Cos’è e come funziona Remote Desktop Protocol

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Cos’è e come funziona Remote Desktop Protocol

Remote Desktop Protocol è il protocollo proprietario Microsoft che abilità la funzionalità di Desktop Remoto in ambiente Windows, assecondando così un’esigenza molto sentita soprattutto in ambito aziendale. Nato con Windows XP, il client è disponibile anche per MacOS, Linux e Unix

18 Feb 2020

di Emanuele Villa

Remote Desktop Protocol nasce per supportare un’esigenza specifica: quella di usare un dispositivo per controllarne un altro, ovvero in altri termini per aprire una sessione utente di tipo grafico su un computer remoto; tale esigenza è molto sentita in ambito aziendale, laddove ha un ruolo importante nel rendere più efficienti e gestibili i carichi di lavoro dell’IT. Mediante una soluzione di Remote Desktop, l’utente locale visualizza l’interfaccia grafica del dispositivo remoto e può agire direttamente su di esso usando gli strumenti di I/O del PC locale.

I requisiti indispensabili sono tre: un programma di controllo presente su entrambe le macchine, una buona connessione di rete – data la necessità di trasmettere e visualizzare l’interfaccia del PC remoto su quello locale – e un protocollo che permetta tale connessione: nell’ecosistema Microsoft, questo protocollo è RDP, acronimo di Remote Desktop Protocol.

Cos’è Remote Desktop Protocol, il protocollo proprietario Microsoft

Partiamo dunque dalla definizione: RDP, o Remote Desktop Protocol, è un protocollo proprietario Microsoft sviluppato al fine di fornire all’utente un’interfaccia grafica per la connessione a un altro computer via rete. Il sistema consta di un client e dell’RDP server installato sul desktop remoto: il client venne rilasciato per la prima volta nel 2001 con Windows XP ed è stato costantemente aggiornato fino a Windows 10. Nella sua essenza, dunque, RDP è ciò che permette al client di collegarsi e controllare il server tramite interfaccia grafica e dispositivi I/O locali.

Remote Desktop Protocol è uno dei componenti che abilitano i Remote Desktop Services di Microsoft Windows, la tecnologia server-based di Microsoft che ha preso il posto – quanto meno nella nomenclatura – dei Terminal Services di Windows Server 2008 e versioni precedenti. Componenti essenziali dell’architettura Remote Desktop Services (RDS) sono, lato server, il Terminal Server e il Remote Desktop Gateway, mentre lato client troviamo il Remote Desktop, o più correttamente Remote Desktop Connection (RDC).

I client sono attualmente disponibili per Windows, MacOS, Linux, Unix, mentre il server è integrato in tutti i sistemi Windows; il protocollo RDP fornisce il servizio di accesso remoto attraverso la porta 3389.

Come funziona RDP

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A livello tecnico, Remote Desktop Protocol (RDP) è un protocollo di tipo multicanale, basato sulla famiglia ITU-T.120 e compatibile con diverse topologie di rete, tra le quali TCP/IP, ISDN e diversi protocolli LAN.

In quanto protocollo multicanale, dispone di svariati canali virtuali distinti per i dati di presentazione, per le comunicazioni con le periferiche, per i dati a elevato livello di crittografia (tastiera, mouse) ecc. Tra le caratteristiche degne di nota di Remote Desktop Protocol possiamo segnalare, oltre alle ovvie capacità di trasferimento dati tra client e server e di negoziazione, il supporto per le comunicazioni multipunto, utili per la trasmissione in tempo reale dei dati di un’applicazione verso più utenti, nonché la disponibilità di 64.000 canali separati per la trasmissione dei dati. Tutta l’attività del protocollo RDP è gestita dal driver di periferica di Terminal Server e dai suoi componenti, tra cui l’RDP driver che gestisce i trasferimenti, la crittografia e l’interfaccia utente.

Sempre in ambito di caratteristiche del protocollo, sono parimenti rilevanti l’encryption dei dati a 128 bit tramite l’algoritmo RC4, la funzionalità di audio redirection, che permette di ascoltare l’audio del desktop remoto sulla postazione locale, di printer e port redirection, nonché il supporto multi monitor. Nonostante il protocollo RDP sia stato oggetto di problemi di sicurezza in passato, causati da alcune vulnerabilità, Microsoft ha investito molto sulla sicurezza, e le versioni più recenti del protocollo implementano meccanismi avanzati di gestione degli accessi. Infine, degne di menzione sono l’ottimizzazione del transfer rate in funzione delle caratteristiche della connessione adottata nonché, tra le funzionalità introdotte con l’ultima versione 10, l’implementazione degli algoritmi di compressione video H.264/AVC per l’ottimizzazione della banda.

Perché una soluzione di Remote Desktop

Le esigenze che portano all’utilizzo di una soluzione di desktop remoto possono essere le più disparate, soprattutto in ambito aziendale: avviare una sessione sul laptop di un dipendente, controllare da casa il proprio PC desktop dell’ufficio, accedere (in piena era BYOD – Bring Your Own Device) a un dispositivo mobile per gestirne i dati e via dicendo.

Soprattutto in organizzazioni di grandi dimensioni, laddove la quantità di dispositivi da gestire è molto ampia, la pressione sull’IT per la soluzione di problematiche di routine è molto forte: per questo una soluzione di desktop remoto di tipo enterprise permette di accedere rapidamente al terminale remoto e gestirne le problematiche. Infine, Il desktop remoto è usato anche dagli utenti privati per connettere diverse postazioni di lavoro o di svago, al fine di condividerne le risorse.

Emanuele Villa

Giornalista

Appassionato di tecnologia da sempre, ho deciso che avrei impegnato il mio tempo raccontandola e lo faccio dal lontano 2000. Dopo un lungo percorso nel mondo della tecnologia consumer, ora mi occupo soprattutto di Digital Transformation.

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