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Integrazione: al centro dei percorsi delle aziende italiane

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Executive Dinner

Integrazione: al centro dei percorsi delle aziende italiane

23 Mar 2017

di Arianna Leonardi

Nei nuovi ambienti hybrid, integrazione è la parola magica. Ma come connettere dati eterogenei e applicazioni multicloud? L’Executive Dinner di ZeroUno, realizzato in collaborazione con Mind-Mercatis, ha portato al tavolo un ventaglio di esperienze concrete

L’Executive Dinner di recente organizzato da ZeroUno in collaborazione con Mind-Mercatis (consulente It specializzato in progetti di integrazione), dal titolo “Cloud Integration Design: progettare l’integrazione di sistemi eterogenei attraverso le iPaaS” ha messo al centro le esperienze reali delle aziende italiane alle prese con i nuovi ambienti ibridi. Sotto la lente di ingrandimento, i percorsi per connettere dati eterogenei, applicazioni multicloud e sistemi legacy, riducendo la complessità e contenendo i costi.

Di questo servizio fa parte anche il seguente articolo:
LO SCENARIO – iPaaS, come progettare l’integrazione per l’hybrid It

Il caso Banzai

Stefano Smareglia, ex CTO di Banzai commerce (oggi It Digital Director di Luxottica)

Stefano Smareglia, allora CTO di Banzai commerce (oggi It Digital Director di Luxottica), l’ospite della serata, raccontando la sua precedente esperienza in Banzai (oggi ePrice, società di ecommerce numero 2 in Italia dopo Amazon, specializzata nella vendita di prodotti tech ed elettrodomestici), dove nel 2013, sulla spinta della quotazione in Borsa, il team It si è trovato a dover gestire, molto velocemente, progetti di innovazione tecnologica complessi. La sfida, allora, era passare da un modello di sviluppo in-house ad uno basato sull’integrazione, per accelerare il rilascio dei nuovi servizi. “Avevamo sentito parlare di iPaaS, ma eravamo scettici. Per una serie di occasioni, siamo entrati in contatto con Mind-Mercatis e richiesto un Poc in quattro giorni con la piattaforma Dell Boomi. Il risultato ci ha subito convinti”.

Il contesto in cui opera Banzai è ad alta complessità: “L’azienda cresceva più  del 20% all’anno e soprattutto doveva gestire picchi di vendita estenuanti (il caso blackfriday, ad esempio, è una sfida pazzesca, dice Smareglia). Più che un sito di ecommerce, la realtà ricorda una società di trading: avevamo allora la necessità di analizzare in tempo reale le offerte di diversi fornitori, confrontandoci continuamente con la concorrenza, per proporre al cliente i prodotti desiderati al miglior prezzo”. La situazione si complica con l’aggiunta di tutti i sistemi per la gestione degli ordini e la delivery, interfacciati con i diversi fornitori, con l’obiettivo di soddisfare le aspettative dei clienti sui tempi di consegna. “Avevamo un budget rilevante da spendere in due anni – ha proseguito Smareglia sottolineando come i problemi ci siano anche quando la disponibilità di investimento è elevata ma il committment è fortissimo –  ma le richieste di business erano continue e con time-to-market ridotto. Necessitavamo di scalabilità e di integrazioni veloci”.

Un momento di confronto durante l’evento

“Il rischio in questi casi – è intervenuto Simone Avogadro, Ceo di Mind-Mercatis – è perdere il controllo sui sistemi informativi, trovandosi con una miriade di servizi multivendor che non comunicano tra loro. La sfida è costruire un ambiente scalabile, in grado di crescere secondo le necessità di business e di budget, preservando l’esistente. In termini di governance, le soluzioni iPaaS permettono oggi una vista centralizzata su tutti i processi aziendali e le integrazioni coinvolte, garantendo costi predicibili, velocità di implementazione, facilità d’uso anche per utenti senza competenze tecniche, grazie alle interfacce visuali e ai wizard”.

Integrazione e vendor lock-in

Simone Avogadro, Ceo di Mind-Mercatis

Avogadro è partito da una considerazione: governare l’innovazione è governare l’integrazione, perché oggi la maggioranza dei software è scritto da altri, mentre l’It aziendale si occupa di integrazione e personalizzazione. “Con l’acquisto dei servizi dall’esterno – ha spiegato – si tende a delegare al vendor anche l’integrazione, che spesso viene fatta custom, su misura per il prodotto specifico. Si arriva così a una situazione di vendor lock-in e spaghetti integration, mentre le soluzioni iPaaS, con un modello di integrazione bus-driven, permettono il disaccoppiamento dagli applicativi che realizzano le singole funzioni, permettendo così un maggiore controllo”.

“Il PaaS ha un costo di competenza iniziale – ha commentato Stefano Mainetti,Co-Direttore Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service School of Management del Politecnico di Milano – ma i vantaggi in termini di produttività sono impressionanti. Oggi l’offerta applicativa è in continua crescita, con startup che propongono tantissimi servizi innovativi; è una grande opportunità per le aziende, che devono essere in grado di attingere al bacino di offerta, con la libertà di accendere e spegnere le applicazioni scegliendo sempre quella ottimale”.

Valorizzare il legacy, aprirsi al nuovo

Davide Benedetto, Responsabile Architetture It di Siram

Altre due testimonianze hanno poi confermato l’esigenza di integrazione, con la ricerca di soluzioni innovative all’esterno e un legacy che va mantenuto e valorizzato.

“Abbiamo un’importante implementazione Erp – ha raccontato Davide Benedetto, Responsabile Architetture It di Siram – che funziona e intendiamo mantenere, ma l’azienda oggi ci chiede maggiore velocità nel time-to-market. Quindi anziché migrare l’on-premise esistente, stiamo lavorando per creare e integrare moduli esterni in SaaS. Oggi gli investimenti It sono molto sbilanciati su cloud e soluzioni digitali. La partita è trovare la piattaforma di integrazione in grado di connettere anche le soluzioni di prossima generazione, ragionando in ottica futura”.

Matteo Gatti, responsabile Marketing Business Information di Ribes

“Noi vendiamo dati – ha detto Matteo Gatti, responsabile Marketing Business Information di Ribes – e ci troviamo vincolati da normative vecchie, mentre il business fatica a comprendere le problematiche tecnologiche e di compliance. La sfida è costruire delle interfacce che ci permettano di integrare rapidamente i dati e rispondere alle esigenze dei nostri clienti”.

“È la classica esigenza bimodale – ha suggerito Mainetti -: mantenere solido il core pur rispondendo velocemente alle necessità aziendali. Smontare il vecchio richiede impegno e va fatto nei momenti di rottura, ad esempio quando entra un fondo o c’è un cambio generazionale. Bisogna quindi costruire un layer di integrazione indipendente, disaccoppiando le applicazioni”.

“Se il budget It è limitato – ha detto Avogadro – va speso tutto in progetti di innovazione. Se funziona, il legacy va mantenuto. Una tecnologia di integrazione efficiente, capace di connettere sistemi core e nuovi servizi, permette di riusare gli investimenti pregressi, investendo sul nuovo”.

L’It cambia ruolo

Ma come ottenere il commitment aziendale e l’approvazione dei budget per le tecnologie di integrazione?

“Una direzione It che ha sistemi di misura sull’erogazione servizi – ha detto Mainetti – cambia i meccanismi di reporting e l’interlocuzione con il business. Se si è capaci di dimostrare l’efficacia delle tecnologie in uso ai fini della riduzione del time-to-market, il business plan si redige velocemente e l’It ha un punto forte a disposizione da giocare. L’Enterprise Architect smette di essere il freno all’operatività e diventa la persona che offre opzioni di business: ecco il valore delle piattaforme di integrazione. L’It si siede al board e parla di business con uomini di business smarriti di fronte alla trasformazione digitale”.

“Quando il business percepisce che l’iPaaS permette di raggiungere più rapidamente un risultato – ha aggiunto Avogadro – è disposto a sperimentare. Si inizia a ragionare in termini di cicli prototipali di meno di una settimana”.

Giovanni Canfora, Responsabile Sistemi informativi di Milano Ristorazione

“Il pericolo in questo momento – ha evidenziato Giovanni Canfora, Responsabile Sistemi informativi di Milano Ristorazione – è che il business corre molto più veloce e richiede delivery rapide. L’It si porta così dei costi a bordo senza magari riuscire a ottenere i risultati promessi dai business case. La capacità dell’It manager è non dimostrarsi sempre negativo, ma neanche di essere troppo assecondante: bisogna chiedere al business di ragionare insieme a tavolino”.

“Bisogna giocare in squadra – ha concluso Mainetti -. Oggi le competenze dell’It si disciolgono fino alle linee di business. Con le piattaforme iPaaS salendo di livello di astrazione c’è poco codice da scrivere, i processi sono agili, si riducono i tempi di rilascio, quindi c’è spazio per sperimentare. Forse c’è ancora una mancanza di skill, ma la trasformazione digitale è un grande incentivo per i giovani, anche al fine di assicurarsi un futuro”.


Progettare l’integrazione con Mind-Mercatis e Dell Boomi

Partecipata di LH – System Management Group, Mind-Mercatis è una società di consulenza It specializzata in processi di integrazione applicativa, tecnologica e organizzativa. Sul fronte del Cloud Integration Design, l’azienda offre servizi di assessment su ambienti ibridi complessi per proporre soluzioni personalizzate di integrazione, basate su tecnologie iPaaS (Integration Platform-as-a-Service). Tra queste, Dell-Boomi è stata riconosciuta da Gartner come leader di settore dal 2014. La piattaforma eroga servizi di integrazione nativa fra sistemi on-premise (database, file system, mail eccetera) e cloud (web service, API Cloud e così via), il tutto in modalità SaaS, con accesso via browser. Fornisce connettori specifici per più di 60 applicazioni commerciali: da Adp a Zuora, passando per SAP, Salesforces, Success Factor, Taleo.

L’accesso, la trasformazione e la trasmissione dei dati tra applicazioni diverse vengono definiti in un ambiente di sviluppo visuale ad alto livello, con deployment versionato e monitoraggio dello stato e dello storico dei processi attivati, permettendo efficacia di governance.

Mind-Mercatis ha ottenuto la certificazione Dell Boomi dal 2013 e rappresenta il partner tecnologico di riferimento per l’Italia e il Sud Europa.

 

Arianna Leonardi

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