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NetApp e Microsoft alleati nel segno del private cloud

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NetApp e Microsoft alleati nel segno del private cloud

19 Feb 2013

di Riccardo Cervelli

Lo storage vendor propone la propria tecnologia come ideale per supportare la creazione di cloud private con Windows Server 2012. Tra i punti di forza la scalabilità resa possibile da un’infrastruttura unificata e software avanzati. E arriva anche la promessa di ottimizzazione garantita

“Non ci si chiede più se usare o no il cloud, ma come implementarlo riutilizzando le infrastrutture già presenti in azienda. Una decisione in linea anche con l’attuale momento economico e con il contenimento dei budget It”. Esordisce così Roberto Patano, business development manager di NetApp Italia, prima di commentare lo stretto rapporto di collaborazione che lega lo storage vendor con Microsoft. Un’alleanza che si è rafforzata sempre di più negli anni e simboleggiata, anche lo scorso anno, con un premio per NetApp: a giugno 2012 è arrivato quello di Microsoft Private Cloud Partner of the Year.

Ed è proprio all’insegna del supporto alla creazione di private cloud da parte delle imprese che i laboratori delle due società hanno lavorato in sintonia negli ultimi tempi, in particolare intorno a Windows Server 2012, il sistema operativo della casa di Redmond costruito per il nuovo modello di computing. “Per le sue caratteristiche – sottolinea Leonardo Torretta, Windows Server product manager in Microsoft Italia – questo sistema operativo è un vero e proprio Cloud Os”.

Quale il ruolo di NetApp in questo contesto? “Il nostro storage”, precisa Patano, “è particolarmente adeguato alle necessità di una private cloud perché può scalare facilmente, grazie a un’infrastruttura unificata, da un piccolo ambiente che risponde a un’esigenza specifica a dimensioni sempre crescenti”. A consentire questa flessibilità è l’utilizzo, da parte di tutte le soluzioni storage di Netapp, da quelle entry level a quelle enterprise, dello stesso sistema operativo. “In più – aggiunge il manager dello storage vendor – i nostri sistemi dispongono di funzionalità software avanzate, per esempio per la crittografia e l’archiving destinato alle realtà che hanno necessità di archiviare dati a lungo termine per ragioni di compliance”.

Roberto Patano, business development manager di Netapp Italia

Con riferimento sempre allo strato software, Patano spiega “come negli anni ci siamo sforzati ‘di far parlare’ il nostro storage con le singole applicazioni di Microsoft, come Exchange, Sql Server o Sharepoint”. Questo dialogo si è ulteriormente evoluto con la trasformazione del sistema operativo di Microsoft da infrastruttura per l’implementazione di applicazioni enterprise secondo un modello tradizionale a silos ad ambiente ottimizzato per la virtualizzazione e il cloud computing.

L’unione tra una private cloud, costruita con Windows Server 2012, e la tecnologia storage di NetApp consente di realizzare quella che quest’ultimo vendor ha ribattezzato come Agile Data Infrastructure, un’infrastruttura che garantisce l’elevata disponibilità dei dati e l’ottimizzazione dei sistemi di storage. Sistemi che possono essere tutti targati NetApp ma anche di terze parti, gestiti sempre dai software Netapp o, come si diverte a definirli Patano, “netappizzati”. Il brand è così convinto della potenza della propria soluzione per supportare le private cloud realizzate con Windows Server 2012, che, conclude Patano, “garantiscono un risparmio dello spazio storage del 50%, utilizzando solo tecnologia NetApp, o del 33%, con un’infrastruttura multivendor. Siamo disposti a fornire gratuitamente storage aggiuntivo in caso di mancato soddisfacimento di questa promessa”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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