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Imprese alla ricerca di uno storage che non freni il business

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Imprese alla ricerca di uno storage che non freni il business

05 Feb 2013

di Riccardo Cervelli

Da un sondaggio promosso da NetApp a livello europeo, emerge l’insoddisfazione nei confronti delle infrastrutture It esistenti nelle aziende da parte di chi deve prendere decisioni di business. La maggioranza dei problemi risiede nel modo in cui sono archiviati e gestiti i dati

Il 79% dei manager europei è insoddisfatta di come l’infrastruttura It aziendale supporta un business che cambia in modo continuo e sempre più rapido. Il dato emerge da una ricerca condotta verso la fine del 2012 dalla società di analisi Vanson Bourne in collaborazione con NetApp, uno dei principali vendor mondiali del settore storage. Quali sono le conseguenze dell’inadeguatezza delle infrastrutture It a rispondere alle necessità di supporto decisionale? Il 34% dei 1.400 alti dirigenti intervistati ha indicato una perdita di revenue, il 36% quella di potenziali nuovi clienti, il 24% l’abbandono di vecchi clienti e il 31% la diminuzione della competitività.

Bruna Bottesi, country manager di NetApp

“Poiché i dati non sono subito disponibili – sottolinea Bruna Bottesi, country manager di NetApp – molte decisioni vengono prese senza informazioni”. Perché è così difficile avere i dati giusti a supporto delle decisioni? Il 54% degli intervistati europei ritiene che la causa sia da ricercare nella complessità dei dati archiviati. “Nella maggior parte dei casi – aggiunge Bottesi – i dati sono archiviati in infrastrutture concepite secondo una logica a silos”. Il passaggio da architetture It di questo tipo a nuove virtualizzate può rendere ancora più evidente la complessità dei dati archiviati. “L’archiviazione dei dati in un ambiente virtualizzato – sostiene infatti la country manager di NetApp – non significa automaticamente che essi siano gestiti meglio che in passato”.

La migrazione alla virtualizzazione fornisce comunque un primo aiuto a gestire i dati in modo più semplice e meno costoso. Il passaggio successivo è applicare strumenti di gestione dello storage che consentano la compressione e la deduplica dei dati, in modo da evitare che nei prossimi anni la massa di dati archiviati raggiunga livelli decine di volte superiori a quelli attuali. L’elevato volume dei dati, del resto, viene identificato come fattore di ostacolo alle decisioni da parte del 44% dei manager intervistati. Un’altra causa (indicata dal 33% del campione) è l’utilizzo, da parte delle business line, di servizi esterni all’infrastruttura It aziendale, con il rischio che si perda il controllo di parte dei dati e delle informazioni prodotti da questi servizi.

“L’innovazione ha sempre rappresentato il maggiore driver di successo di NetApp”, afferma Bottesi. “Il software è sempre stato il valore aggiunto su cui l’azienda ha puntato di più. E il nostro software, a differenza che in altri vendor, è identico per tutte le famiglie di sistemi”. Questo fatto permette a NetApp di focalizzare meglio il proprio impegno di innovazione, e ai clienti di essere maggiormente liberi di miscelare sistemi diversi nelle infrastrutture. “Il nostro software – continua Bottesi – consente anche di integrare nei pool di storage i prodotti di altri vendor, senza dover interrompere l’operatività”. A tutto questo si aggiunge la vocazione del fornitore a stringere alleanze con altre importanti realtà It – come Cisco e Microsoft – per offrire ai propri clienti soluzioni il più possibile pre-integrate. L’esito di queste scelte si sostanzia nell’ultimo slogan del marchio: “Agile infrastructure”.

“Il nostro obiettivo – conclude Bottesi – è che le infrastrutture non siano più un freno ma un motore per il business”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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