La corsa ai data center in Italia si decide sempre più spesso prima dell’apertura del cantiere – quando bisogna assicurarsi la potenza elettrica e una data di allaccio.
Nel quadro tracciato da BCS Consultancy per il terzo trimestre 2026, le richieste di connessione a Terna valgono circa 95 GigaWatt (un numero monstre considerando che la potenza complessiva di generazione in Italia è circa 146 GW). Si tratta della potenza domandata dai progetti, con livelli diversi di maturità. Questo significa che la capacità che entrerà effettivamente in esercizio dipenderà da autorizzazioni, finanziamenti e infrastrutture disponibili.
Il vincolo elettrico sta già cambiando la selezione degli investimenti. Milano resta il principale polo italiano della domanda hyperscale, ma crescono l’interesse per le localizzazioni alternative e il valore dei siti esistenti con una connessione utilizzabile. Intanto, sul mercato globale, costruire costa di più: i sistemi elettrici sono rincarati di circa il 6,5% dal primo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026 e BCS Consultancy mantiene una previsione di aumento dei costi di costruzione del 5–8% annuo fino alla fine del 2029.
I dati provengono dal Q3 2026 Data Centre Commercial Report, pubblicato sul sito di BCS qualche giorno fa. La società di consulenza basa le evidenze del suo studio su un campione di oltre 300 progetti censiti e oltre 5 GW di potenza IT realizzata. Il benchmark dei costi è riferito al secondo trimestre 2026.
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Data center in Italia, la connessione seleziona i progetti
L’accesso alla rete condiziona sia il luogo in cui costruire sia il momento in cui si potranno vendere servizi di calcolo. Un impianto completato senza la potenza necessaria non può erogare la capacità prevista e, per chi investe, la data di allaccio all’alimentazione elettrica diventa parte del piano economico. BCS osserva, così, uno spostamento verso iniziative con fornitura assicurata, finanziamenti confermati e iter autorizzativi avanzati.
Il grado di maturità del singolo progetto conta, dunque, quanto la potenza annunciata quando si valuta l’offerta futura di capacità.
Per distinguere la dimensione delle richieste dall’avanzamento degli investimenti, Terna mette a disposizione Econnextion. La piattaforma, aggiornata mensilmente, consente di consultare localizzazione e stato autorizzativo delle pratiche.
«La capacità energetica è diventata il discrimine principale tra iniziative concrete e sviluppi speculativi», osserva in una nota stampa Martin Horacek, Service Director Italy di BCS Consultancy. Per Horacek, proprio questa selezione spiega il maggiore interesse, in Italia, per i siti da riqualificare e le aree esterne a Milano.
Il procedimento unico accelera le pratiche, resta il vincolo di rete
Una parte dei tempi dipende dall’iter amministrativo. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha pubblicato il 21 luglio scorso i primi indirizzi operativi sul procedimento unico per realizzazione, ampliamento ed esercizio dei data center, seguiti il 27 luglio da modulistica e specifiche tecniche.
Le indicazioni mirano a rendere più uniforme la presentazione delle domande e accelerare la conclusione delle procedure.
L’avanzamento delle autorizzazioni va, però, coordinato con la realizzazione delle infrastrutture elettriche. È in questo secondo passaggio che il rapporto BCS individua i principali ostacoli italiani, rappresentato da disponibilità di potenza e tempi di connessione.
Una maggiore certezza amministrativa aiuta a programmare l’investimento e la possibilità di attivare la capacità richiede una soluzione elettrica concretamente realizzabile nei tempi del progetto.
I sistemi elettrici pesano il 43% del costo medio
Ottenere l’allaccio è soltanto una parte della spesa elettrica. Serve, poi, realizzare gli impianti che distribuiscono l’energia e assicurano continuità ai server. Nel benchmark globale BCS, i sistemi elettrici rappresentano il 43% del costo medio del progetto di un nuovo data center, la voce maggiore. Seguono gli impianti meccanici con il 16,8% e il gruppo che comprende costi preliminari, spese generali, profitto e rischio con il 16%.
La pressione su questa componente ha, quindi, un peso rilevante sui budget. Il costo dei sistemi elettrici è passato da 2.026 a 2.157 euro per kW tra il primo trimestre 2025 e il secondo trimestre 2026, ovvero il 6,5% in più.
Le opere esterne crescono di circa il 18% nello stesso intervallo, partendo da una base di costo inferiore.
Le componenti civili, strutturali e architettoniche e quelle meccaniche registrano, invece, aumenti più moderati.
Il report colloca inoltre a 3.807 euro per kW la componente OFCI (Owner Furnished, Contractor Installed) al massimo del periodo osservato. Nel settore, l’acronimo indica le apparecchiature fornite dal committente e installate dall’appaltatore. La cifra riguarda questa componente del benchmark e non, dunque, il costo completo del data center. Il perimetro di confronto è decisivo in quanto il benchmark BCS esclude, tra le altre voci, anche acquisto del sito, bonifiche, infrastrutture esterne al sito e potenziamenti delle utility.
BCS ritiene esaurita la stabilizzazione temporanea osservata alla fine del 2025. A sostenere i rincari concorrono la volatilità di rame e alluminio, le competenze scarse e le nuove esigenze dell’AI: rack più densi richiedono più potenza e raffreddamento, con effetti su impianti, strutture e approvvigionamenti. La previsione di aumenti compresi tra il 5 e l’8% annuo da qui al 2029 riflette la direzione attesa dei costi globali, con differenze regionali che possono, però, essere anche molto significative.
Fino a 156 settimane per un trasformatore ad alta tensione
Le stesse apparecchiature che fanno salire il budget possono allungare il calendario. Per i trasformatori ad alta tensione, BCS indica tempi di consegna da 44 a 156 settimane; per quelli in media tensione l’intervallo è di 20–40 settimane. I gruppi elettrogeni richiedono 40–50 settimane, i sistemi di continuità UPS 18–28 e le apparecchiature di raffreddamento 20–40.
Gli intervalli sono indicativi e variano in base a specifiche, localizzazione e progetto. Il rischio nasce quando un componente indispensabile arriva dopo le altre opere, rinviando i collaudi o l’attivazione dell’impianto. Per gli investitori, anticipare gli ordini richiede, quindi, di coordinare decisioni tecniche e impegni finanziari con il percorso autorizzativo e con quello della connessione.
La disponibilità di personale aggiunge un altro limite alla capacità di consegna. Nella rilevazione BCS tra imprese e fornitori, il 96% del campione prevede un aumento della domanda di lavoratori qualificati, il 91% si attende maggiori ritardi nella catena di fornitura e l’80% ritiene che le interruzioni degli approvvigionamenti aumenteranno i costi.
L’inferenza AI fa rivalutare i siti già connessi
Le difficoltà di costruire e alimentare nuovi impianti rendono più interessante usare ciò che è già disponibile. Secondo BCS, i siti esistenti con potenza utilizzabile acquistano valore, soprattutto per l’inferenza, ovvero l’esecuzione di modelli AI già addestrati per produrre risposte, analizzare informazioni o supportare applicazioni. Per questi carichi, la vicinanza agli utenti può rendere interessanti anche strutture di dimensioni inferiori ai grandi campus dedicati all’addestramento.
Il grafico riportato nel report quantifica la crescita attesa della domanda globale per tipo di carico. La capacità destinata all’inferenza passa da 20,9 GW nel 2025 a 93,3 GW nel 2030, con un tasso annuo composto indicato al 35%. Per l’addestramento la traiettoria va da 23,1 a 62,2 GW; per i carichi non AI da 38,3 a 63,5 GW.
Il riuso richiede, però, una valutazione tecnica del sito. Il rapporto distingue tre situazioni: impianti moderni con potenza residua, candidati ad aggiornamenti per l’inferenza; strutture più vecchie con una connessione di valore, da valutare per interventi selettivi e impianti datati e con poca potenza, più adatti a mantenere carichi convenzionali o a una futura riqualificazione.
La connessione è un vantaggio, ma raffreddamento e distribuzione elettrica devono sostenere i carichi previsti.
Per le aziende che acquistano servizi cloud o colocation, questa selezione rende più importante verificare quando la capacità sarà realmente attivabile. Nella valutazione di un’offerta entrano così potenza già disponibile, adeguatezza al carico AI e dipendenze da apparecchiature ancora da consegnare. Sono questi passaggi a collegare il programma del fornitore alla data in cui l’azienda potrà utilizzare i nuovi servizi.


































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