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Application services: così F5 Networks aiuta gli “app capitalist”

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Attualità

Application services: così F5 Networks aiuta gli “app capitalist”

Al F5 Forum 2019 a Milano, il colosso specializzato in gestione dei traffici applicativi e in sicurezza IT, ha illustrato la sua visione e le ultime novità per le applicazioni cloud e multicloud, tradizionali e basate su microservizi. Che sempre più diventano i nuovi motori trainanti del business

28 Mar 2019

di Riccardo Cervelli

MILANO – Nel corso di un incontro con la stampa, avvenuto a margine del recente F5 Forum 2019, Hitesh Patel, Director Product Marketing Automation, Orchestration & Ecosistems di F5 Networks, non ha esitato a usare la definizione di “app capitalist” per identificare aziende che focalizzano le loro aspettative e i loro investimenti sullo sviluppo, la distribuzione e il management di applicazioni sempre più innovative e pervasive.

foto di hitesh patel
Hitesh Patel, Director Product Marketing Automation, Orchestration & Ecosistems di F5 Networks

Quanto a dove queste app vengono fatte funzionare, Maurizio Desiderio, Country Manager Italy & Malta di F5 Networks, ha ricordato che oggi più che mai si tratta del cloud. “Questo perché il cloud offre la possibilità di un development e deployment delle applicazioni praticamente senza limiti ed eliminando i rischi di impresa legati all’acquisto di infrastrutture on-premises. Ma essendo le applicazioni diventate il principale motore del business, indipendentemente da dove si trovino, è importante non fare errori che mettano a rischio il loro funzionamento e la loro sicurezza. Non va dimenticato che la gestione delle applicazioni resta responsabilità di chi eroga i relativi servizi, non del Csp (cloud service provider)”.

foto di maurizio desiderio
Maurizio Desiderio, Country Manager Italy & Malta di F5 Networks

A confermare il trend inarrestabile verso l’utilizzo del cloud e del multicloud, è stato quindi Giancarlo Vercellino, Research e Consulting Manager di Idc Italy: “Fino a pochi anni fa c’era una sorta di ritrosia nei confronti del cloud oppure era visto solo come un’opportunità per razionalizzare i costi IT. Essendo aumentate la conoscenza del cloud e la disponibilità di strumenti per utilizzarlo, CIO e IT manager oggi si muovono sempre di più verso le tecnologie cloud per aumentare l’agilità del business. Il ricorso al cloud, in ogni caso, diventa la strada obbligata per chi intende utilizzare Saas (Software-as-a-Service) e PaaS (Platform-as-a-Service)”.

Giancarlo Vercellino, Research e Consulting Manager di Idc Italy

Facilitare il lavoro dei developer in sicurezza

Dal punto di vista di F5 Networks, la migrazione delle applicazioni e della gestione del loro ciclo di vita sul cloud comporta un cambiamento di approccio ai servizi applicativi: dalla gestione del load balancing fra diverse risorse computazionali all’autenticazione degli utenti e alla sicurezza contro i cyberattack.

Quali sono le principali sfide per gli “application capitalist”? Patesh ne cita in particolare un paio: “La prima è costituita dal worldwide shortage (carenza a livello mondiale) di sviluppatori software; per questa ragione, occorre fare tutto il possibile per rendere il lavoro dei software developer più efficiente possibile. La seconda è il fatto che le applicazioni possono rappresentare fonti di rischio per l’impresa”.

“Oggi – ha rincarato poi il Director Product Marketing Automation, Orchestration & Ecosistems di F5 Networks durante il suo intervento a F5 Forum 2019 – l’85% delle istanze di workload nel mondo è costituito da container. Nel 2021 prevediamo che sarà il 95%. L’87% dei nostri clienti che adottano il modello multicloud utilizza anche il deployment distribuito. Quando chiediamo a questi clienti quante siano, alla fin fine, le applicazioni che devono gestire, nessuno è in grado di dare una risposta. E questo è un problema se pensiamo che l’86% delle minacce alla cyber security mette nel mirino le applicazioni e le credenziali di accesso alle applicazioni”.

A F5 Forum 2019 presentati servizi applicativi per tutti i tipi di ambienti

Da tempo F5 Networks ha messo nel mirino gli ambienti cloud, multi-cloud, le app tradizionali migrate in questi contesti e lo sviluppo di applicazioni cloud-native. Un impegno che si riflette nelle diverse novità illustrate F5 Forum 2019. Fra queste, al primo posto figura il rilascio di F5 BIG-IP Cloud Edition (l’ultima versione della BIG-IP Virtual Edition e della piattaforma di gestione BIG-IQ), disponibile in modalità per-app, accessibile sui cloud VMware, AWS, Azure e presto anche sulla Google Cloud Platform, e che promette tempi di esecuzione e TCO inferiori a quelli di un’appliance. Preannunciati anche F5 Cloud Services (servizi anch’essi basati su cloud pubblici e completamente gestiti da F5: i servizi partono da DNS Delivery e Global Server Load Balancing, o GSLB), più altri servizi applicativi cloud-native progettati appositamente per venire incontro alle nuove esigenze DevOps e AppDev. Ecco quindi F5 Silverline, una famiglia di servizi erogati dal cloud e as-a-service, concepiti per proteggere le app cloud-based o on-premises in aziende in cui non sono disponibili grandi budget per investimenti infrastrutturali. Ultimo ma non meno importante è Aspen Mesh, un servizio basato sulla tecnologia mesh (a maglia) Istio (nata in Google e resa open source), che mira a semplificare la messa in sicurezza di architetture a microservizi, affiancandosi a tecnologie che risolvono i problemi di creazione e distribuzione di microservice quali Kubernetes.

Riccardo Cervelli

Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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