Continua il successo di AIDA: dopo la vittoria ai Digital360 Awards verso brevetto e spin off

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Continua il successo di AIDA: dopo la vittoria ai Digital360 Awards verso brevetto e spin off

Con la carica che solo due premi conquistati ai Digital360 Awards 2021 in un solo colpo possono dare, Wellnet (dallo scorso dicembre incorporata in H2H) si è attivata a 360 gradi per far evolvere AIDA. Oltre a lavorare per brevettare questa soluzione AI-ML based per SEO optimization, ne ha ricavato uno spin off che risponde a tutte le domande del marketing. Ha poi steso la roadmap per realizzare AIDA 2.0 entro fine anno. Sarà una versione più fruibile, intelligente ed autonoma per chi nel team non ha esperti SEO ma sa che serve puntarci.

21 Apr 2022

di Marta Abba'

“Siete un’AI che decodifica un’altra AI”: H2H si è subito riconosciuta in questa definizione. Lo spunto è arrivato inaspettatamente da uno dei CIO presenti durante le premiazioni per i Digital360 Awards, è stato il commento più incisivo ricevuto dal Chief Growth Officer, Daniele Marconetto. Gli ha fatto anche immaginare “una nuova possibile sottocategoria di mercato: in futuro potrebbe infatti nascere un verticale di AI che interpretano altre AI per soluzioni finali di diverso tipo”.

“AIDA smart SEO machine” ne entrerebbe subito a far parte, essendo realizzata per applicare AI e ML al SEO “decodificando il Google-pensiero” (basato su queste stesse tecnologie) e migliorando così il posizionamento on line. Questa soluzione, sviluppata per Tender Capital, nell’edizione 2021 ha conquistato sia il primo premio nella categoria Machine Learning e Intelligenza Artificiale e il Premio speciale Digital Transformation.

Digital360 Awards, un’opportunità da vivere coi piedi per terra

Grazie ad una tecnologia AI e ML based esclusiva e sempre in evoluzione, H2H migliora il posizionamento dei propri clienti e, partecipando all’iniziativa dei Digital360 Awards, ha anche migliorato la propria. “La nostra soluzione è stata vista da oltre cento CIO, abbiamo raccolto consigli e osservazioni ma soprattutto manifestazioni di interesse che stiamo tuttora ‘coltivando’” spiega Marconetto. Networking di business, quindi, ma anche visibilità e brand awareness da giocarsi nei mesi successivi all’evento, un seminare in vista di riscontri a medio-lungo termine.

Immediato, invece, l’effetto adrenalinico che la vittoria ha avuto sul team. Marconetto parla infatti di “un’iniezione di grinta. Abbiamo partecipato per metterci in gioco ma senza troppe aspettative, il riscontro positivo ci ha fortemente motivati e ha risvegliato in noi la voglia di far evolvere la nostra soluzione riprendendo in mano alcune attività che avevamo lasciato in stand by”.

Prima di sapersi vincitore, durante i giorni di evento finale dei Digital360 Award, Marconetto ha apprezzato soprattutto “gli scambi informali di idee, progetti e punti di vista. Lì l’atmosfera permetteva di togliere le maschere del gioco delle parti che indossiamo sempre”. È in questi momenti che H2H ha incontrato potenziali clienti e partner, opportunità preziosa anche per i progetti selezionati ma non nominati vincitori. “Meglio non stressarsi per la vittoria e cogliere tutti i vantaggi che i Digital360 Awards possono offrire – consiglia Marconetto – Vivere l’esperienza passo dopo passo è il modo migliore per trarne beneficio ed essere più efficaci nel mostrarsi concreti e pragmatici, restando con i piedi per terra. I CIO lo apprezzano”.

Brevetto e tool intelligenti per un marketing meno di sentiment

La partecipazione ai Digital360 Awards ha impattato non solo sul team, ma anche sul progetto stesso, prima di tutto “sbloccando” il tema del brevetto. H2H ha ripreso in mano l’iter per ottenerlo lavorando con un partner specializzato perché “è una sfida complicatissima”. Marconetto si riferisce al “capire dove finisce il segreto industriale e dove inizia il brevetto, al decidere cosa conviene rendere pubblico e fino a che punto, per non avere rischi”. H2H conta sul brevetto più che per proteggersi, per ragioni di marketing e posizionamento. A oggi “la sua AIDA” è unica al mondo, ma il brevetto renderebbe ufficiale questo suo punto di forza rendendolo più difendibile e facilmente comunicabile.

Parallelamente a questi iter burocratici, il team ha compiuto un’evoluzione tecnologica, sviluppando AIDA Insights Competition. Può essere definito uno spin off della soluzione vincitrice ai Digital360 Awards, ma non più con focus solo sulla SEO: è uno strumento in grado di rispondere a tutte le domande che i responsabili marketing si pongono.

Di cosa è meglio parlare in un video per vederlo scalare nella classifica SERP? Come impostare i temi del blog aziendale per ottenere da Google più visibilità rispetto ad uno scomodo competitor? Questa soluzione H2H sfrutta una potenzialità laterale scoperta lavorando su AIDA, anche grazie all’esperienza dei Digital360 Awards. È disruptive per la comunicazione, cambia i criteri di scelta e la prospettiva perché permette di compiere scelte strettamente mirate a comparire nella SERP senza più doversi affidare al solo sentiment. “Questo è possibile perché siamo in grado di capire come ragiona Google e dare indicazioni, di conseguenza, su temi e parole chiave. Presto arriveremo anche a dare consigli su come scrivere i contenuti, bold compresi” precisa Marconetto.

Entro fine 2022 arriva AIDA 2.0, sempre più accessibile e intelligente

La grande novità è però in arrivo entro fine anno: AIDA 2.0. L’idea esiste da tempo in H2H, ma adesso c’è anche la roadmap per realizzarla. L’evoluzione che Marconetto e il suo team hanno in mente mira a rendere AIDA più accessibile, sia dal punto di vista dell’experience sia da quello di preparazione iniziale. “Non si tratterà di un tool as a service, ma di una nuova versione di AIDA, più semplice da utilizzare per le aziende. Richiederà meno competenze specifiche e meno effort” spiega il Chief Growth Officer.

A oggi, infatti, la soluzione di H2H per essere realmente efficace necessita di un supporto umano esperto in SEO all’interno dell’azienda cliente, che recepisca correttamente le priorità identificate dall’AI. Con la versione 2.0 basterà quasi fare “copia e incolla” dei suggerimenti ricevuti.

Anche allenare l’algoritmo di machine learning sarà più semplice. AIDA vanta un’accuratezza pari al 90% nelle predizioni, grazie anche alla qualità del dataset di training. Questo prezioso insieme di dati a oggi viene creato manualmente ad hoc per ogni progetto da un esperto di business del cliente, in stretta sinergia con il team che H2H mette a disposizione, composto da un SEO specialist e un data scientist .

“Un domani ci sarà un’AI che produrrà dati di qualità per allenare l’altra AI” spiega Marconetto. Così AIDA, pur mantenendo la supervisione umana, tende sempre di più ad assomigliare a un ecosistema di AI che fanno squadra per aiutare le aziende ad assecondare i desideri (e gli algoritmi) di Google in modo efficace ma anche agile.

Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

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