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Intervista a Corrado Sciolla, AD di Bt Italia – “Convergenza It e Tlc per fare innovazione”

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Intervista a Corrado Sciolla, AD di Bt Italia – “Convergenza It e Tlc per fare innovazione”

06 Dic 2011

di Nicoletta Boldrini, Stefano Uberti Foppa, Marco Forneris

Cerchiamo di capire, incontrando il top manager della multinazionale inglese, qual è il differenziale competitivo di una società che fa della convergenza tra It e Tlc il proprio core business. Un differenziale che potrebbe aiutare le imprese a fare innovazione anche se l’Italia deve ancora fare molta strada in questa direzione. Cloud computing e mobile potrebbero accelerare il passo.

Il recente rapporto Assinform rileva per il primo trimestre 2011 un -1,3% per il settore Ict, con l’It che raggiunge un segno positivo, sia pur minimale (+0,4%), e le Tlc che segnano – 4,2%. Come si spiega questo andamento così negativo nel comparto Tlc? E in generale: quali sono le leve per favorire la crescita della domanda e su quali mercati? Ne discutiamo con Corrado Sciolla, amministratore delegato di BT Italia per capire anche quale potrebbe essere il ruolo di un player di primo livello come British Telecom nella ripresa.

ZeroUno: Un big player come Bt può sicuramente contribuire all’aumento del livello d’innovazione in Italia. Quali sono, secondo lei, i passi fondamentali da compiere?
Corrado Sciolla: Le piccole imprese non hanno capacità di investimento in ricerca e non riescono a fare innovazione, intesa come capacità di sviluppo di idee e soluzioni da portare sul mercato; per queste realtà vedo opportunità positive solo laddove si riesca a fare davvero “aggregazione”. È invece interessante, sotto questo profilo, la media azienda, dove l’innovazione intesa come capacità di efficientamento e miglioramento dell’efficacia dei processi aziendali, nonché di aumento della produttività, potrebbe dare una forte spinta alla competitività del paese-Italia, anche sui mercati esteri. Certo è che per fare innovazione, in questa seconda accezione, è necessario aumentare la dimensione aziendale per iniziare a fare economie di scala. E a mio avviso, una delle leve di innovazione per le nostre aziende sarebbe proprio la crescita dimensionale fatta per acquisizioni; le Pmi italiane troverebbero benefici sostanziali qualora riuscissero a inserirsi in contesti multinazionali, anche facendosi acquisire da società di dimensioni più grandi, e passando da una struttura d’azienda di stampo imprenditoriale a una organizzazione manageriale di respiro internazionale.
Per riuscire ad attuare piani simili e essere poi competitivi e produttivi in contesti di mercato complessi e ormai molto dinamici, servono necessariamente gli strumenti tecnologici, It e Tlc.

ZeroUno: Un’Agenda Digitale per l’Italia. Come passare dalle parole ai fatti? Come agire su infrastrutture tecnologiche, creazione di servizi, recupero del gap d’informatizzazione presso le aziende italiane?
Sciolla: L’Italia è il paese, fuori dall’Inghilterra, in cui Bt ha il peso più significativo, sia in termini di presenza sia di fatturato. Ma è un paese a crescita zero, in questo momento, nel settore Ict. Motivo per cui la nostra strategia è orientata a offrire servizi ad aziende italiane medio grandi che intendono fare percorsi di internazionalizzazione, soprattutto in paesi emergenti con prospettive di crescita maggiori e migliore capacità innovativa.
A livello tecnologico, una delle spinte primarie al supporto dei percorsi di internazionalizzazione e innovazione dovrebbe venire dalla reale convergenza tra It e Tlc, ambito in cui Bt ha declinato il proprio core business.
Due trend che fanno sicuramente percepire alle aziende la necessità di avere e gestire in modo integrato ambienti It e Tlc sono cloud computing e mobile; fenomeni dirompenti che richiedono una infrastruttura Tlc altamente performante, nodo estremamente critico per garantire servizi It efficaci dal punto di vista del business. L’evoluzione di questi trend rappresenta uno stimolo molto interessante anche per noi stessi.

ZeroUno: Bt è una società Ict che fornisce servizi esclusivamente alle imprese e questo la colloca su un piano differente rispetto alle altre Tlc presenti sul territorio italiano non godendo delle economie di scala tipiche di chi offre servizi anche al mercato consumer. Ci può spiegare sinteticamente la strategia e gli obiettivi di Bt a livello worldwide e la loro declinazione sul mercato italiano?
Sciolla: L’assenza dei grandi volumi non è una nota negativa; tutt’altro è un segno distintivo della nostra realtà che fa dell’offerta “sartoriale” un differenziale competitivo rispetto ad altri. Per le aziende medie e grandi, nostro target di riferimento, sviluppiamo progetti unici, pianificati e implementati su esigenze specifiche, che sono diverse caso per caso. Abbiamo, naturalmente, un’offerta predefinita di soluzioni, ma l’elemento differenziante è la “composizione e modellazione” della proposta derivante da una capacità progettuale che analizza e studia nel dettaglio ogni singolo caso in modo a sé stante. Di conseguenza, anche la struttura organizzativa a supporto di questo approccio al mercato è diversa da quella una Tlc di tipo tradizionale. La nostra è un’organizzazione che chiamiamo 4×4: 4 macro regioni (Asia, Europa, North America e Inghilterra) e 4 settori verticali (Finance, Pubblica Amministrazione, Beni di consumo e Industria)”. La divisione per settori industriali è cross transnazionale e sviluppa servizi verticali fortemente personalizzati che vengono proposti poi alle differenti country; un esempio è l’offerta chiamata “content delivery network” sviluppata per l’industria Media per abilitare la diffusione dei contenuti in modo più dinamico e veloce, attraverso piattaforme di cash per il pagamento immediato.

ZeroUno: Quali sono oggi i fattori differenzianti dell’offerta Bt rispetto alla competition sul nostro mercato?
Sciolla: Noi non siamo una società di Tlc ma di Ict, dove It e Tlc convergono in un’offerta più complessa, strutturata e integrata. Abbiamo un gruppo di professional services, team di persone dedicate all’Ict che hanno come obiettivo identificare e pianificare gli sviluppi infrastrutturali che ogni singola azienda può perseguire. Ci fermiamo però allo strato applicativo, nel senso che non proponiamo applicazioni: anche se va precisato che provvediamo allo sviluppo di soluzioni necessarie all’erogazione delle nostre offerte; per esempio la piattaforma di Virtual Data Center per il cloud, è stata sviluppata all’interno di Bt in Inghilterra. In parallelo alle quattro grandi divisioni internazionali (Global Services che segue i grandi clienti; Retail che segue i clienti consumer ed Smb, in Inghilterra; Wholesale, per la parte dei rivenditori e delle terze parti; Openreach, per il supporto ai Communications Providers) c’è, infatti, l’unità Bt Design che sviluppa le soluzioni per tutte le divisioni di business.
Soluzioni che implementiamo anche in Italia, naturalmente. Il nostro obiettivo è sviluppare delle infrastrutture leading edge che devono differenziarsi a seconda del business specifico dell’azienda e del mercato a cui appartiene. Avere una struttura organizzativa verticale ci aiuta a indirizzare meglio le richieste e a sviluppare poi quelle soluzioni sartoriali che rappresentano il nostro plus (mettendo a fattor comune anche le conoscenze della Bt globale).
L’acquisizione di iNet, avvenuta nel marzo 2008, ha segnato un importante passo avanti nella strategia di Bt Italia di diventare una vera Ict Company in quanto all’interno di questa realtà erano presenti importanti competenze It. Anche oggi continuiamo comunque a cercare nuovi skill prevalentemente in ambito It, proprio perché il focus dell’azienda è gestire e sviluppare progetti complessi all’interno di aziende medio grandi. E qui non si può certo operare per compartimenti stagni.

Nicoletta Boldrini, Stefano Uberti Foppa, Marco Forneris

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