Big Data analytics e IoT per vincere la Maratona di New York: il sogno del Team Integris

Sono 10 atleti amatoriali e si preparano a conquistare la Grande Mela con l’aiuto di Big Data analytics e IoT: ecco come è nato il Team Integris che il 4 novembre prossimo parteciperà alla Maratona di New York

Pubblicato il 26 Ott 2018

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Il Team Integris che parteciperà alla prossima Maratona di New York

Il Team Integris che parteciperà alla prossima Maratona di New York

La Maratona di New York come un grosso laboratorio a cielo aperto, per verificare sul campo la validità delle applicazioni di Big Data analytics e smart sport. L’impresa è venuta in mente ai manager di Integris, system integrator di riferimento per le soluzioni IT di cognitive computing e Big Data analytics. A fare da “cavie”, si fa per dire, i 10 atleti amatoriali del Team Integris, guidati dal maratoneta Daniele Meucci.

«Il progetto– spiega il Presidente e CEO della società, Daniel Lanaro – nasce proprio dalle competenze di Integris. Noi ci occupiamo di digital transformation attraverso lo sviluppo di soluzioni di Big Data analytics, cognitive computing e Internet of Things. Soluzioni spesso verticalizzate nei settori che conosciamo meglio, come le telecomunicazioni, il finance, i trasporti e lo sport. Nei nostri laboratori di Pisa e Rende, vicino a Cosenza, abbiamo creato algoritmi di Intelligenza Artificiale che permettono non solo di migliorare le prestazioni degli atleti, ma soprattutto di farlo in sicurezza. E quale miglior occasione per provare la validità delle nostre tecnologie che non farlo sul campo, durante la Maratona di New York?».

La genesi del progetto

Daniel Lanaro, Presidente e CEO di Integris

Un progetto nato un po’ come una sfida per una realtà che ha lo sport nel DNA. I soci fondatori di Integris, infatti, si sono conosciuti sul green. Ma non è solo la passione per il golf a unire i manager del system integrator romano. A fare da collante in tutta l’organizzazione c’è la convinzione che attraverso il gioco di squadra si possano raggiungere anche gli obiettivi più ambiziosi. Ed è proprio quello che si sono proposti di fare gli atleti del Team Integris, arruolati nella cerchia di conoscenti e amici.

I membri del team sono 10, tutti molto motivati. Alcuni di loro hanno già partecipato a mezze maratone mentre per altri quella della Grande Mela sarà la prima vera sfida su un percorso lungo. Per tutti, l’obiettivo minimo è tagliare il traguardo, quindi compiere tutti i 42 chilometri del percorso che si snoda tra le strade e i parchi della metropoli statunitense. Cosa di per sé non facile se non si è mai partecipato a una competizione di questo tipo… Per alcuni, poi, quelli che già si sono misurati su prove lunghe, l’intento è anche di fare un buon tempo. Tutti sono aiutati nell’impresa dalle tecnologie digitali: smart garment (abbigliamento tecnico dotato di sensori IoT), App mobile, Big Data analytics, cognitive computing e algoritmi di Intelligenza Artificiale.

Big Data analytics e il lavoro dei data scientist per prestazioni sempre al top

Daniele Meucci, data scientist del laboratorio Integris di Pisa e maratoneta pluripremiato

I sensori integrati all’interno dell’abbigliamento sportivo registrano di continuo i dati sulla salute del maratoneta, sul modo in cui poggia il piede, sul percorso che fa, sulla sua frequenza cardiaca. Un team composto da 4 data scientist aiuta ciascun membro del team a migliorare le proprie performance in modo mirato, sulla base di un programma di allenamento personalizzato che sfrutta le Big Data analytics e gli algoritmi di Intelligenza Artificiale per spingere al massimo l’asticella delle prestazioni, ma senza correre rischi. Fondamentale, in questo senso, il contributo dell’allenatore del Team Integris, il maratoneta Daniele Meucci. Ingegnere, una passione per la robotica, Meucci collabora con il centro di ricerca Integris di Pisa. Proprio lui ha stilato un programma di allenamento personalizzato per ciascuno dei partecipanti al progetto.

Big Data analytics per una preparazione “su misura”

L’anklet (cavigliera smart) usata dagli atleti del Team Integris

Il training per uno sportivo è indispensabile, ma va attentamente calibrato. Facile mandare all’aria tutto a causa di un infortunio. Ma oggi quest’eventualità è sempre più remota grazie alle Big Data analytics, all’AI e alle tecnologie IoT. Con una corretta preparazione, infatti, il rischio di strapparsi, farsi venire una tallonite o una borsite al ginocchio è ormai un lontano ricordo.

I maratoneti coinvolti nel progetto hanno iniziato lo scorso giugno la loro preparazione in vista della New York City Marathon. Durante le loro sessioni di allenamento indossano una t-shirt sportiva sensorizzata, calzini smart e una cavigliera tecnologica (anklet). I wearable registrano di continuo parametri tecnici come la cadenza media (il numero di passi al minuto), il ritmo (il tempo necessario per percorrere un chilometro) o la distanza coperta. Altri dati rilevati mappano il percorso: salite, discese, dislivelli, altitudine media. La t-shirt smart misura la frequenza cardiaca (il numero di battiti al minuto) o il consumo energetico (calorie consumate). Gli anklet rimandano informazioni sull’appoggio del piede (impact score) o il tempo di contatto con il terreno (contact time).

I Big Data così raccolti hanno permesso al team di data scientist Integris di profilare i maratoneti – per stile di corsa, punti di debolezza… – e realizzare, con la consulenza di Daniele Meucci, uno schema di preparazione individuale. Un programma che ha permesso agli atleti di migliorare costantemente le proprie prestazioni al massimo, senza rischi per la loro salute. Un prospetto corretto periodicamente, sulla base delle rilevazioni dei dati sullo stile di corsa e la salute degli atleti provenienti dagli smart garment.

 

Un’App per monitorare i progressi

Tramite l’App per smartphone gli atleti possono verificare i loro progressi

Grazie a un’App per smartphone, gli atleti sono in grado di controllare in autonomia tutti i progressi compiuti. In Integris, però, si sono spinti oltre e hanno definito obiettivi prestazionali precisi per ogni maratoneta. I Big Data raccolti nei primi 85 giorni di allenamento sono stati incrociati con alcuni modelli predittivi sviluppati dal team di data scientist, per definire un KPI obiettivo. Questo indicatore stima con un’approssimazione di circa 10 secondi la probabile prestazione che ciascun maratoneta fornirà il prossimo 4 novembre a New York, tenuto conto di alcuni parametri come la condizione fisica generale, il regime alimentare adottato a ridosso della competizione e persino le condizioni meteo previste il giorno della manifestazione. Il dato così sintetizzato è stato “corretto” sulla base di un indice di stanchezza individuale, ottenuto applicando un algoritmo che tiene conto dell’andamento di ogni singolo atleta durante i primi 85 giorni di allenamento sotto osservazione. L’obiettivo è di fornire una stima ancora più accurata.

«Le tecnologie di Big Data analytics e cognitive svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione degli infortuni e nella definizione di programmi di preparazione atletica altamente personalizzati – conclude Lanaro –. Noi già da tempo studiamo nei nostri laboratori i benefici dello sport 4.0. Ora, però, con questo progetto possiamo finalmente farlo direttamente in gara, sotto la supervisione di un atleta esperto come Daniele Meucci, e questa è un’occasione che non potevamo farci scappare».

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