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Jobrapido: con l’intelligenza artificiale potenzia la ricerca del lavoro

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Intervista

Jobrapido: con l’intelligenza artificiale potenzia la ricerca del lavoro

28 Gen 2019

di Giorgio Fusari

Rob Brouwer, amministratore delegato della società, spiega in questa intervista come il motore di ricerca sia arrivato a integrare al proprio interno la Smart Intuition Technology, presentata lo scorso novembre: una soluzione capace di arricchire e affinare i risultati delle ricerche online di coloro che stanno esplorando nuove opportunità occupazionali

Rivoluzionare il modo in cui le persone cercano e ottengono un lavoro è la visione strategica di Jobrapido, il motore di ricerca di lavoro online fondato nel 2006. Attualmente, sottolinea la società con quartier generale a Milano, questo search engine è attivo in 58 paesi, con 55 milioni di visite mensili e oltre 80 milioni di utenti registrati; la sua missione è soddisfare sempre meglio le esigenze di questa grande comunità di utenti, fornendo un servizio eccellente ai candidati e alle imprese. Per questo, a novembre 2018, Jobrapido ha introdotto la Smart Intuition Technology, una tecnologia in grado d’integrare nel motore di ricerca l’uso della tassonomia e dell’intelligenza artificiale (AI).

Foto di Rob Brouwer, Ceo di Jobrapido
Rob Brouwer, Ceo di Jobrapido

“Attraverso tale innovazione si è potuto raggiungere il 35% in più di candidati qualificati per ciascun posto vacante, e rendere i processi di recruiting più efficaci del 50%”, ha dichiarato Rob Brouwer, amministratore delegato di Jobrapido.

Dalle parole chiave alla ricerca intelligente

Il limite della tecnologia tradizionale è il fatto di basarsi sul ‘keyword matching’, che elabora i risultati della ricerca solo in funzione della parola chiave inserita dal jobseeker nel motore di ricerca. “Nel recruitment online il processo di ricerca per un lavoro è solitamente focalizzato attorno al matching – spiega Brouwer – e, com’è immaginabile, chi cerca un’occupazione spesso digita semplicemente il proprio job title attuale, e sulla base di questo termine di ricerca ottiene corrispondenze con i lavori online. L’uso del keyword maching è stato certamente un grande passo in avanti, ma molto presto abbiamo compreso che questo processo doveva diventare ‘AI-driven’ ”.

Così, con l’acquisizione di Jobrapido da parte di Symphony Technology Group (STG) nel 2014, e con l’ingresso nel 2016 di Jean-Pierre Rabbath come Chief Product Officer e Vice President of Analytics di Jobrapido, una mente dotata di profonde competenze tecnologiche di lunga data nelle TLC e nei media, il progetto d’innovazione del motore di ricerca ha potuto beneficiare di un’accelerazione.

Recruitment analytics e soluzione ‘custom’

Capitalizzando sull’esperienza lavorativa in società di e-recruitment come Jobline, e soprattutto sui dodici anni d’esperienza professionale in Monster (altra società di e-recruitment attiva in diversi paesi del mondo, tra cui anche l’Italia), Brouwer ha deciso di portare il valore e la potenza delle tecnologie analitiche predittive di recruitment, e della big data intelligence, anche nel motore di ricerca di Jobrapido: “Dopo un’iniziale collaborazione con società esterne, abbiamo molto presto realizzato che dovevamo sviluppare una tecnologia di tipo ‘custom’ ” continua Brouwer. “Così abbiamo acquisito una società che si chiama Innovantage: ha sede in Regno Unito ed è una ‘recruitment analytics company’, unicamente focalizzata sulla gestione dei dati e sugli strumenti analitici per il reclutamento delle risorse umane, sulla tassonomia e sull’intelligenza artificiale. Innovantage ha quindi cominciato a sviluppare tecnologia per Jobrapido, che poi i nostri ingegneri in Italia hanno iniziato a integrare nel motore di ricerca”.

Il primo passo è stato costruire la tassonomia, ossia un potente sistema di classificazione, in grado di leggere l’intera descrizione di un profilo lavoro e catalogarla in modo accurato con i dettagli del ruolo, includendo formazione, esperienza, abilità, competenze del candidato. Il secondo step è stato integrare la componente di intelligenza artificiale e di machine learning, su cui si basa la Smart Intuition Technology.

Sistema che impara e trova più lavori possibili

L’implementazione della tassonomia, precisa il manager, permette in sostanza di andare oltre il keyword matching: quando un jobseeker inserisce la parola chiave, per esempio ‘giornalista’, il motore di ricerca è in grado di trovare e visualizzare molti più risultati, quindi possibili occupazioni, adatte, attinenti alle sue abilità e competenze. Di conseguenza, esso può presentare lavori molto vicini a quel tipo di skill, come ‘copywriter’, ‘content writer’ o altri profili corrispondenti. “Con la tassonomia, i candidati non devono lasciare curriculum, ma costruiscono il proprio profilo, che continua a evolversi nel tempo, nel corso della carriera” spiega ancora Brouwer.

Intelligenza artificiale e, soprattutto, machine learning, affinano poi ulteriormente questo processo: “Quando l’utente fa click su determinate posizioni lavorative, il sistema apprende dalla navigazione, dalle ricerche e preferenze salvate, e più il motore viene utilizzato, migliori sono i risultati che riesce a fornire al candidato. Pur focalizzandosi sulla ‘jobseeker experience’ e permettendo di trovare più rapidamente lavori più corrispondenti alle proprie capacità – aggiunge Brouwer – Jobrapido fornisce eguali benefici anche ai datori di lavoro, maggiormente soddisfatti di trovare competenze che si confanno alle proprie esigenze”.

E per il futuro? “Siamo attualmente concentrati sulla corrispondenza dei risultati, per far sì che vi sia un miglior matching quando i jobseeker stanno interagendo con il nostro sito web. Ma siamo anche impegnati per portare i lavori agli stessi jobseeker, nel momento in cui li stanno cercando. Il prossimo passo che stiamo facendo è creare un’interazione, un’esperienza d’uso molto personalizzata per i nostri jobseeker, assicurando che in questo ambiente di ricerca ottengano il lavoro giusto e nel momento giusto”, conclude l’AD dell’azienda.

Giorgio Fusari
Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

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