Semplificazione, sicurezza e performance: le infrastrutture secondo Riverbed

Un vendor specializzato in tecnologie per migliorare la fruibilità delle applicazioni in ambienti distribuiti. E che ha aggiunto una soluzione per consolidare centralmente lo storage dedicato a server locali senza pregiudicare la user experience. Intervista al country manager italiano.

Pubblicato il 21 Nov 2013

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Semplificazione, sicurezza e performance: le infrastrutture secondo Riverbed

Il consolidamento, insieme alla sicurezza e al supporto ai device mobili, è uno dei temi più caldi affrontati oggi dai responsabili delle infrastrutture It e dai Cio. Ne è convinto Albert Zammar, country manager di Riverbed, secondo il quale “anche in Italia ormai il 40% delle aziende ha completato il consolidamento delle infrastrutture. E il processo continua”.

Quali sono le ragioni dietro questo fenomeno? “Vi è una serie di motivi – risponde Zammar -. Tra questi si segnalano la semplificazione delle infrastrutture e della loro gestione e la maggiore sicurezza che è possibile ottenere centralizzando la gestione e il backup e recovery dei dati”. Soprattutto nelle realtà molto distribuite, in effetti, si assiste alla tendenza a ridurre le risorse installate presso le sedi remote e a consolidare i diversi data center in un unico centro connesso a un unico sito di disaster recovery.

Albert Zammar, country manager di Riverbed

Riverbed, vendor specializzato in performance management e monitoring, si è inserita fin dall’inizio nel trend verso il consolidamento. Le sue appliance fisiche e virtuali di Wan optimization Steelhead consentono di accelerare l’utilizzo delle applicazioni e il trasferimento di dati attraverso reti geografiche e network ibridi. Parallelamente, negli ultimi anni la società ha arricchito, anche attraverso acquisizioni, la propria offerta per l’ottimizzazione degli accessi agli application server. “Due anni fa – ricorda in particolare Zammar – abbiamo acquisito Zeus Technology e le sue soluzioni di application delivery controlling. Queste tecnologie consentono di ottimizzare gli accessi ai web application server da utenti distribuiti con gestione delle priorità, garanzia di sicurezza e management di architetture completamente virtualizzate”.

E dalla virtualizzazione si passa ai Software defined data center (Sddc). Anche Riverbed, infatti, rivendica un ruolo nello sviluppo dei Sddc, in particolare sotto gli aspetti del Software defined networking e (Sdn) e del virtual storage. Una delle novità più importanti del vendor è Granite Edge Virtual Server Infrastructure, una virtual server edge infrastructure (edge-Vsi) che integra le operazioni data center e distribuite superando la separazione tra le procedure, le infrastrutture e le applicazioni gestite centralmente e in periferia. Distinzione che traeva le sue ragioni dalla necessità di prevedere infrastrutture locali sufficientemente potenti per gestire applicazioni custom o molto write-intensive.

“Granite – sottolinea Zammar – permette di consolidare nel data center lo storage necessario ai server locali garantendo a questi le stesse performance dei sistemi storage periferici. In pratica permette agli utenti di accedere a isole di storage virtuali consolidate nel data center e di eliminare le risorse di archiviazione locali e i relativi rischi. Si tratta di un cambio di paradigma che permette di ridurre i costi legati alla proliferazione delle risorse storage, consolidare ulteriormente le infrastrutture, garantire maggiore sicurezza ai dati e semplificare i processi di backup dei dati delle filiali”.

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