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Piattaforme iPaaS: uno sguardo al mercato

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Vendor Overview

Piattaforme iPaaS: uno sguardo al mercato

06 Dic 2017

di Giampiero Carli Ballola

Esaminiamo, con l’aiuto delle analisi di Gartner e Forrester, l’offerta delle principali piattaforme d’integrazione applicativa e Api management fornite come servizio cloud e usabili in ambienti ibridi o multicloud. Un mondo in piena evoluzione dove vendor globali e consolidati si trovano a competere con piccole software house fortemente specializzate.

Nel numero 412 di ZeroUno, uscito nel giugno di quest’anno, è stato pubblicato un ampio e articolato servizio sullo stato e l’evoluzione delle piattaforme per l’integrazione dei dati e delle applicazioni e per la gestione delle Api. Strumenti fondamentali per l’abilitazione del business digitale e della rivoluzione economica che vi sottende. Di quel servizio, del quale riportiamo i riferimenti, questo articolo è in un certo senso un seguito, in quanto tratta, sia pure in breve, dell’offerta dei player principali della punta più avanzata del mercato: quella delle iPaaS.

Le iPaaS (integration Platform as a Service) rappresentano infatti, secondo il giudizio degli analisti, la soluzione migliore per l’integrazione applicativa in ambienti ibridi e multicloud, dove cioè convivono ambienti on-premises e/o su cloud privato con ambienti su uno o più cloud pubblici. Una situazione che, lungi dall’essere un caso-limite, è invece la tendenza emergente nelle realtà rivolte al business digitale. Inoltre, l’alto livello di astrazione che una piattaforma ibrida e multicloud impone, comporta una semplificazione dell’ambiente di sviluppo, spesso tipo DevOps, e di quello operativo, che talvolta arriva a proporre modalità ‘self service’. Due grandi vantaggi nella scarsità di skill adeguati ad affrontare i problemi di un’integrazione dinamica tra applicazioni a loro volta in trasformazione continua.

La complessità delle iPaaS, definibili come un insieme di servizi cloud che permettono di integrare, in ordine d’astrazione crescente, dati, applicazioni, servizi e processi, comporta un’analoga complessità dei criteri valutativi di un’offerta a sua volta molto articolata. Ciò vale soprattutto per la contiguità delle soluzioni iPaaS con le piattaforme d’integrazione ibrida. Contiguità che è sia tecnologica, perché, come giustamente osserva Forrester, l’architettura delle due soluzioni è in sostanza la stessa; sia di mercato, dato che molti vendor di piattaforme ibride hanno anche soluzioni iPaaS (vedi figura 1).

Sovrapposizione IpaaS e Hybrid Integration
Figura 1 – Sovrapposizione delle offerte iPaaS e d’integrazione ibrida – Fonte: Forrester Research

Dovendo decidere comunque di quali fornitori dare una sia pur breve descrizione, abbiamo scelto di basarci sui vendor che sia gli analisti di Gartner come quelli di Forrester valutano come “leader” nelle indagini sulle quali ci siamo basati e alle quali rimandiamo per ogni ulteriore approfondimento.

Questo, in ordine alfabetico, l’elenco dei nomi, con due piccole precisazioni:

  1. abbiamo incluso Software AG, sebbene questa non sia vista né da Gartner né da Forrester come vendor iPaaS, in quanto leader (per Forrester è il n°1) nelle piattaforme ibride;
  2. abbiamo incluso IBM anche se, per Garner, più che ‘leader’ è ‘visionaria’.

Dell Boomi

Nata nel 2010 dall’acquisizione di Boomi da parte di Dell, la sua offerta si articola in soluzioni per l’integrazione e la gestione delle Api e dei Master Data e nella piattaforma AtomSphere. Questa è disponibile in diverse edizioni per target d’utenza ed è fruibile sul cloud o in modalità ibrida. La tecnologia gira su Cloud Foundry o su qualsiasi Java VM e dà la possibilità di esporre gli endpoint in modo che possano essere acceduti e usati da più utenti. L’abbonamento comprende un supporto standard, ma si possono avere, a parte, supporti extra e funzionalità aggiuntive.

Pregi

  1. si tratta d’una piattaforma sperimentata e versatile, che supporta varie modalità di integrazione, dal B2B all’IoT, con buone valutazioni per facilità d’uso, livello di servizio e rispetto degli SLA concordati;
  2. i prossimi sviluppi prevedono un framework per l’event management, un connettore blockchain e l’integrazione dei tool analitici, oltre a una serie di miglioramenti per il deployment multicloud;
  3. la strategia di espansione commerciale punta in particolare all’Europa e alla media-piccola impresa.

Limiti

  1. il rapporto tra il costo e il valore percepito dagli utenti è inferiore alla media e a volte ciò è motivo di scarto nella software selection;
  2. la società è in rapida crescita e ciò, paradossalmente, può diventare un limite qualora vada a scapito della qualità del servizio, un rischio che Dell dovrà saper controllare.

IBM

L’Application Integration Suite comprende tre gruppi di prodotti: Api Connect; App Connect Professional e Integration Bus on Cloud. Per la data integration Ibm raccomanda il proprio Information Server, che permette agli utenti di distribuire la logica dei job su una o più macchine. L’offerta iPaaS è via AWS e Azure, oltre che ovviamente su Ibm Cloud e i prodotti girano su servizi Cloud Foundry.

Pregi

  1. le diverse tecnologie della suite permettono di sfruttare i diversi skill disponibili in azienda, dagli sviluppatori ai preparatori dei dati; ciò è importante per le realtà che faticano a far crescere le capacità interne restando al passo con la delivery di applicazioni integrate dinamicamente;
  2. il consolidamento della piattaforma continua e la suite, anche tramite partnership strategiche come quella con Salesforce, sta diventando una soluzione iPaaS omnicomprensiva;
  3. per completezza funzionale e pricing gli utenti valutano l’offerta Ibm superiore alla media.

Limiti

  1. il giudizio su alcune voci riguardanti sia i prodotti sia il supporto del vendor è critico. Secondo Gartner, ciò fa credere che i vantaggi del recente lavoro sulla piattaforma non siano ancora evidenti.

Jitterbit

La Harmony Platform, che la società ha lanciato nel 2014 e che si può avere in prova gratuita per un mese, assicura un pieno supporto all’integrazione di ambienti cloud e on-premises di diverse realtà che debbano operare insieme. Esistono strumenti per la creazione e gestione delle Api e schemi predisposti per i casi d’integrazione più comuni.

Pregi

  1. l’implementazione rapida e la facilità d’integrare i più diffusi ambienti business, tipo Salesforce, SAP, Oracle e altri, danno un buon risultato in termini di valore ottenuto in rapporto al costo;
  2. viene riconosciuta la capacità di cogliere i bisogni del cliente e fornire appropriata assistenza;
  3. la crescente attenzione verso l’ IoT, le app mobili e i big data (compresi Hadoop e MongoDB) rendono la piattaforma adatta al business digitale.

Limiti

  1. per alcuni c’è una carenza di expertise al di là dei casi più semplici e delle best practices più diffuse;
  2. per chi operi a livello multinazionale non è facile trovare nei vari paesi risorse certificate e con una profonda conoscenza della piattaforma.

Informatica

La Informatica Cloud Integration, parte della più ampia proposta Informatica Cloud, è una iPaaS per l’integrazione di dati, applicazioni e processi che gira on-premises, sul cloud AWS e Azure e in ambiente ibrido. È disponibile in edizioni diverse per ampiezza funzionale e numero di endpoint connessi.

Pregi

  1. i tool di big data management e PowerCenter, la piattaforma di data integration, condividono lo stesso metadata repository e lo stesso linguaggio di data transformation, per cui la piattaforma appare pronta all’integrazione dinamica dei systems of engagement con i sistemi transazionali;
  2. la società prevede una veloce evoluzione tecnologica, con architettura basata su microservizi, flussi integrativi autogenerati, intelligenza artificiale per la gestione dei metadati, supporto all’IoT e al data streaming e altro.

Limiti

  1. un’availability garantita da SLA è data solo su richiesta e per alcuni utenti la capacità di fornire i livelli di servizio attesi è migliorabile;
  2. sebbene il valore del prodotto sia riconosciuto, il costo è giudicato elevato;
  3. la piattaforma comprende tecnologie sviluppate da Informatica e altre acquisite e secondo alcuni utenti lo stacco è avvertibile.

MuleSoft

Presente in Italia tramite Omnia Group, la società fornisce Anypoint Platform, una soluzione che oggi conta un migliaio di clienti enterprise e offre Api management e integrazione tra dati e applicazioni eterogenee. Anypoint gira in qualsiasi ambiente Cloud Foundry o Docker, così come su AWS e Azure, in deployment cloud, ibrido o on-premises.

Pregi

  1. l’architettura event-driven garantisce elevate prestazioni sotto pesanti carichi di lavoro, scalabili su cloud pubblici o privati;
  2. i team DevOps condividono un medesimo ambiente per lo sviluppo, le operazioni e la manutenzione;
  3. la valutazione da parte degli utenti è superiore alla media per il supporto tecnico e commerciale, i servizi professionali e la documentazione; anche l’affidabilità della tecnologia è molto apprezzata.

Limiti

  1. il pricing della piattaforma e dei relativi add-on è recentemente aumentato e nonostante le qualità del prodotto il rapporto prezzo-prestazioni risulta inferiore alla media;
  2. secondo un’indagine Gartner, la piattaforma richiede personale esperto; va però detto che in caso di semplici integrazioni ad hoc, il nuovo Anypoint Design Center flow designer fornisce un’interfaccia grafica che non richiede la scrittura di codice.

Oracle

Tra i pochi nomi in grado di fornire via cloud l’intero spettro It, dall’infrastruttura ai livelli più alti di astrazione e servizio, oggi ha due proposte iPaaS: gli Integration Cloud Services, mirati ad integrazioni ad hoc, e i SOA Cloud Services, per gli specialisti. L’offerta include però molti altri servizi fruibili via cloud privato o pubblico dai propri data center, che si possono combinare a fini di produttività, come i Self Service Automation, per i cosiddetti ‘citizen integrator’, quelli cioè che non sono parte delle risorse It.

Pregi

  1. la modularità dei vari servizi cloud dà agli utenti libertà e flessibilità di scelta nel percorso d’implementazione, anche se crea qualche confusione e fa lievitare i costi totali;
  2. la presenza globale della società e dalla sua rete di partner facilita il reperimento di risorse qualificate;
  3. la roadmap per l’integrazione dei servizi iPaaS con gli altri servizi di piattaforma prosegue, con risultati che provano la capacità di Oracle in quest’area.

Limiti

  1. l’insieme del portfolio dei servizi Oracle può diventare complesso da gestire;
  2. da un’analisi sugli utenti, l’offerta iPaaS Oracle risulta inferiore alla media per l’amministrazione, monitoraggio e gestione.

SnapLogic

Da tre anni in forte sviluppo, la società offre con la Enterprise Integration Cloud la capacità d’integrare servizi cloud e on-premises tramite un’interfaccia intuitiva adatta ad architetti come a integratori ad hoc. Si possono creare e modificare schemi d’integrazione riutilizzabili, sviluppare i propri flussi integrativi (pipeline) e sfruttare gli oltre 400 adattatori (detti Snaps) forniti dal vendor.

Pregi

  1. la qualità del software, che supporta deployment ibridi e una varietà di use-case, specie nell’integrazione di big data e applicazioni d’analisi;
  2. la facilità di amministrazione e d’uso, riconosciuta superiore alla media;
  3. molto apprezzata dagli per utenti anche la capacità e affidabilità del team commerciale.

Limiti

  1. SnapLogic non abilita l’integrazione B2B e l’interoperabilità EDI (sulle quali però è in partnership con DiCentral), né fornisce dei mezzi di gestione delle Api;
  2. il marketing e il pricing sono orientati alle grandi imprese, con poco interesse al midmarket.

Software AG

La Digital Business Integration Platform, che gira su Cloud Foundry o su qualsiasi ambiente cloud supportato da Docker, fornisce tutte le tipiche capacità d’una soluzione d’integrazione applicativa di classe enterprise. Ha strumenti d’orchestrazione, supporta schemi d’integrazione multipli e offre più di cento servizi di trasformazione dati nei formati voluti dagli utenti. Questi possono inoltre estendere gli schemi d’integrazione con numerosi strumenti aggiuntivi di gestione delle Api, d’integrazione B2B, di event processing, di file transfer gestito e messaging. Sono previsti un gateway per le Api via cloud, migloramenti della piattaforma DevOps per lo sviluppo rapido di applicazioni e strumenti di mappatura dei processi assistita.

Pregi e Limiti

Le analisi Forrester sulle quali ci siamo basati e che pongono Software AG tra i vendor in fase di espansione al cloud della propria offerta, non entrano in dettagli sui pro e contro delle soluzioni.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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