Disaster Recovery As a Service (DRAAS): che cos’è, come funziona e quali son i vantaggi

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Disaster Recovery As a Service (DRAAS): che cos’è, come funziona e quali son i vantaggi

Disaster Recovery as a Service è un approccio ideale perché consente di configurare le attività di ripristino tenendo in considerazione sia le specifiche esigenze aziendali che le capacità del proprio personale IT. Il tutto riducendo i costi di gestione e la complessità grazie all’ecosistema cloud.

Pubblicato il 15 Dic 2022

di Redazione

Disaster Recovery as a Service (DRaaS) per qualsiasi organizzazione significa avvalersi di tutti i vantaggi del cloud per garantire, sempre e comunque, la continuità operativa. Il tutto terziarizzando la complessità, avvalendosi di economia di scala e di tecnologie di ultima generazione grazie all’impegno dei provider che, avendo nel cloud il proprio core business, investono continuamente tempo e risorse per mantenere una qualità di servizio ai massimi livelli. Secondo Gartner, per quasi 6 aziende su 10 (57%) il DRAAS è determinante per una governance più agile, una gestione dei dati più moderna e una protezione più elevata.

Disaster Recovery as a Service: che cos’è e perché importante

Affidare a un cloud provider esperto e consolidato la replica e l’hosting di server fisici o virtuali fornisce all’organizzazione una modalità operativa di backup (detta failover) in cui le funzioni di un componente di sistema vengono assunte da un componente secondario quando, per motivi diversi, il componente principale non è più disponibile. Un evento disastroso, infatti, include la comprensione di una lista di cause differenti: dagli attacchi informatici (come, ad esempio, attacchi malware, DDoS e ransomware) al sabotaggio, dalle interruzioni di corrente alle anomalie di funzionamento e in generale ai guasti di macchine e dispositivi, dagli utenti in smart-working che per distrazione o per scarsa formazione impallano sistemi e applicazioni o espongono le informazioni aziendali senza osservare le policy a eventi disastrosi come incendi, alluvioni, terremoti o altri fenomeni incontrollabili legati a guerre, epidemie o pandemie. In questo senso il cloud offre alla governance molte marce in più.

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Come funziona il DRaaS e perché è diverso dal BaaS

Con il Disaster Recovery as a Service, nel caso si verifichi un evento disastroso il service provider sposta l’elaborazione dei computer aziendali nella propria infrastruttura cloud. In questo modo le aziende possono continuare a operare anche se l’infrastruttura IT originale viene completamente distrutta o tenuta in ostaggio. Si tratta di un servizio diverso rispetto al Backup as-a-Service, in cui solo i dati, ma non la possibilità di elaborarli, vengono duplicati da un provider terzo: proteggendo solo i dati e non l’infrastruttura, il BaaS in genere è meno costoso del DRaaS e può essere una buona soluzione per le aziende che hanno bisogno di archiviare dati o record per motivi legali. Il Disaster Recovery as a Service, affiancato al BaaS, garantisce la Business Continuity ma anche tutte l’operatività necessaria di supporto. Tramite un contratto o su base pay-per-use, il fornitore fornisce il failover a un ambiente di cloud computing, implementando il piano di ripristino di emergenza (DR) anche nel caso dello scenario peggiore.

Quali sono i tre modelli di riferimento del Disaster Recovery as a Service

Le aziende possono decidere di affidare completamente o in parte la pianificazione del Disaster Recovery as a Service:

#1 Disaster Recovery as a Service gestito

In un modello di Disaster as a Service gestito, una terza parte si assume tutta la responsabilità di gestione del piano di ripristino. La scelta di questa opzione richiede che un’azienda rimanga in stretto contatto con il proprio provider DRaaS per essere certa di essere sempre aggiornata su tutte le modifiche in termini di infrastruttura, applicazioni e servizi. Se non si dispongono delle competenze, del tempo e delle risorse necessarie a predisporre e presidiare tutto l’ecosistema strategico e tecnologico del Disaster Recovery, questa modello rappresenta l’opzione migliore.

#2 DRaaS assistito

Il Disaster Recovery assistito è un modello ibrido in cui l’organizzazione è responsabile dell’implementazione di tutto o di parte del partner, affiancata dal cloud provider in qualità di consulente. In sintesi, l’azienda mantiene la responsabilità relativa ad alcuni aspetti del piano di Disaster Recovery mentre il fornitore offre le proprie competenze per l’ottimizzazione delle procedure. Questa opzione può essere interessante nel caso un’azienda disponga di applicazioni esclusive o personalizzate che potrebbero essere difficili da gestire per una terza parte.

#3 DRaaS self-service

Il Disaster recovery as a Service in modalità self è l’opzione meno costosa in termini di investimento: l’organizzazione è responsabile della pianificazione, del test e della gestione del Disaster Recovery e ospita il backup dell’infrastruttura su macchine virtuali in una posizione remota. Questo modello si adatta ad aziende molto strutturate rispetto alla loro gestione IT. Dal punto di vista, dell’effort, sono necessari accurati processi di pianificazione e test per garantire che l’elaborazione possa eseguire il failover immediato sui server virtuali in caso di evento disastroso. Questa opzione è la scelta ideale per le aziende con personale IT in grado di gestire il Disaster Recovery.

Come e perché VMware Cloud DR fa la differenza

VMware Cloud Disaster Recovery è una soluzione di Disaster Recovery as a Service facile da utilizzare, che può essere utilizzata per proteggere o demand e a costi contenuti, un ampio set di applicazioni virtualizzate, con funzionalità di ripristino rapido. Proteggendo workload e applicazioni mission-critical con requisiti di RPO RTO molto basso, VMware Cloud Disaster Recovery combina storage su cloud conveniente e gestione basata su SaaS attraverso un modello di pagamento configurato a seconda delle necessità aziendali (pay per use), definito in base alla capacità di failover di VMware Cloud on AWS. Grazie all’automazione e all’orchestrazione del processo di failover in un sito fisico secondario, in caso di problemi al sito principale il recovery avviene senza interruzione delle attività, consentendo la creazione di report dettagliati per soddisfare i requisiti di compliance del DR. Più nel dettaglio, i piani di ripristino consentono di decidere la sequenza di accensione delle VM in base alle esigenze del cliente. Il DRaaS di VMware è potenziato da VMware Ransomware Recovery, un innovativo servizio che introduce una nuova funzionalità di ripristino in caso di attacco hacker ransomware.

Quando la sicurezza della continuità operativa diventa una certezza

Lutech, tra i principali partner Vmware, supporta le aziende in tutte le fasi di trasformazione tecnologica, fornendo una consulenza progettuale a tutto tondo. Nell’ambito del Disaster Recovery as a Service, Lutech offre alle aziende tutti i vantaggi strategici e operativi dell’approccio VmWare: infrastruttura di base, strumenti per encryption at rest e in transit dei dati, meccanismi di controllo e monitoraggio nonché tutta l’evolutiva in termini di Ricerca & Sviluppo costantemente integrata all’ offerta. I vantaggi sono diversi: dall’aumento dell’affidabilità del piano di ripristino di emergenza grazie a controlli automatici programmati ogni 30 minuti a controlli giornalieri dell’integrità dei dati per assicurare all’organizzazione che i dati di backup siano pronti e utilizzabili in caso di necessità. Oltre a semplificare le operation di manutenzione del DR con la console di gestione basata su SaaS, la soluzione riduce i costi del Disaster Recovery as a Service utilizzando un layer di storage altamente efficiente nel cloud, sfruttando l’elasticità intriseca all’infrastruttura VMware Cloud on AWS solo quando necessario durante un test di DR o un evento di failover. Il tutto accelerando l’RTO a livello di produzione con i cluster Pilot Light e l’accensione istantanea della VM utilizzando la funzionalità Live Mount. Con un ulteriore plus: una semplificazione dei costi sostenuti dai clienti per il servizio DR in base alla quantità di dati e VM che vengono protetti.

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