Dell Boomi: l’integrazione al tempo dell’hybrid It

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Dell Boomi: l’integrazione al tempo dell’hybrid It

Il pioniere dell’ iPaaS (integration platform as a service) racconta vision e strategie per accelerare e semplificare la comunicazione tra sistemi on-premise e multicloud

12 Apr 2017

di Arianna Leonardi

Nel contesto IT ibrido e multicloud, la parola magica è integrazione: delle applicazioni, dei dati, dei processi. Per vincere la sfida dell’agilità, le aziende ricorrono sempre più spesso a soluzioni as-a-service che devono comunicare tra loro e con il legacy storico. Come fare? Tra le soluzioni, l’iPaaS (Integration platform as a service) sta emergendo come alternativa cloud alle piattaforme di integrazione on-premise e Dell Boomi è tra gli attori che cavalcano l’onda. ZeroUno ha intervistato il management della società (divisione di Dell dall’acquisizione del 2010), a latere dell’Executive Dinner organizzato di recente da ZeroUno in partnership con Mind Mercatis, partner storico di Boomi per l’Italia.

“La nostra soluzione – ha dichiarato Ian Currie, Director, Emea Sales & Business Development della multinazionale – è un abilitatore della best-of-breed strategy delle imprese. Le aziende tradizionali devono cambiare il passo per competere con i disruptor: l’hybrid IT permette di creare la migliore combinazione di tecnologie (non necessariamente cloud) a supporto dell’innovazione. Tuttavia, si apre il problema di come integrare il nuovo ecosistema”.

Ian Currie, Director, Emea Sales & Business Development di Dell Boomi

Secondo Gartner, il mercato iPaaS avrà una crescita esponenziale nei prossimi cinque anni e i numeri di Boomi confermano la tendenza: “Attualmente – ha sottolineato Currie – abbiamo 5.300 clienti nel mondo, di cui ben 1.400 acquisiti lo scorso anno con una media di 4 al giorno. Tutti i clienti accedono alla stessa piattaforma (Boomi è single-platform e multi-tenant) e hanno sempre a disposizione l’ultima versione del software, che viene aggiornato automaticamente 11 volte all’anno”.

“Oltre all’upgrade continuo – ha aggiunto Max W. van Eeghen, Regional Sales Director di Dell Boomi -, tra i vantaggi della piattaforma, la vista centralizzata su tutte le integrazioni a livello worldwide semplifica le operazioni di monitoraggio, gestione e governance, facilitando la collaboration tra sviluppatori geograficamente distanti, che possono accedere alla piattaforma in mobility, attraverso un laptop”.

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Come ha spiegato Currie, Boomi include moduli di integrazione, API management, Electronic Design Automation management e master data management. Dallo scorso 16 marzo, include anche le funzionalità dell’acquisita ManyWho, piattaforma di sviluppo per workflow application.

Currie ha offerto qualche esempio applicativo di Boomi: per gestire la comunicazione e le transazioni con i partner lungo la supply chain; per integrare specifiche applicazioni on-premise e cloud (ad esempio, Sap e SalesForce); per progetti dipartimentali di cloud service e mobile app integration; per la gestione dei dati IoT; per la rapida integrazione dei sistemi nei casi di merge&acquisition; per adozioni più consistenti volte a sostituire i middleware di integrazione esistenti (il caso Novartis). “Oggi – ha evidenziato van Eeghen – l’agilità e il time-to-market sono cruciali. Bisogna mettere subito in grado le aziende di comunicare e collaborare, raccogliere i dati e analizzarli per prendere decisioni rapide. Boomi offre una soluzione di facile configurazione, con tecniche drag-and-drop e senza utilizzo di codice, adatta anche agli integration citiziens (ovvero al personale non tecnico)”.

Magic Quadrant for Enterprise Integration Platform as a Service
Fonte: Gartner (March 2017)

Boomi è considerato da Gartner, Forrester e Ovum tra i leader del mercato iPaaS. Currie ha sintetizzato le ragioni di questo posizionamento e la strategia per mantenerlo: “Siamo i pionieri delle piattaforme di integrazione cloud-native; Dell crede e investe in Boomi; il mercato iPaaS e la nostra unit crescono, permettendoci ulteriori investimenti; la cultura aziendale è orientata all’innovazione. Inoltre, i clienti, condividendo anonimamente le informazioni sull’utilizzo di Boomi, ci hanno permesso di costruire 27 milioni di mappe per l’integrazione tra applicazioni differenti, che possono essere riutilizzate per altri casi. Più è ampia la base clienti, più la piattaforma diventa intelligente”. Infine, Currie ha portato l’attenzione sull’importanza dell’ecosistema dei partner commerciali e tecnologici, nonché sulla cura del cliente: “Boomi è 100% cloud, quindi il nostro modello di business si basa sulle sottoscrizioni: perché un deal diventi profittevole, il cliente deve seguirci per un certo periodo di tempo. Ecco perché la fidelizzazione è cruciale: oggi abbiamo raggiunto un tasso di rinnovo del 94%”.

Arianna Leonardi

Giornalista

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