Si è tenuta lo scorso 21 ottobre, in occasione dell’ultima
giornata di SMAU Milano, la cerimonia di premiazione dei Mobile
App Awards, il primo contest italiano di applicazioni Mobile
organizzato dalla School of Management del Politecnico di Milano.
Sono state premiate le migliori Applicazioni per
smartphone e tablet: cinque nell’ambito consumer e
tre nell’ambito business. I vincitori sono stati
selezionati fra numerosissime candidature, a testimonianza del
grande fermento imprenditoriale che il mercato delle Mobile App
sta attivando anche nel nostro Paese: sono state infatti ben 188
le applicazioni consumer candidate da parte di oltre 145 aziende
o sviluppatori indipendenti, e 78 le applicazioni business
presentate da 65 software house. Per l’ambito business si
è trattato principalmente di applicazioni per dispositivi
tablet, mentre nel mondo consumer la piattaforma d’elezione
è lo smartphone (in larga maggioranza iPhone). Tra i
partecipanti al contest, molto rilevante la presenza di
piccole imprese e sviluppatori indipendenti.
«Il mercato del Mobile sta conoscendo un momento di
espansione senza precedenti – ha affermato durante
la premiazione Filippo Renga, responsabile della ricerca degli
Osservatori Mobile del Politecnico di Milano – perché si
è innescato un circolo virtuoso alimentato sia
dall’evoluzione tecnologica, con il proliferare di device
sempre più evoluti, utenti entusiasti e la disponibilità di
reti cellulari di nuova generazione, sia da un’offerta che
vede i grandi over-the-top spingere il mercato in questa
direzione, a beneficio anche di player più piccoli. In Italia
esistono numerose esperienze di successo e in questi anni è
maturata una competenza molto forte su questi temi: sono
molteplici, quindi, le opportunità per le aziende
italiane».
La Mobile Revolution è iniziata
Nel mondo sono circa un milione le applicazioni disponibili sui
principali Application Store, con un numero totale di
download
di App pari a 30 miliardi dal momento del lancio dei primi
Store.
Secondo Renga, lo sviluppo di un’offerta sempre più ampia
di contenuti è solo uno degli elementi che hanno scatenato un
circolo virtuoso nel mercato del Mobile, che per la sua portata
si potrebbe definire Mobile Revolution. Diversi sono i dati a
testimonianza di questa tesi:
• il numero di smartphone sta rapidamente crescendo (+50% le
vendite nel 2011), anche grazie alla diffusione di dispositivi
dal prezzo contenuto. Con i tassi di crescita previsti, si stima
che nel giro di 3/4 anni gli smartphone (ad oggi circa 500
milioni nel mondo) supereranno in numero i PC (oggi pari a circa
1,4 miliardi);
• il numero di utenti che accedono a Internet da Mobile
continua a crescere a tassi elevatissimi e arriverà entro
massimo tre anni a superare a livello mondiale il numero di
utenti che vi accedono usando un PC;
• in molti Paesi si stanno già implementando le reti
cellulari di nuova generazione (LTE), che permetteranno di
portare la velocità di connessione su Mobile oltre i 100 megabit
al secondo (superiore di un ordine di grandezza a quella attuale,
basata su tecnologia Hsdpa);
• gli over-the-top – attori del calibro di Google, Amazon e
Facebook – stanno adattando la loro offerta al canale Mobile con
servizi e contenuti specifici , contribuendo alla diffusione e
popolarità del mezzo e con effetti positivi che si ripercuotono
sull’intera filiera
In questo contesto l’Italia, a differenza di quanto è
accaduto nel più tradizionale mondo dell’Internet
PC-centrico non ha nulla da invidiare alla maggior parte degli
altri Paesi europei:
• per la penetrazione di smartphone sul totale dei telefoni
cellulari (39%), tra le più alte a livello mondiale e maggiore,
per esempio, di quella degli Stati Uniti (dato comScore luglio
2011);
• per la diffusione di banda larga Mobile (39%) (dato OECD
giugno 2010);
• per il numero di persone che navigano su Internet dal
telefonino, che raggiunge quasi i 13 milioni al mese, pari alla
metà del totale utenti Internet (dati Nielsen primo trimestre
2011);
• per l’utilizzo poliedrico del cellulare che viene
fatto dagli italiani, che va ben al di là della semplice
comunicazione;
• per le imprese presenti nel nostro Paese specializzate nel
mondo Mobile e che possiedono competenze specifiche, con una
presenza significativa anche in altri mercati
internazionali.
Contando su queste solide basi, in Italia il Mobile può
quindi rappresentare anche una importante opportunità per
contribuire a superare il digital divide sia
infrastrutturale che culturale nella fornitura di
servizi, anche da parte della Pubblica Amministrazione.
Data la familiarità con il mezzo non è improbabile pensare che,
per esempio, nel nostro Paese ci saranno persone che
utilizzeranno servizi di Internet Banking prima da Mobile che da
PC.
Alla ricerca dei ricavi
Il mercato delle applicazioni è stato interessato da un tasso di
crescita importante nel corso degli ultimi anni e vale a livello
mondiale 3,5 miliardi di euro e in Italia circa 70 milioni. Le
opportunità esistono ma gli attori devono trovare il modo di
riuscire a coglierle e a convertirle in ricavi, elaborando le
opportune strategie e modelli di business. Il mercato è
giovane e in continua evoluzione, indicativo è per
esempio il fatto che nel corso dell’ultimo anno il modello
di revenues si sia completamente ribaltato: se nel 2010 il 70%
delle App disponibili sugli Store erano distribuite secondo una
logica di pay-per-download, oggi questa percentuale si è ridotta
al 30%, a vantaggio del modello – evidentemente più efficace –
dell’ “in-app billing”, per cui le applicazioni
sono scaricate gratuitamente e vengono invece fornite a pagamento
delle funzionalità aggiuntive da acquistare direttamente
dall’applicazione.
Le App consumer
Delle 188 App candidate il 28% appartiene alla categoria
“Utilità, Strumenti e Produttività”, il 25% a
“Giochi e Intrattenimento”, il 24% a
“MobileMarketing & Service”, il 16% a
“Informazione, Media ed Editoria” ed il 7% a
“Mobile Commerce & Payment”. Tre su quattro
applicazioni candidate sono state sviluppate per terminali
smartphone, mentre una su quattro per tablet. Oltre il 75% delle
applicazioni fa riferimento al mondo Apple, solo il 10% ed il 3%
rispettivamente ad Android-Google e BlackBerry.
Per quanto riguarda infine il modello di ricavo, si evidenzia una
forte presenza di applicazioni gratuite (67%), mentre solo
l’11% prevede un modello di revenue “in-app
billing”, ovvero l’acquisto di funzionalità
aggiuntive dall’interno di una App gratuita.
Le App business
Tra le App candidate la metà appartiene alla categoria
“Business Intelligence e Altre App Innovative”, il
32% è relativo a soluzioni a supporto della Forza Vendita
(categoria “Sales ForceAutomation”) ed il restante
18% riguarda la “Work Force Automation”.
A differenza delle candidature ricevute per il mondo consumer,
tra le App business dominano quelle sviluppate per i dispositivi
tablet (58%). Inoltre, nonostante più della metà delle App
(56%) sia specifica per il mondo Apple, la quota di Android-
Google e BlackBerry è maggiore (rispettivamente 21% e 4%), a
riprova del fatto che questi sistemi operativi rappresentano
sempre più, soprattutto nel mondo business, una valida
alternativa.
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