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Chuck Robbins (Cisco): “Siate curiosi e positivi, ma attenti a sicurezza e impatto sociale”

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Attualità

Chuck Robbins (Cisco): “Siate curiosi e positivi, ma attenti a sicurezza e impatto sociale”

Le opportunità per i giovani con competenze tecnologiche non mancano, ma nel mondo iperconnesso bisogna porre la massima attenzione alla sicurezza e all’impatto sociale delle tecnologie: è in sintesi il messaggio che Chuck Robbins, CEO di Cisco, ha lanciato alla platea di studenti che ha assistito alla sua lecture al Polimi

13 Mag 2019

di Patrizia Fabbri

“Le opportunità saranno illimitate per voi in futuro”, è l’iniezione di fiducia che Chuck Robbins, CEO di Cisco in visita nel nostro paese, ha lanciato agli studenti del Politecnico di Milano che lo hanno accolto in una sala gremita per una lecture focalizzata sul tema del giorno, la cybersecurity. Ma se le opportunità sono tante, anche le responsabilità sono grandi: in molti passaggi della sua “lezione”, Robbins ha sottolineato l’attenzione che bisogna porre all’impatto sociale delle tecnologie, un messaggio importante da rivolgere ai ragazzi che stanno costruendo il futuro della società.

La tecnologia è centrale, ma attenzione all’impatto sociale

“Il mondo in cui viviamo cambia con estrema rapidità. Sono più di 30 anni che lavoro con le tecnologie e vedo molto chiaramente come le cose si siano trasformate in questi anni”, ha detto Robbins ricordando come, per esempio, negli anni ’80 Internet non esistesse ancora: “Oggi la tecnologia è centrale, è al centro di ogni business, di ogni organizzazione, di ogni strategia. Non è pensabile sviluppare prodotti o servizi senza tecnologia, ma bisogna considerarne l’impatto sociale. Viviamo in un mondo iperconnesso, ma la tecnologia sta creando dei gap nella società, mentre bisogna permettere a tutti di beneficiare delle opportunità che la tecnologia offre”.

Chuck Robbins
Chuck Robbins, CEO di Cisco, al Politecnico di Milano

E che l’impegno sociale non si limiti alla tecnologia, Robbins lo ha dimostrato annunciando nel suo blog una donazione per un valore di 1 milione di dollari, erogato nell’arco di quattro anni, a sostegno di un progetto pilota di Housing First (per fornire un alloggio permanente alle persone senza fissa dimora) a Roma con la comunità di Sant’Egidio. “Inoltre – scrive Robbins nel suo blog – integreremo anche il nostro programma di formazione Networking Academy nell’offerta formativa di Sant’Egidio a favore della popolazione svantaggiata che assistono, e ci impegniamo ad aiutare Sant’Egidio nella formazione professionale e nell’inserimento dei laureati in posti di lavoro nel settore IT in Italia. Le Networking Academy svolgono un ruolo chiave nel sostenere coloro che hanno bisogno di formazione, permettendo accesso a strumenti e competenze fondamentali per trovare impiego. Siamo felici di poter supportare le persone meno abbienti, dando loro un’abitazione e istruzione”.

Altra iniziativa, in essere dal 2000, per promuovere l’inclusione attraverso le tecnologie è la creazione di Cisco Networking Academy negli istituti detentivi italiani, per offrire ai detenuti la possibilità di ottenere competenze che il mondo del lavoro richiede, in ottica di reinserimento sociale. La visita di Robbins in Italia è l’occasione per annunciare il prossimo coinvolgimento di Unicredit, che permetterà di estendere le attività, a partire da una nuova Academy che sarà attivata a breve presso la sezione femminile del Carcere di Bollate. Ad oggi le Academy Cisco sono presenti in 7 carceri (anche minorili) italiane coinvolgendo oltre 100 studenti.

La rete deve essere prima di tutto sicura

Nel corso della lecture al Polimi, Robbins ha sottolineato come, nella digitalizzazione pervasiva della società, il ruolo di aziende come Cisco sia fondamentale e, riferendosi a tutte le app e i servizi che ognuno degli studenti presenti sicuramente utilizza, ha detto: “Senza quello che facciamo noi, voi non potreste fare quello che fate”. E se “nulla è possibile senza la rete, la rete deve essere prima di tutto sicura”. Come dimostrano tutti i dati sul cybercrime e la cybersecurity, Robbins ha ricordato come “siamo esposti a nuove minacce e dobbiamo gestire un panorama dove quotidianamente ci troviamo a respingere 3 miliardi di mail infette e a bloccare 2,6 miliardi di url che nascondono minacce e malware”.

Robbins ha concluso il suo intervento con alcuni consigli agli studenti del Polimi: “Siate curiosi, fate cose che nessuno ha mai fatto, lasciate il vostro segno, ma, soprattutto, affrontate la vita con positività”.

La sicurezza richiede competenze

Per progettare e costruire reti sicure sono necessarie le competenze adeguate, come ha sottolineato Donatella Sciuto, Prorettore Vicario presso Politecnico di Milano, durante la mattinata: “Oggi il mondo della cybersecurity richiede due figure professionali: da un lato, elevate competenze tecniche e in questo ambito il Politecnico di Milano è ai massimi livelli; dall’altro, nuove competenze ibride, che uniscono quelle tecnologiche con quelle legali, psicologiche, sociologiche ecc. Per questo abbiamo siglato un accordo con l’Università Bocconi per la realizzazione di un nuovo corso di laurea magistrale in Cyber risk Strategy and Governance [il corso, in lingua inglese, che verrà aperto nell’anno accademico 2019/2020 accoglierà 50 studenti ndr] . C’è bisogno di un approccio olistico al security management e per questo partnership come quella che abbiamo con Cisco, tra i sostenitori di questo nuovo corso di laurea, sono per noi fondamentali”.

La partnership pubblico-privato rappresenta un elemento importante di questo approccio olistico alla cybersecurity e la venuta in Italia di Robbins è stata anche l’occasione per rilanciare il piano di investimenti Digitaliani, che l’azienda ha avviato nel 2016 per sostenere la digitalizzazione nel nostro paese e che la vede protagonista dei progetti per lo sviluppo di smart city delle principali città italiane, come ha testimoniato Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano, che ha ricordato come il Comune di Milano stia lavorando da due anni al progetto Safer Milan, in collaborazione con Cisco, per rendere la città ancora più smart e sicura grazie a un Security Operation Center, un centro di innovazione dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per la sicurezza e attività di formazione nel settore della cybersecurity.

foto di gruppo Polimi
Da sinistra: Stefano Zanero, docente di Cybersecurity al Politecnico di Milano, Agostino Santoni, AD Cisco Italia, Donatella Sciuto, Prorettore Vicario Politecnico di Milano, Chuck Robbins, CEO Cisco, e Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano

Patrizia Fabbri

Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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