adesso deve misurarsi con la ripresa

Vista la sua posizione in un’azienda internazionale che è in prima linea nella trasformazione digitale abbiamo chiesto a Santoni un commento su come, dal punto di vista strettamente tecnologico e di supporto alla continuità operativa di aziende e amministrazioni, abbia reagito l’Italia rispetto ad altri paesi. “Un giudizio molto positivo riguarda soprattutto l’inizio di questa emergenza, quando sono state implementate azioni nel nostro settore di immediata e straordinaria efficacia. Per esempio, il programma Solidarietà Digitale promosso dal ministro Pisano: è stata una risposta estremamente veloce, come è stato veloce il fatto che le aziende abbiano aderito. Era il periodo in cui le zone rosse erano Lodi e Codogno: abbiamo ricevuto immediatamente una richiesta significativa di imprese che, attraverso quel programma, ci hanno chiesto aiuto ed è stato veloce quando la zona rossa è diventata l’Italia”, a questo riguardo, Santoni ricorda l’impegno di quel periodo: “Noi con i nostri partner abbiamo fatto significativi investimenti per garantire questa resilienza; abbiamo collaborato con IBM i cui volontari, insieme ai nostri, si sono resi disponibili a fare formazione per i docenti perché è subito emerso che la formazione era necessaria per poter utilizzare la piattaforma al meglio. Quindi ringrazio tantissimo i colleghi di IBM e Apple con i quali abbiamo reso possibile un’adozione molto veloce delle tecnologie”.

Bravi nell’emergenza, ma adesso bisogna essere all’altezza del sostegno alla ripresa: “Come Italia, una cosa che ci ha contraddistinto è stata la capacità di avvicinare per un attimo i tempi della burocrazia e della PA con i tempi della tecnologia. E quella è un’esperienza bellissima perché ci fa capire il potenziale di quello che potremmo fare. Quindi, bravi nell’emergenza ma non abbastanza nel gestire la ripartenza e mi riferisco alla disponibilità immediata di fondi in particolare. Però guardo con attenzione a come ci si sta muovendo e sono particolarmente colpito dai nuovi piani che ha espresso il governo dove c’è moltissimo digitale”.

L’inclusione e la generosità delle persone

“Il digitale – dice poi Santoni, toccando un tema a lui particolarmente caro – non deve dividere ma includere e se c’è una cifra in questi mesi che ci ha contraddistinto è stata la generosità delle persone”. L’AD porta un esempio che riguarda le carceri dove da tempo Cisco ha in atto un progetto con le Cisco Academy: “C’è una storia bellissima di un dipendente della polizia penitenziaria di Bollate che accompagnava i detenuti a fare i corsi ed era diventato ‘cintura nera’ di Webex. Quando c’è stata la criticità della pressione sulle carceri, questa persona ha capito che il sistema di video conferenza poteva essere un modo per riconnettere i detenuti con i loro familiari e così la sala dei colloqui è diventa una sala con un sistema di conferenza che ha consentito di convertire un processo fisico in digitale”.

E per concludere Santoni ricorda l’implementazione presso alcune RSA delle piattaforme di videoconferenza che ha rappresentato per tutto il periodo del lockdown l’unico strumento per collegare gli anziani ai loro familiari: “Avendo una madre anziana, è un progetto che ancora oggi quando ci penso, mi toglie il fiato”.

Patrizia Fabbri

Giornalista, Direttore responsabile ZeroUno

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno dove è stata prima caporedattore, poi vicedirettore e dal 2020, direttore.

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