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Dell Boomi: casi concreti di integrazione applicativa in aziende italiane

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Intervista

Dell Boomi: casi concreti di integrazione applicativa in aziende italiane

31 Ott 2018

di Patrizia Fabbri

Dal fashion, alle municipalizzate, alle utility fino a un’azienda che produce apparecchiature per il trapianto cuore-polmone: molto diversi tra loro, con differenti gradi di complessità e tempestività dei progetti, ecco gli esempi di integrazione applicativa portati da Fabio Invernizzi e Paolo Fabbri, rispettivamente Sales Director Sud EMEA e Sales Italy di Dell Boomi. Ma tutti con un comune denominatore: abilitare iniziative strategiche di business.

Il supporto che una piattaforma di Enterprise Application Integration fornisce alle aziende si può condensare in una frase molto breve: abilitare l’implementazione di iniziative strategiche di business. Ed è da questa necessità improcrastinabile delle aziende che inizia l’intervista di ZeroUno a Fabio Invernizzi e Paolo Fabbri, rispettivamente Sales Director e Sales Italy di Dell Boomi, nella quale andiamo a vedere nel concreto come una moderna piattaforma EAI svolge questo compito.

Ma prima di analizzare questi casi, tutti relativi a realtà italiane, ricordiamo cosa si intende per “moderna” piattaforma EAI perché se, come abbiamo scritto varie volte, il tema dell’integrazione è quasi coevo all’introduzione dell’informatica in azienda, oggi questo tema non è più affrontabile con strumenti puntuali che vanno a risolvere una specifica problematica. Quando parliamo di application integration oggi dobbiamo pensare all’integrazione di processi, persone, dati e applicazioni in un contesto di estrema variabilità, dove time to market e time to value sono imperativi sempre più stringenti.

Per “moderna” applicazione EAI oggi intendiamo quindi una iPaaS che integri API management (applicazioni), Master Data Management (dati), automazione e gestione dei processi (processi e persone). La piattaforma Dell Boomi si compone di differenti moduli che indirizzano questi diversi, seppur fortemente collegati, aspetti: Integrate, integrazione di applicazioni e dati; Hub, Master data management; Exchange, B2B/EDI management; Mediate, API design e management; Flow, workflow automation e low-code application development. Ma parlando con Invernizzi e Fabbri ci si rende subito conto di come questi siano strettamente collegati e come sia molto frequente il caso in cui un’azienda parta da un modulo, tipicamente Integrate, per poi estendere l’implementazione agli altri.

Fashion: cambia modello di business, l’impatto sul modello operativo

Dall’idea, alla sua rapida realizzazione passando attraverso la validazione di un Proof-of-Concept, e il tutto rispettando i tempi dettati dalle strategie di innovazione volte a cogliere nuove opportunità di mercato.

Questo è quanto sta avvenendo in uno dei primari marchi del fashion internazionale che ha utilizzato Dell Boomi per l’implementazione del proprio piano di trasformazione digitale che coinvolgerà tutti i processi distributivi, interni ed esterni.

“Questi importanti cambiamenti, hanno ovviamente un impatto sia sul modello di business che sul modello operativo e richiedono strumenti che siano in grado di supportare e governare questo cambiamento”, introduce Invernizzi che spiega come la scelta sia caduta su Dell Boomi: “Per la prima fase del progetto, siamo passati rapidamente da un Proof-of-Concept, che ha dimostrato la semplicità e rapidità di integrare sistemi eterogenei (es. l’adozione del nuovo CRM as-a-service che, a tendere, andrà a sostituire quello legacy on-premise) all’implentazione e al go-live del progetto, il tutto nell’arco di 3 mesi, misurando e centrando tutti gli obiettivi previsti”.

Foto di Fabio Invernizzi
Fabio Invernizzi, Sales Director Sud Europa di Dell Boomi

In tutto ciò i benefici raggiunti quali la governance dei processi, la loro integrazione, la rapidità d’implementazione e quindi un time to market ridotto, hanno permesso di rafforzare ed accelerare ulteriormente l’innovazione, misurando fattivamente le potenzialità di Dell Boomi nei processi di trasformazione digitale.

Il raggiungimento di tali obiettivi velocemente ed in modo efficace ha permesso all’Azienda cliente, di utilizzare al meglio le risorse che ora possono focalizzarsi su una nuova sfida legata alla qualità del dato, elemento essenziale sia per aspetti retail che per compliances normative.

Da qui una nuova sfida attraverso l’esplorazione delle funzionalità di Master Data Management fornite da Boomi.

Utility: positivi “effetti collaterali” di un obiettivo centrato

Un altro esempio raccontato da Fabbri riguarda un importante service provider in ambito utility, italiano ma che opera in vari paesi, che aveva lanciato un progetto per gestire due tematiche: la user experience dei consumatori e quella dei partner. “Tre anni fa questa azienda aveva deciso di partire con un’iniziativa digitale di rivisitazione di tutti i canali, end user e partner, utilizzando una soluzione concorrente a Dell Boomi: un anno fa il progetto è stato bloccato a livello europeo perché si sono resi conto che la curva di adozione dei nuovi processi, da un piano di 12 mesi stava sforando a 36 mesi per il pieno rilascio sia delle nuove funzioni rivolte agli utenti sia per l’integrazione con i partner”. Ricordiamo che quello delle utility è un settore fortemente normato a livello nazionale ed europeo e bisogna rispettare determinate tempistiche nel rispondere alle richieste dei consumatori, quindi l’impatto del ritardo era particolarmente invasivo. “L’azienda ci ha coinvolto, è stata introdotta la nostra tecnologia e nel giro di un anno sono stati completamente centrati gli obiettivi sia lato utenti sia lato partner e non solo. Infatti – aggiunge Fabbri –questa realtà si è subito resa conto dei vantaggi che la completezza dello stack tecnologico di Dell Boomi può comportare e ha quindi deciso di estendere la configurazione iniziale con altri moduli”. L’introduzione della piattaforma ha inoltre comportato positivi “effetti collaterali”, come spiega Fabbri: “In questi 12 mesi man mano che queste progettualità andavano live, l’azienda ha potuto consolidare certi processi, che prima erano spalmati su 2-3 diverse nazioni europee, in un’unica location senza aumentare il numero di persone di quest’ultima e potendo dedicare ad altre attività le persone delle altre sedi che prima erano allocate a questo processo”.

Foto di Paolo Fabbri
Paolo Fabbri, Sales Italia di Dell Boomi

Pubblica amministrazione: il lancio di un nuovo servizio digitale per il cittadino

Un esempio di digital transformation nel pubblico, in tempi stretti e rispettando tutti i vincoli normativi nell’ambito del Waste Management dove data integration e data sanification contribuiscono all’efficientamento dei processi di raccolta rifiuti.

Parlando di lancio di nuovi servizi innovativi che riguardano il cittadino e che impattano anche i modelli operativi dell’azienda erogatrice, nell’altro esempio che ci porta Invernizzi, sono presenti ancora una volta fattori complessi di integrazione di applicazione legacy con altre di nuova generazione, con sistemi satellitari per la geolocalizzazione delle flotte, con processi articolati, normati e trasversali e un numero elevato di attori coinvolti. “Stiamo parlando di una municipalizzata molto grande che aveva la necessità di implementare il servizio di raccolta rifiuti porta a porta per le utenze non domestiche. Un nuovo servizio eseguito sul campo da diversi appaltatori, con l’utilizzo di tecnologie mobile (es. tablet e RFID) e con i dati che devono essere raccolti, arricchiti ed integrati in real-time nei sistemi centrali della municipalizzata”.

Numerosi vincoli normativi e di penali sulle tempistiche di realizzazione e di erogazione rappresentavano una forte barriera di ingresso e di rischio. Grazie a Boomi e ad un partner locale, la società appaltatrice è riuscita a soddisfare le stringenti richieste e ad erogare il servizio nei tempi e nei costi stabiliti garantendo alla municipalizzata l’accesso alle informazioni sul territorio, a strumenti avanzati di reporting e di notifica di anomalie ed eventi.

In futuro sarà possibile anche idenficare eventuali inadempienze contributive incronciando le diverse basi di dati: soldi pubblici recuperati con una semplice transazione, anche grazie alla sperimentazione della tecnologia Blockchain, pienamente supportata da Boomi in maniera nativa.

Retail: completa IT modernization in 3 mesi e supporto a processi rapidi

Fabbri ci illustra il caso di un altro cliente retail dove invece la piattaforma Dell Boomi ha rappresentato il ponte abilitante del ridisegno di un processo classico come quello del credito al consumo: “È un processo nel quale abbiamo 4 attori coinvolti: il merchant (in questo caso il nostro cliente) che offre un bene; il consumatore che lo vuole acquistare ma che ha bisogno di un finanziamento per poterlo fare; la società finanziaria di credito al consumo che eroga il prestito; un ente terzo che valida la sostenibilità del credito. La risposta [ossia il placet al consumatore per poter acquistare il bene contando sul finanziamento ndr] deve poter essere fornita anche in pochi minuti, in base all’importo del finanziamento, altrimenti si rischia una mancata vendita perché il consumatore si rivolge altrove. Il merchant deve quindi disporre di un cruscotto che tenga sotto controllo tutto il processo. Farlo con sistemi on premise è praticamente impossibile perché i tempi di risposta non avrebbero neanche un decimo della rapidità richiesta mentre con un’integrazione basata sulla nostra iPaaS – spiega Fabbri – possiamo garantire, da un lato, lo scambio in real time delle informazioni tra tutti gli attori di questo processo (ai quali, tra l’altro, si aggiunge spesso un quinto interlocutore che è un ente assicuratore del rischio aziendale) e, dall’altro, la protezione dei dati del consumatore”. Non dimentichiamo, infatti, che il consumatore potrebbe richiedere, una volta concluso il processo, la cancellazione di tutti i dati che lo riguardano: “Pensiamo – aggiunge Invernizzi – al diritto all’oblio introdotto dal GDPR. È un processo nuovo che l’azienda deve essere in grado di gestire e significa identificare univocamente l’utente, avere una chiara mappatura dei processi nei quali è coinvolto, capire dove risiedono i dati che lo riguardano. Difficile farlo se non si dispone di un sistema di gestione dei master data e ancora più difficile se il tutto non è automatizzato perché non si tratta di rispondere a una richiesta ogni tanto, ma di dover gestire centinaia di clienti contemporaneamente”.

Sanità: quando la tempestività e correttezza del processo è cruciale

L’ultimo esempio portato da Dell Boomi riguarda un settore particolarmente delicato: l’azienda in questione produce pace makers e macchine per interventi chirurgici ad alta criticità come il trapianto cuore-polmone: “Si tratta di una realtà italiana che fa parte di un gruppo americano, un’eccellenza in questo campo, tanto da vantare il 60% del marketshare a livello mondiale e i cui clienti sono gli ospedali e, ovviamente, le équipe medicali. Gestire il processo di ordering tra quando ci sarà l’operazione, la disponibilità del pace maker o anche dell’organo da parte del donatore, le condizioni del paziente affinché l’intervento possa essere effettuato, è estremamente critico: un piccolo errore può rapidamente propagarsi in tutte le fasi del processo con conseguenze anche gravi”, spiega Fabbri inquadrando il contesto.

In questo caso, l’adozione di una soluzione di automazione del processo prevedeva l’integrazione di un sistema EDI (Electronic Data Interchange), dalla ricezione dell’ordine alla messa in produzione: “Utilizzando la nostra soluzione, grazie al modulo Exchange, è stato possibile effettuare questa integrazione in modo estremamente semplice mantenendo all’interno dell’azienda la gestione del processo EDI. Questa piattaforma, infatti, semplifica talmente questo processo che molte aziende che avevano esternalizzato la gestione EDI [che, ricordiamo, è un protocollo di interscambio dati strutturato che coinvolge vari sistemi aziendali, ERP in primis ndr] oggi la stanno riportando all’interno”, conclude Fabbri.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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