ERP in cloud, in locale o ibrido: quali sono i criteri di scelta da seguire

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ERP in cloud, in locale o ibrido: quali sono i criteri di scelta da seguire

Oggi esistono diverse opzioni infrastrutturali per eseguire il bilanciamento dei processi aziendali e degli obiettivi strategici. Per alcuni è meglio il cloud, per altri una soluzione on premise e per altri ancora un approccio ibrido. Gli esperti condividono alcuni suggerimenti utili a capire il da farsi

09 Lug 2020

di Laura Zanotti - Fonte TechTarget

Erp in cloud come approccio utile a modernizzare l’infrastruttura esistente e aprirsi a nuove implementazioni di nuovi moduli. Il cambio di passo, però, non significa che tutte le aziende siano pronte a migrare in toto i propri gestionali per passare all’As a Service di un cloud pubblico.

Erp in cloud, in locale o ibrido? Gli analisti fotografano il mercato

Secondo Accenture, oltre la metà (51%) dei CIO preferisce implementare i propri sistemi ERP in un cloud privato, mentre il 35% è ancorato a una gestione on premise. Tuttavia, alcune organizzazioni (10%) stanno esplorando con cautela le opzioni cloud optando per un ERP ibrido.

I vantaggi di un Erp ibrido

Per i sistemi ERP l’uso di un ambiente ibrido consente di spostare alcune funzioni nel cloud, mantenendo i dati proprietari in locale. In alternativa, è possibile archiviare dati sensibili in un ambiente cloud (il che è decisamente più sicuro rispetto a quanto non riesca a fare la singola azienda in locale con le sue sole risorse), mantenendo al contempo alcuni processi in loco.

Questo approccio di ERP in cloud in forma ibrida è la soluzione ideale per tutte quelle organizzazioni che non sono pronte a una migrazione completa sulla nuvola. Spostare determinate funzioni nel cloud è il modo migliore per iniziare il viaggio tra le nuvole.

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Esistono regole per ERP ibrido?

Tecnicamente, non ci sono regole ferree in merito a quando le aziende devono rimanere on premise o devono spostare i loro sistemi ERP in cloud. L’orientamento lo danno alcuni indicatori che possono aiutare le aziende a decidere se un’implementazione ERP ibrida è adatta a loro.

Il punto di partenza consiste nell’esaminare i sistemi hardware e software esistenti cercando di capire quanto siano complessi i carichi di lavoro in modo da poter valutare l’investimento necessario a una migrazione in cloud. Le licenze o i vincoli normativi, ad esempio, potrebbero richiedere che i carichi di lavoro siano fisicamente separati, il che si presta naturalmente a un approccio ibrido, in particolare per le organizzazioni che vogliono ospitare carichi di lavoro sensibili in sede mentre esplorano nuovi casi d’uso con il cloud.

Cosa considerare prima di spostare i carichi di lavoro

Prima di spostare i carichi di lavoro nel cloud, i responsabili IT devono analizzare sistemi e carichi di lavoro esistenti, allineando la strategia di implementazione ERP ibrida agli obiettivi aziendali a lungo termine. Il tutto lavorando insieme alle parti interessate, in modo da capire come sarà configurata l’infrastruttura nel cloud ibrido.

Una di queste decisioni è scegliere le opzioni hardware o software. Ad esempio, le organizzazioni possono scegliere tra:

  • software puro come, ad esempio, Azure Arc, Google Anthos con varie opzioni hardware
  • soluzioni come Azure Stack, un cluster di Windows Server 2019 iperconvergente che usa hardware convalidato per l’esecuzione di carichi di lavoro virtualizzati in locale, o AWS Outposts, il servizio di Amazon che porta i servizi, l’infrastruttura e i modelli operativi nativi di AWS praticamente in ogni data center, ambiente in co-location o struttura on premise, abilitando un cloud ibrido coerente e uniforme.

Alcune aziende stanno estendendo anche gli ambienti VMware nel cloud per migrare i loro carichi di lavoro.

Valutazioni economiche in merito a un ERP in cloud

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Il costo è e sarà sempre un fattore importante nella decisione di spostare i carichi di lavoro ERP in cloud.

A causa di alcuni preconcetti, in qualche caso legati a esperienze pregresse negative oppure più semplicemente a una mancanza di visibilità sulle risorse IT, molte aziende credono erroneamente che il cloud pubblico sia più costoso di quello on premises. È vero anche che la maggior parte delle opzioni ibride in cui vengono trasferiti i carichi di lavoro in un ambiente cloud, lavorando in modo nativo nel cloud pubblico, comporta costi di mantenimento aggiuntivi ma potrebbe far risparmiare denaro sul lungo termine.

ERP IN CLOUD 1

La rapidità con cui è necessario che le nuove funzionalità siano attive e funzionanti contribuirà anche a far decidere cosa passare al cloude cosa no. In genere, le applicazioni cloud possono essere implementate più rapidamente rispetto alle versioni locali, portando queste nuove funzioni agli utenti molto più velocemente.

Come sottolineano gli esperti, il SaaS dovrebbe essere preso in considerazione in tutte quelle situazioni in cui è necessario apportare valore agli utenti in breve tempo per ottenere un certo vantaggio competitivo. Ciò che le aziende devono chiedersi prima di spostare qualsiasi cosa sul cloud in queste situazioni è:

  • se prevedono di dover scalare rapidamente per far fronte a picchi significativi di dati provenienti da più fonti
  • se devono rendere disponibili nuove funzioni con grande velocità

Se la risposta è sì ad entrambi, il cloud è probabilmente l’opzione migliore.

Non trascurare il nucleo

Ogni sistema ERP, anche in una distribuzione ibrida, ha bisogno di un nucleo che includa funzioni chiave come la logistica, la finanza e l’approvvigionamento. Prima di passare a un modello ERP ibrido, le aziende devono definire i requisiti del proprio sistema ERP principale: ad esempio, alcune organizzazioni sono più incentrate sugli aspetti operativi legati alla gestione degli inventari e, in generale, di tutta la catena di approvvigionamento, mentre altre hanno come core business gli acquisti. I requisiti fondamentali non sono preclusi dall’essere ospitati nel cloud. Esistono situazioni in cui lo scenario opposto: le soluzioni specializzate sono sviluppate e ospitate internamente, mentre il nucleo è costituito da componenti as-a-service ospitati nel cloud.

Infine, è importante esaminare gli obiettivi futuri prima di passare a un’architettura ibrida ERP.

Sebbene il cloud ibrido abbia senso per alcune aziende, potrebbe non essere l’ambiente migliore per certe applicazioni software. Un ambiente ibrido può essere una buona soluzione a breve termine, ma non raggiungerà tutti gli obiettivi aziendali. Prima di spostare qualsiasi cosa fuori sede, i responsabili delle decisioni IT devono esaminare gli obiettivi di una distribuzione in cloud, nonché i costi associati come, ad esempio, la manutenzione e altre spese annesse.

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Laura Zanotti - Fonte TechTarget

Giornalista

Ha iniziato a lavorare come technical writer e giornalista negli anni '80, collaborando con tutte le nascenti riviste di informatica e Telco. In oltre 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando le innovazioni, i problemi e le strategie vincenti delle imprese nazionali e multinazionali alle prese con la progressiva convergenza tra mondo analogico e digitale. E ancora oggi continua a farlo...

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