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I 5 macro trend della Cloud Transformation individuati dal Politecnico di Milano

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I 5 macro trend della Cloud Transformation individuati dal Politecnico di Milano

Dopo un’analisi di diverse ricerche e articoli internazionali e grazie al confronto con la propria community di professionisti IT, l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano ha individuato i trend di maggior interesse, raggruppandoli in cinque macro aree

06 Mar 2019

di Luca Dozio, Marina Natalucci

Il cloud negli ultimi anni ha visto un rinnovato interesse e non solo da parte degli addetti ai lavori, ma anche dei responsabili di altre funzioni aziendali che hanno iniziato a occuparsi del tema in quanto imprescindibile quando si parla di nuovi trend tecnologici. Il mercato cloud Italia 2018 si è chiuso in forte crescita: ha registrato un +28% per la sola componente Public e Hybrid Cloud, secondo i dati stimati dall’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano. Un trend su tutti ha guidato il 2018: Hybrid e Multi Cloud.

Di Hybrid Cloud si parla già da tempo, la novità non è nel tema ma nell’approccio. Non si tratta più di una situazione in cui ci si trova quasi per caso, come conseguenza dell’evoluzione del Sistema Informativo aziendale, ma deriva sempre più da una strategia chiara, che cerca di sfruttare i punti di forza dei diversi modelli di sourcing.

Il Multi Cloud è invece la nuova frontiera della Cloud Migration. Le aziende lo stanno affrontando oggi perché, avendo ormai mosso i primi passi verso la nuvola, in molti casi si trovano ad usufruire dei servizi di più di un cloud provider e devono gestire la complessità e le sfide che questa condizione comporta, cercando di orientarla al proprio vantaggio tecnico, economico e funzionale.

Quest’anno le aziende lavoreranno certamente in continuità su questo tema sempre più rilevante, ma quali altre nuove tendenze guideranno la Cloud Transformation nel 2019?

I trend di maggior interesse emersi nel mercato cloud Italia 2018

L’Osservatorio Cloud Transformation, dopo un’analisi di diverse ricerche e articoli internazionali e grazie al confronto con la propria community di professionisti IT, ha individuato i trend di maggior interesse, raggruppandoli in cinque macro trend di seguito analizzati.

  • Open & distributed Cloud: in continuità con quanto visto nel 2018, le aziende affrontano la necessità di gestire ambienti in cui servizi on-premises, private cloud e public cloud di diversi provider sono tra loro dinamicamente interconnessi, verso una nuvola sempre più Open. I grandi player internazionali stanno spostando la partita su questi temi, basti vedere le ultime notizie relative all’acquisizione di Red Hat da parte di IBM e al lancio di AWS Outposts da parte di Amazon Web Services. Qui rientra anche il tema dell’Edge Computing, il Sistema Informativo distribuito e decentralizzato, in cui la potenza di calcolo si sposta verso la periferia della rete con l’obiettivo di diminuire la latenza e abilitare risposte più veloci per servizi di Intenet of Things, Big Data Analytics e Artificial Intelligence. Tutto questo è fortemente legato alle reti avanzate e al 5G, ovvero la nuova grande sfida per le Telco di tutto il mondo che possono rendersi competitive nel mondo degli oggetti intelligenti.
  • New Migration Wave: storicamente, il primo passo verso il cloud è stato il Lift & Shift infrastrutturale, mentre oggi, con la crescente distribuzione dei Sistemi Informativi, le aziende stanno volgendo verso una strategia di riprogettazione applicativa orientata a logiche di modularità e flessibilità architetturale. Qui entrano in gioco le architetture cloud native: Microservizi, Serveless e Container sono il nuovo paradigma costruttivo delle applicazioni. Applicazioni agnostiche rispetto all’infrastruttura sottostante grazie ai Container, spacchettate ed efficienti grazie a Microservizi e Serverless. Si tratta di un macro trend di natura tecnica, tuttavia con impatti molto importanti sul time to market delle iniziative e sulla gestione dei costi e del ciclo di vita delle stesse. Senza considerare che la maggiore flessibilità esercitata da queste architetture verso i cloud provider porta a una riduzione del rischio di lock-in che, per alcuni settori come il bancario, potrebbe essere l’abilitatore a un utilizzo pervasivo di servizi cloud.

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  • IT automation: l’eterogeneità dei sistemi ha un costo, che risulta amplificato dalla gestione manuale dei sistemi. Un costo economico, ma anche un costo opportunità in termini di tempo e di numero di risorse che potrebbero essere impiegate in attività più a valore della gestione operativa. Per questo motivo, nel 2019 gli sforzi si concentreranno, in continuità con il 2018, sull’orchestrazione di ambienti Hybrid e Multi Cloud, al fine di dotarsi di strumenti che automatizzino la gestione di sistemi complessi. Sempre in tema di Automation, crescerà l’interesse verso strumenti e logiche di DevOps che consentano a Sviluppo e Operations di lavorare in maniera sinergica rendendo più rapida ed efficace la realizzazione delle iniziative. Qui rientrano i temi del continuous delivery e una continuous integration, che garantiscono al business di avere un servizio sempre funzionante e aggiornato.
  • Digital Enabler: i nuovi trend tecnologici, come Artificial Intelligence, Big Data Analytics e Internet of Things, richiedono intensa capacità di calcolo ed elevati livelli di prestazioni, per i quali il cloud rappresenta una piattaforma abilitante. Rende, infatti, disponibili in modalità “as a service” tecnologie sofisticate e allo stato dell’arte, che altrimenti sarebbero difficili da sviluppare internamente con un time-to-market competitivo, per via dei costi elevati e delle competenze necessarie. Si tratta di un’enorme opportunità per le aziende utilizzatrici e i leader del mercato di servizi cloud che, grazie ai propri asset e alla crescente quantità di dati a cui hanno accesso, si trovano in una situazione di vantaggio su questi nuovi mercati digitali, come quelli che stanno nascendo in relazione agli oggetti connessi. Sarà qui che si giocherà la vera partita della leadership sul mercato tecnologico e i big player cloud stanno già cercando di affermare la loro posizione. Basti pensare, ad esempio, al mercato degli assistenti vocali, che ha visto nel 2018 una crescita molto importante e i cui player principali sono anche i più importanti cloud provider mondiali.
  • IT department revolution: il cambiamento organizzativo è un argomento sempre attuale, soprattutto in un contesto dinamico come quello odierno dove la digital transformation richiede un lavoro sinergico tra IT e Business. Diventa quindi chiara l’esigenza di arricchire il personale IT con nuove competenze tecniche legate alla conoscenza delle nuove piattaforme, e soft skill legate al cambiamento del proprio ruolo in azienda. Con la trasformazione digitale è fondamentale evolvere la cultura aziendale e l’organizzazione verso modelli in cui l’IT non sia più isolato. Per sfruttare le opportunità generate dal Cloud come abilitatore per nuovi modelli di business e per i nuovi trend digitali serve un cambiamento profondo che probabilmente rappresenta per le aziende la sfida più complessa da superare.

Il dinamismo del mercato digitale, soggetto continuamente alla nascita di nuove tecnologie, pone sfide importanti alle aziende utenti e ai fornitori, sfide in cui il cloud assume un ruolo da protagonista. Le aziende stanno compiendo continui passi avanti nella Digital Transformation, orientandosi alla flessibilità e all’agilità tecnica e organizzativa, sfruttando il Cloud per accedere alle tecnologie più innovative e rendendolo parte integrante e interconnessa del proprio Sistema Informativo. Una trasformazione a tutto tondo che, rilevata nel mercato cloud Italia 2018, guiderà la crescita del mercato Cloud a livello globale anche in questo 2019.

Luca Dozio

Ricercatore dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano

Marina Natalucci

Ricercatrice dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano

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