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Scarpe&Scarpe, come abilitare lo smartworking in sicurezza

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Scarpe&Scarpe, come abilitare lo smartworking in sicurezza

In risposta all’emergenza pandemica, l’ambiente Microsoft 365 sviluppato in partnership con Edist ha permesso al distributore di calzature un passaggio tempestivo al lavoro da remoto.

27 Mag 2021

di Arianna Leonardi

L’emergenza pandemica e le limitazioni anti-contagio hanno forzato le aziende a cambiare assetto organizzativo, abilitando il lavoro da remoto. Le imprese già dotate di ambienti informativi moderni ovvero flessibili, sicuri e resilienti, hanno affrontato con successo il passaggio allo smartworking, mentre per le realtà più tradizionali è stata un’esperienza spesso fallimentare.

Riferimento nel settore delle calzature, degli accessori e dell’abbigliamento, Scarpe&Scarpe è da annoverare tra gli esempi virtuosi. Avendo implementato un ecosistema IT basato sulle tecnologie Microsoft 365, il noto marchio piemontese ha potuto effettuare tempestivamente la transizione alle nuove modalità operative, adempiendo agli obblighi del lockdown. Il progetto è stato realizzato in partnership con Edist Engineering, specialista nella progettazione e implementazione di soluzioni Ict.

La pandemia come opportunità per l’innovazione aziendale

Scarpe&Scarpe è un’azienda leader nel settore calzature, abbigliamento ed accessori.

Fondata nel 1961, oggi è uno dei brand più riconosciuti nel frammentato mercato della calzatura italiana. Circa 46 milioni di clienti hanno visitato gli store S&S nel 2019, generando 8,4 milioni di transazioni con uno scontrino medio di 42€ (iva inclusa) e un tasso di conversione del 18,2%.

Nel 2019 l’azienda ha raggiunto un fatturato netto di 286 milioni e 6,7 milioni di EBITDA con i suoi 156 punti vendita localizzati principalmente in centri commerciali ma anche in parchi commerciali e negozi stand alone.

Scarpe&Scarpe distribuisce brand privati e di terzi tramite i sui negozi e genera il 33% delle vendite nette tramite i suoi principali 20 brand.

“Scarpe&Scarpe è un’azienda italiana da oltre 50 anni leader su tutto il territorio nazionale – dice Andrea Marchisio, IT Manager, Scarpe & Scarpe – e punto di riferimento per milioni clienti per l’acquisto di calzature, accessori e abbigliamento per tutta la famiglia. Collezioni sempre al passo con le tendenze, cura dei dettagli e particolare attenzione al rapporto qualità-prezzo sono da sempre i punti di forza dell’azienda. Il cliente è al centro di tutte le nostre scelte e lavoriamo ogni giorno con la stessa passione di quando abbiamo iniziato per offrirti modelli distintivi e una shopping experience unica”.

Scarpe&Scarpe è presente su tutto il territorio nazionale con 138 punti vendita e online dove è possibile trovare tutte le nostre collezioni.

Con l’emergenza sanitaria, la società ha conosciuto un ulteriore punto di svolta. “La pandemia – afferma Marchisio – ha rappresentato per l’IT un’opportunità rilevante: anche le aziende che consideravano la fisicità un elemento imprescindibile, si sono dovute adeguare. Scarpe&Scarpe è stata tempestiva nel riorganizzare la struttura e permettere ai dipendenti di operare da casa, assicurando la continuità del business. Prima dello scorso anno, lo smartworking esulava completamente dall’ottica aziendale, mentre oggi, per alcune professionalità, dimostra risultati decisamente positivi in termini di produttività”.

Verso un ambiente Microsoft-centrico

Se i benefici dello smartworking sono ora tangibili, la decisione di modernizzare i sistemi IT con le tecnologie Microsoft partiva tuttavia da questioni pratiche. “Come ho potuto constatare nella mia esperienza – prosegue Marchisio – molti progetti legati all’adozione di Microsoft 365 nascono da esigenze specifiche, come ad esempio la sostituzione dei sistemi di posta on-premise. È avvenuto così anche per Scarpe&Scarpe con l’implementazione della piattaforma, inizialmente intendevamo migliorare il servizio e-mail e l’amministrazione delle licenze. Da qui, abbiamo proseguito adottando soluzioni di collaborazione come OneDrive e Teams, fondamentali per svolgere al meglio il lavoro remoto”.

Attualmente la società sfrutta le soluzioni Microsoft in modo intensivo; “Abbiamo abbracciato la piattaforma 365 a tutto tondo – evidenzia Marchisio -, divulgando gli strumenti inclusi nel pacchetto Office, la soluzione PowerBI per la business intelligence, Azure Active Directory, i database SQL Server e altre tecnologie della casa madre di Redmond”.

Andrea Marchisio, IT Manager, Scarpe & Scarpe
Andrea Marchisio, IT Manager, Scarpe & Scarpe

Interoperabilità e sicurezza dell’ambiente 365

Tra le ragioni che sottendono alla strategia, infatti, l’interoperabilità garantita dal pacchetto Microsoft risulta determinante.

Non si può fare tabula rasa delle soluzioni precedenti – sostiene Marchisio – per svariati motivi: convenienza economica, complessità dell’operazione, scelte aziendali a livello di gruppo e così via. Microsoft 365 è stato calato nell’ecosistema precostituito di Scarpe&Scarpe senza riscontrare problematiche di integrazione”. Insomma, se alcune tecnologie legacy non possono essere sostituite, l’obiettivo sarà predisporre attorno un ambiente flessibile e moderno, che, come sottolinea Marchisio, permetta di essere resilienti rispondendo alle nuove esigenze di business e a carichi di lavoro altalenanti.

La facilità di integrazione è una caratteristica particolarmente importante sul fronte della cybersecurity.

“Come dimostra l’esperienza maturata su oltre duecento clienti – interviene Davide Ressi, Sales Manager di Edist Engineering -, all’atto di implementare l’ambiente Microsoft 365, spesso le aziende dispongono già di soluzioni per la sicurezza fornite da altri vendor. Scarpe&Scarpe, per esempio, aveva acquistato da terze parti tecnologie per la protezione degli end-point e delle connessioni client-server, strumenti anti-ramsonware, firewall e soluzioni di Unified Threat Management ioud. Nel caso specifico, la polivalenza delle soluzioni Microsoft ha permesso la semplice integrazione della piattaforma Microsoft 365 con le tecnologie di cybersecurity esistenti, preservando gli investimenti pregressi e non costituendo scelta obbligata e monolitica”.

Davide Ressi, Sales Manager, EDIST Engineering Srl
Davide Ressi, Sales Manager, EDIST Engineering Srl

La sicurezza ai tempi della pandemia

Esplorando ulteriormente il tema della sicurezza, Ressi porta l’attenzione sulle questioni legate alla protezione degli end-point in ambienti sempre più distribuiti e predisposti al lavoro in mobilità.

“Il contesto pandemico – sottolinea – ha enfatizzato la necessità di accedere ai sistemi informativi aziendali da qualsiasi dispositivo e attraverso svariate tipologie di connessione. Le aziende che non hanno avuto la lungimiranza di modernizzare gli ambienti IT si sono trovate in grave affanno nel passaggio obbligato allo smartworking. Qualunque soluzione adottata in emergenza ha rappresentato un grave rischio per la sicurezza aziendale, con attacchi che sono spesso andati a buon fine. Le soluzioni implementate in periodo pre-Covid, proprio perché non legate all’immediata contingenza della situazione ma piuttosto alla scelta di lavorare in modo più moderno, sono risultate vincenti”.

Secondo Ressi, “lavorare in modo più moderno” significa operare in modalità every where, every device, sicura e trasparente per l’utente. “Il sistema di single sign-on garantito dall’Azure Active Directory – precisa – mette implicitamente a disposizione dei layer di sicurezza aggiuntivi, senza compromettere l’esperienza utente, riscuotendo invece riscontri positivi dalle aziende e dagli utilizzatori”.

Resilienza e business continuity per le aziende moderne

Oltre alla sicurezza, Marchisio e Ressi citano la resilienza tra i benefici fondamentali di Microsoft 365.

“Grazie all’ecosistema implementato – dice l’IT manager – in una sola notte siamo stati in grado di abilitare il lavoro da remoto per tutta la popolazione aziendale. Il collegamento Vpn funzionava correttamente, non abbiamo saturato le bande, l’accesso ai file aziendali avveniva in mondo semplice e sicuro dai dispositivi dei dipendenti”.

“La resilienza – aggiunge Ressi – si correla direttamente al concetto di business continuity, fondamentale nei contesti organizzativi moderni dove gli utenti sono temporaneamente nomadici. Microsoft garantisce la disponibilità 24×7 dei servizi cloud, permettendo all’IT aziendale di concentrarsi sull’ottimizzazione dei workflow e sulle aree dove può costruire valore”.

In questo scenario, cambia profondamente anche la percezione dell’Information Technology, da centro di costo a enabler di servizi. “L’IT – suggerisce Marchisio – oggi si occupa di business: è il fattore imprescindibile che cambia i processi e spinge i progetti”.

Il valore aggiunto di un partner esperto

In chiusura, Marchisio commenta il rapporto di collaborazione con il partner. “Conosco Edist – racconta – da precedenti esperienze aziendali, avendo sviluppato insieme alcuni progetti legati ai datacenter. In Scarpe&Scarpe, ci avvaliamo della partnership per attività relative all’infrastruttura, al networking, alla sicurezza e al mondo Microsoft, in un rapporto di assoluta trasparenza. Nel corso degli anni, Edist si è specializzata su determinate aree IT, passando dalla semplice fornitura di tecnologie a servizi a valore aggiunto”.

L’IT manager puntualizza quindi la differenza tra fornitore, che si preoccupa di vendere i prodotti, e partner, che invece intende costruire con il cliente un percorso comune, finalizzato alla crescita reciproca.

“Lavorando con numerosi clienti appartenenti a differenti industry – conclude Ressi – vediamo il mercato da una posizione privilegiata e possiamo mettere a fattore comune le esperienze maturate. In questo modo siamo in grado di offrire un ventaglio di soluzioni per rispondere alle esigenze specifiche, accompagnando il cliente nella definizione della progettualità, nell’implementazione ed eventualmente nelle fasi successive di mantenimento e ottimizzazione. Il nostro fattore differenziante è la capacità di fornire un supporto consulenziale a 360° a livello di disegnazione del progetto e di esecuzione tecnica”.

Insomma, come sostiene anche Marchisio, l’innovazione non viene abilitata soltanto dalle tecnologie, ma soprattutto dalla testa delle persone e dalla lungimiranza.

Arianna Leonardi

Giornalista

Collaboratrice e redattrice per numerose pubblicazioni tecniche, specializzate in Informatica, Automazione ed Elettronica, Arianna Leonardi ha maturato una significativa esperienza anche nel campo della fotografia, dell’industria video e dei media online. In ambito giornalistico, segue principalmente le tematiche legate alla digitalizzazione delle imprese, con un focus su cloud transformation, big data analytics e intelligenza artificiale. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2008 e all’Associazione Nazionale dei Fotografi Professionisti, lavora con ZeroUno dal 2013.

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