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Cisco e NetApp espandono la loro partnership

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Cisco e NetApp espandono la loro partnership

25 Feb 2013

di Nicoletta Boldrini

Le due aziende proseguono la collaborazione con l’obiettivo di aiutare le aziende ad integrare data center, filiali e cloud pubblici con l’architettura FlexPod. L’ampliamento della partnership agevolerà attività come l’integrazione delle tecnologie, lo sviluppo di soluzioni e la collaborazione per il go-to-market

Cisco e NetApp ampliano la propria partnership al fine di promuovere l’innovazione in tema di infrastrutture convergenti per unificare uffici remoti e filiali con data center e cloud pubblici, puntando sull’architettura FlexPod (che comprende i sistemi storage unificati NetApp, i server Cisco Unified Computing System e gli switch Cisco Nexus). L'ampliamento della partnership agevolerà attività come l'integrazione delle tecnologie, lo sviluppo di soluzioni e la collaborazione per il go-to-market (l’obiettivo di fondo è rendere più facile ai clienti l’utilizzo e l’accesso a soluzioni infrastrutturali cloud di nuova generazione).

Le attuali architetture combinano in modo piuttosto frammentato infrastruttura It e cloud pubblici, privati o ibridi erogati da organizzazioni diverse fra loro. Sulla base di una visione condivisa di un data center unificato, Cisco e NetApp consentono di semplificare l'implementazione, la gestione e l’orchestrazione dei sistemi collegando i cloud enterprise ai service provider, le sedi centrali alle filiali, i consumatori alle imprese e i vari ambienti cloud tra di loro.

Una maggiore integrazione tra i componenti di calcolo, networking, storage e gestione di FlexPod semplificherà, di fatto, l’implementazione e la gestione dei data center.

1) Maggiore integrazione dell’architettura FlexPod: Cisco e NetApp stanno lavorando per una più profonda integrazione tra Cisco Unified Data Center Solutions, i sistemi storage Fas di NetApp e l’ecosistema dei partner tecnologici FlexPod, al fine di creare una base tecnologica comune che si applichi ai data center aziendali e ai service provider, da piccole implementazioni nelle filiali fino a implementazioni che abbracciano più data center e il cloud. Con le soluzioni FlexPod si possono gestire fino a 10.000 server. Le aziende possono così aggregare più rack FlexPod e abilitare la funzionalità multi-hop anche su Fibre Channel over Ethernet (FCoE). Queste soluzioni, adatte a service provider e grandi aziende con molti uffici, consentono di far scalare le infrastrutture con prestazioni predittive e supporto adeguato.

FlexPod supporterà anche Cisco UCS Manager 2.1, UCS Central e i prodotti Cloupia recentemente acquisiti da Cisco. Inoltre, il supporto a Cisco Intelligent Automation for Cloud (Cisco IAC) permette l’utilizzo di soluzioni per la gestione del cloud per i clienti FlexPod. Una maggiore integrazione di FlexPod a livello di piattaforma, anziché a livello di componente, consentirà inoltre di gestire perfettamente FlexPod con soluzioni di partner, tra cui Microsoft System Center, Citrix CloudStack e BMC Cloud Lifecycle Management.

Cisco e NetApp integrano anche tecnologie Flash a livello di host e di storage, per accelerare le prestazioni in tutte le aree dell'infrastruttura convergente. A livello di server, applicazioni in esecuzione su Cisco UCS, ottimizzata per Flash, possono essere ulteriormente accelerate con NetApp Flash Accel, mentre a livello di controller e array, tecnologie come NetApp Flash Cache e Flash Pool possono essere utilizzate per accedere più velocemente a dati memorizzati nella cache.

2) FlexPod per Cloud Service Provider: per sfruttare appieno la congiuntura di mercato favorevole ai service provider, Cisco e NetApp stanno sviluppando una soluzione FlexPod flessibile e altamente scalabile in grado di gestire architetture multi-data center dei service provider. L'insieme delle soluzioni riunirà i sistemi di storage NetApp Clustered Ontap e NetApp FAS con Cisco Unified Computing Server (UCS) e switch Cisco Nexus 7000. Ciò consentirà di creare pool di risorse server e storage con provisioning dinamico, le quali possono essere aumentate e ridotte dai service provider a seconda delle esigenze applicative. Queste architetture utilizzeranno l’architettura Virtualized Multi-Service Data Center (Vmdc) di Cisco e includeranno tecnologie comuni di gestione e orchestrazione di Cisco e altri partner come BMC Software e, in futuro, di provider di soluzioni open source.

3) Soluzione per filiali e uffici remoti: le due società collaborano per estendere le funzionalità di ExpressPod (la versione entry level di FlexPod per le medie imprese), in modo da soddisfare le esigenze di calcolo, rete e storage delle filiali. ExpressPod condivide un approccio all’infrastruttura convergente simile a FlexPod (è previsto un percorso semplificato di aggiornamento a FlexPod nel momento in cui le esigenze della filiale dovessero crescere). Quest’architettura è facile da implementare e può essere configurata in modo da favorire una maggiore interoperabilità con il data center del centro organizzativo, consentendo alle filiali di far leva su alcune tecnologie It che offrono risparmi, quali la virtualizzazione e il cloud computing. ExpressPod include il supporto a VMware vSphere e presto quello a Windows Server 2012 Hyper-V.

4) Nuova FlexPod Application Validation: le due multinazionali stanno espandendo la copertura della soluzione per aggiungere ulteriori applicazioni critiche e soluzioni di cloud privato per i data center. Fra le soluzioni mission critical sono inclusi i database Oracle e le applicazioni, la business intelligence Sap BusinessObjects e la piattaforma Sap Hana, mentre per l’offerta in ambito cloud privato sono compresi Microsoft Private Cloud e Citrix CloudPlatform.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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