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I “grattacapi” dei CIO per aumentare la velocità di innovazione

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I “grattacapi” dei CIO per aumentare la velocità di innovazione

25 Mag 2018

di Patrizia Fabbri

Il 73% dei CIO ammette che la velocità dell’innovazione mette a rischio la qualità dell’esperienza utente. E’ quanto emerge da una survey condotta da Vanson Bourne su 800 CIO di grandi imprese presentata durante il Perform Europe 2018 di Dynatrace, tenutosi in questi giorni a Barcellona

BARCELLONA – “La trasformazione digitale è cloud first”, ha detto John van Siclen, CEO di Dynatrace, inaugurando Perform Europe 2018, ma la crescente complessità infrastrutturale che caratterizza i sistemi informativi delle aziende oggi può comportare situazioni molto pericolose.

Nell’ambito della survey condotta da Vanson Bourne su 800 CIO di grandi imprese e presentata da van Siclen durante l’evento, il 73% degli intervistati afferma che la velocità della trasformazione digitale rischia di mettere a rischio l’esperienza degli utenti. Lo studio rileva che, in media, le aziende si trovano ad aggiornare software tre volte per ora lavorata e gli aggiornamenti saranno ancora più frequenti in futuro (opinione condivisa dall’89% dei CIO intervistati).

software update rate
Tempo medio che impiegano le organizzazioni a rilasciare nuovi aggiornamenti nei sistemi di produzione e nelle applicazioniFonte: Dynatrace 2018

Il risultato che ne consegue è preoccupante: il 64% dei CIO ammette di trovarsi costretto a giungere a compromessi tra la velocità della trasformazione e la necessità di assicurare ai clienti un’esperienza ottimale.

Se da una parte è condivisa l’opinione che il cloud abilita la trasformazione e consente di ottenere quei livelli di flessibilità e agilità che essa richiede, dall’altra emergono alcuni dati preoccupanti. Dalla survey risulta infatti difficile: garantire il livello delle prestazioni (67%); identificare se lo spostamento di un’applicazione sul cloud ha prodotto i risultati desiderati (57%); garantire che l’esperienza dell’utente non sia influenzata (negativamente) durante il processo di migrazione (48%).

La survey ha poi affrontato il tema collaborazione per capire se la sua mancanza abbia impatti negativi sul processo di innovazione; la risposta non lascia dubbi sulla necessità che i team collaborino: il 78% dei CIO ha infatti affermato che la propria organizzazione ha subìto ritardi nei progetti IT che sarebbero stati evitati se i team di sviluppo e operativi fossero stati in grado di collaborare facilmente.

Tra le aziende intervistate vasta è dunque l’adozione dell’approccio DevOps per affrontare questa criticità: il 68% delle realtà ha implementato, o sta esplorando la possibilità adottare, il DevOps per migliorare la collaborazione e promuovere un’innovazione più rapida; il 74% dei CIO ha affermato che gli sforzi DevOps sono spesso indeboliti dall’assenza di dati e strumenti condivisi, il che rende difficile per i team IT ottenere un’unica visione della “verità”; il 56% dei CIO ha identificato differenze nelle priorità tra i silos dipartimentali come ulteriore barriera all’adozione di DevOps.

John van Siclen

CEO, Dynatrace

“E Dynatrace abilita questa collaborazione proprio fornendo una quantità di dati inimmaginabile per monitorare le performance delle applicazioni a tutti i livelli”, ha affermato van Siclen.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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