OVH, investimenti e nuovi data center per la sfida cloud

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OVH, investimenti e nuovi data center per la sfida cloud

La società francese focalizza nuovi investimenti sul fronte datacenter per diventare soggetto di supporto alle strategie worldwide delle imprese verso il cloud. Ingresso di partner nel capitale sociale e nuovi prodotti per un mercato oggi ampissimo ma dove la competizione tra i player è senza esclusione di colpi

17 Ott 2016

di Stefano Uberti Foppa

PARIGI – La trasformazione delle aziende verso il cloud è oggi un mercato immenso. L’esternalizzazione di infrastrutture in cloud degli attuali sistemi informativi (per il 95% almeno ancora on premise) allo scopo di consentire alle aziende di concentrarsi sullo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e business model digitali, determina per i vari service provider grandi opportunità di business. Ma la lotta è dura ed è “qui e oggi”. Servono, di fatto, pesanti investimenti e una chiara roadmap tecnologica.
Tra gli attori che vogliono giocare una partita rilevante, punta ad avere un posto al sole la francese Ovh, una infrastructure service company con oggi 17 data center nel mondo e altri 10 in costruzione nei prossimi 12-18 mesi tra Italia/Milano, Spagna, Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna. Inoltre proprio a metà ottobre, durante il Summit Ovh Together, tenutosi a Parigi, è stata annunciata l’apertura dei data center di Varsavia, Singapore e Sydney.

Octave Klaba, fondatore e Cto di Ovh

La società è stata fondata nel 1999 da Octave Klaba, oggi Cto di un’azienda che conta circa 400 ingegneri dedicati alla Ricerca e Sviluppo, con un fatturato 2016 di 320 milioni di euro. “Ogni azienda di ogni settore si muoverà verso il cloud – dice Klaba. E noi dobbiamo dare una risposta di erogazione di servizi in ogni paese in cui le aziende competono. I mercati sono ormai internazionalizzati e un’azienda italiana si muove per il mondo; ma nei vari paesi in cui opera, là ci devono essere i dati, perché le modalità, le leggi sulla privacy, la cultura è molto differente da paese a paese. Anche per questo siamo cambiati rispetto a pochi anni fa. Oggi, proprio per servire questa domanda, abbiamo nelle diverse country una presenza con differenti declinazioni, con partner per supportare la trasformazione digitale delle imprese, persone sales dedicate, uffici e datacenter”.

Perché oggi serve lo Iaas?

Perché in questa fase le infrastrutture in modalità as-a-service rappresentano un valore? Le tecnologie oggi disponibili per innovare in chiave digitale i modelli di business sono numerose. La trasformazione della propria proposta di prodotti e servizi passa dall’opportunità di accedere a grandi potenze di elaborazione, storage, networking, sperimentando ambiti applicativi nuovi (big data e machine learning, ad esempio), realizzando in rapidità la rivoluzione mobile e facendo tutto questo su layer sempre più evoluti di sicurezza.
“Sia che un’azienda si trovi nella fase di Proof of concept – ha detto ancora Klaba – dove bisogna riuscire a validare o non validare velocemente, in quella dello scale out, dove invece serve sostenere una crescita pazzesca, conquistare quote di mercato, disporre rapidamente di tecnologie che funzionano o che si sia nel momento del consolidamento, in cui devi stabilizzare, ridurre i costi, gestire e integrare il legacy, il passo di innovazione deve essere mantenuto nell’’ordine dei mesi. Ti servirà sempre più potenza elaborativa e velocità. E’ qui che interviene un soggetto come Ovh, come un fattore di moltiplicatore e di supporto all’innovazione del modelli di business di impresa in chiave digitale” ha detto il fondatore.
“Oggi, tutte le grandi aziende hanno tantissimo legacy – ha continuato Klaba – e hanno bisogno di ridurre i costi. Noi abbiamo l’offerta Iaas basata su quelle tecnologie standard che garantiscono la compatibilità e la continuità con gli skill che le aziende hanno oggi in casa. Hai vSphere VMWare? Ok, non cambiare. Puoi far girare questa tecnologia in Ovh cloud. La transizione verso ambienti IT ibridi che integrino modelli public cloud-on premise, o anche ricorrendo a private cloud dedicato in Ovh per gestire picchi di traffico particolari, deve essere molto semplice”.
A questo proposito giunge la soluzione vRack per connettere public cloud, private cloud e gli ambienti dei server dedicati all’interno di un'unica rete sicura, mentre vRack Connect connette le infrastrutture interne aziendali non solo ai data center Ovh (vRack Dedicated Connect), ma anche ai data center dei partner (vRack Easy Connect), abilitando di fatto un accesso multicloud per fruire dei servizi di altri provider.
Insomma, Ovh si trova oggi nella fase di boost, di grandi investimenti. Servono più datacenter in più location, nuovi prodotti e nuovi servizi. La società ha messo sul piatto 1.5 miliardi di euro da spendere nei prossimi 5 anni, grazie anche ad un recente ingresso nel capitale dell’azienda di due società di investimento KKR e TowerBrook Capital Partners. Acquisiranno una quota di Ovh pari a 250 milioni di euro (la famiglia Klaba mantiene però la maggioranza), proprio per sostenere l’espansione dell’azienda.

Servizi e prodotti

A sostanziare questa strategia, articolata nelle tre fasi descritte di PoC, Scale out e Consolidation, sono arrivati alcuni nuovi prodotti e servizi. Ne citiamo solo alcuni. Tra questi, ad esempio, l’area del mobile hosting: “Qui parliamo di un ambito dedicato agli sviluppatori di applicazioni mobile – ha detto Klaba – che devono accedere alle risorse cloud in modo semplice e rapido. Focalizziamo con il mobile hosting una proposta molto specifica. Parliamo di platform in cui ritrovo ogni cosa che mi serve per lo sviluppo, ma senza preoccuparmi di dove questa risieda”. Più precisamente, sono disponibili quattro nuovi servizi per la gestione dei log, per rilevare, memorizzare e analizzare le metriche, l’orchestrazione di applicazioni Docker/container e il messaging.
Con Cloud desktop è possibile invece accedere ad un ambiente personale in cui l’utente si ritrova i propri dati, applicazioni, configurazioni e documenti in progress. Orientato ad accelerare l’utilizzo di applicazioni in mobilità, è possibile installare qualsiasi dispositivo utilizzando le licenze di cui già si dispone, un’opportunità resa possibile da un elevato livello di sicurezza dell’infrastruttura e dall’isolamento dei singoli desktop virtuali all’interno di una vLAN che ne rende sicuro l’accesso.
E a proposito di sicurezza, importante a nostro avviso l’annuncio in area SSL (Secure Socket Layer), la tecnologia standard per la connessione criptata, fondamentale nella trasmissione di numeri di carte di credito, credenziali di log in e in sostanza in tutte le connessioni critiche. Ovh ha presentato SSL Gateway, per la connessione sicura ai Web site, estendendo SSL ai nuovi servizi in private, public cloud, Virtual Private Server (Vps) e server dedicati.

 

Stefano Uberti Foppa

Digital innovation influencer

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, è stato direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360, fino al febbraio 2019. Oggi è una delle principali firme del magazine.

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