AD Consulting, costruire una governance sistemica per l’hybrid cloud | ZeroUno

AD Consulting, costruire una governance sistemica per l’hybrid cloud

pittogramma Zerouno

Attualità

AD Consulting, costruire una governance sistemica per l’hybrid cloud

Il gruppo racconta la vision aziendale sul modello ibrido, condividendo buone pratiche di adozione e dettagliando le opportunità per le aziende

10 Feb 2021

di Arianna Leonardi

Il business digitale richiede alle aziende una velocità di azione senza precedenti, che deve essere necessariamente supportata da infrastrutture It flessibili, scalabili e performanti. In questo contesto, il modello dell’hybrid cloud offre una risposta efficace, perché permette di disegnare sistemi elastici ed efficienti, combinando risorse sulla nuvola e on premise. Abilita quindi la costruzione di ambienti ottimizzati, che valorizzano le applicazioni e preservano gli investimenti precedenti.

In un’intervista esclusiva, Enrico Tasquier, Chief Operating Officer di AD Consulting, racconta la strategia del gruppo (circa un centinaio di dipendenti, con una forte specializzazione su servizi di consulenza It, system integration e gestione infrastrutturale) per accompagnare le aziende verso la progettazione, costruzione e manutenzione di ecosistemi ibridi.

foto Enrico Tasquier
Enrico Tasquier, Chief Operating Officer di AD Consulting

Cos’è l’hybrid cloud e perché conviene

“Con Hybrid Cloud – dichiara il COO – si intende l’utilizzo congiunto e integrato di piattaforme di private e public cloud. Il modello si sta rivelando estremamente efficace per le aziende moderne perché offre flessibilità e permette una corretta distribuzione dei carichi di lavoro. Rappresenta quindi una reale svolta nella gestione dell’infrastruttura in termini di prestazioni, costi contenuti e sicurezza”.

Come osserva Tasquier, oggi molte imprese, indipendentemente dal settore e dalle dimensioni, stanno scegliendo il cloud ibrido per fornire agli utenti l’ambiente ideale per tutte le applicazioni in essere, capitalizzando così su anni di investimenti pregressi. “Optando per l’hybrid cloud – aggiunge – le aziende inoltre si avvalgono di sistemi, strumenti, competenze e policy collaudati per gestire al meglio il proprio business”.

Qualsiasi organizzazione può beneficiare del modello ibrido; tuttavia, secondo le dichiarazioni del Chief Operating Officer, sono le aziende che hanno implementato ambienti IT dinamici a trarre il massimo vantaggio. Infatti, si tratta di imprese che sanno sfruttare le opportunità tecnologiche come leva competitiva e strategica per la propria attività.

New call-to-action

Vantaggi e criticità del modello ibrido

Se la commistione di nuvole pubbliche e private offre un framework di gestione It applicabile a qualsivoglia contesto, Tasquier non manca di precisare i vantaggi effettivi che si possono ottenere. “L’hybrid cloud – sostiene – offre un numero elevato di opportunità aiutando le aziende nel massimizzare il rendimento delle applicazioni (di nuova adozione o già implementate) e offrendo un’operatività senza precedenti”.

Come sostiene il COO di AD Consulting, il paradigma hybrid infatti permette di scegliere il contesto più adeguato all’erogazione dei servizi IT, decidendo tra la miriade di opzioni disponibili sulla nuvola pubblica o privata. “I Sistemi Informativi – prosegue Tasquier – possono quindi differenziare facilmente e con granularità le risorse a seconda delle esigenze tecniche e temporali, mantenendo comunque una visione coerente e di insieme sull’intero ambiente IT. Si ottengono così benefici significativi in termini di flessibilità e adattabilità”.

Tasquier mette però in guardia sulle insidie del modello ibrido a cui prestare maggiore attenzione. Il ricorso a logiche best-of-bread, che permettono di selezionare le migliori tecnologie a seconda dei casi, può risultare vincente; tuttavia l’eterogeneità degli asset e degli ambienti complica inevitabilmente le attività di gestione, generando problematiche non banali.

“La sfida principale – nota Tasquier – riguarda la capacità di predisporre un’adeguata governance sistemica, creata internamente o con il supporto di un partner. L’obiettivo è progettare un’infrastruttura che permetta innanzitutto di ottimizzare le risorse, senza trascurare i rischi legati alla sicurezza e ponendo l’accento sul contenimento dei costi così da evitare spese non previste”.

La strategia sistemica e il supporto di un partner

Insomma, nell’intento di costruire ecosistemi informativi efficaci, lo sviluppo di un approccio strutturato e lungimirante diventa fondamentale.

“Creare una corretta strategia per il data center – asserisce infatti Tasquier -, che includa cloud e edge computing, definendo un’infrastruttura e operations coerenti, consente alle organizzazioni di sfruttare il valore della diversità tecnologica associata al modello ibrido, senza pagare lo scotto della complessità e dei rischi annessi”.

Il Chief Operating Officer si appresta quindi a fornire una serie di buone pratiche per avvicinarsi correttamente al modello ibrido: “Un approccio progettuale sistemico – sottolinea -, una mentalità guidata dal continuous improvement allargata all’intera organizzazione, il supporto di un partner esperto rappresentano un requisito fondamentale per cogliere i vantaggi dell’hybrid cloud. Sotto il profilo delle tecnologie e delle competenze, ritengo necessario dotarsi di adeguati strumenti di orchestrazione e automazione delle risorse IT, nonché di professionisti capaci di gestire le particolarità, la complessità e la variabilità degli scenari ibridi implementati”.

Nel panorama descritto, a fronte anche di competenze specializzate non sempre presenti in azienda, un ruolo fondamentale nell’accelerare e ottimizzare il percorso verso l’hybrid cloud è giocato dai partner IT.

“AD Consulting – evidenzia Tasquier -, in qualità di partner per la consulenza, progettazione, implementazione e gestione delle infrastrutture IT, può offrire un aiuto concreto ai clienti per approcciare il modello ibrido. Si inizia con un’analisi dello stato attuale (as-is) per definire quindi come dovrebbe essere impostata l’infrastruttura (to-be). Il passo successivo è stabilire un percorso per fasi, personalizzato e graduale, che porti all’implementazione dell’ambiente hybrid”.

Il compito di AD Consulting a fianco del cliente prosegue anche successivamente: “Forniamo assistenza nella gestione delle attività day-by-day – conclude Tasquier – grazie a un modello di governance che permette di cogliere e mantenere nel tempo tutti i vantaggi dell’infrastruttura realizzata. Offriamo sia percorsi di formazione sia l’erogazione di servizi gestiti”.

Arianna Leonardi

Giornalista

Collaboratrice e redattrice per numerose pubblicazioni tecniche, specializzate in Informatica, Automazione ed Elettronica, Arianna Leonardi ha maturato una significativa esperienza anche nel campo della fotografia, dell’industria video e dei media online. In ambito giornalistico, segue principalmente le tematiche legate alla digitalizzazione delle imprese, con un focus su cloud transformation, big data analytics e intelligenza artificiale. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2008 e all’Associazione Nazionale dei Fotografi Professionisti, lavora con ZeroUno dal 2013.

AD Consulting, costruire una governance sistemica per l’hybrid cloud

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    LinkedIn

    Twitter

    Whatsapp

    Facebook

    Link

    Articolo 1 di 2