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Innovazione: Cisco mette al centro Intelligenza Artificiale e blockchain

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Attualità

Innovazione: Cisco mette al centro Intelligenza Artificiale e blockchain

25 Set 2018

di Valentina Bucci

Cosa significa oggi fare innovazione per un vendor come Cisco? Una strategia basata sul lavoro di ricerca e sviluppo, su acquisizioni e coopetition, ma anche sulla scelta di investire in quelli che vengono considerati dall’azienda i trend più promettenti, tra cui spiccano Intelligenza Artificiale e blockchain.

Che strategia segue Cisco per proporre ai propri clienti prodotti e servizi realmente innovativi ed efficaci sul piano del business e del miglioramento della produttività aziendale? Ha risposto a questa domanda, durante lo speech tenuto ai recenti Digital Awards 2018, Enrico Mercadante, Head of Digital Acceleration Team, Cisco, toccando tra gli altri i temi intelligenza artificiale e blockchain.

R&D, acquisizioni, coopetition

Come racconta Mercadante, fare innovazione oggi significa confrontarsi con uno scenario complesso da interpretare: l’IoT (si parla in un prossimo futuro di 50-100 miliardi di device connessi) ha cambiato la scala dei problemi e delle soluzioni dando vita a un mondo iperconnesso dove i mercati si generano a velocità sorprendenti: “Il business delle app, che vale oggi 100 miliardi di dollari, è stato creato in 7-8 anni”, ricorda il manager; i costi delle tecnologie si abbassano e consentono un accesso alle stesse sempre più “democratico”; per i vendor, la concorrenza è molto più ampia che in un recente passato, basti pensare alle startup, circa 7 mila nuove ogni anno: “Migliaia di nuove aziende che vengono create ogni giorno la cui missione è fare disruption”, dice Mercadante.

Quale modello ha allora adottato Cisco per mantenere e accrescere un ruolo da protagonista all’interno di questo scenario?

“Investiamo tanto in Ricerca e Sviluppo, il 12% del nostro fatturato, circa 6 miliardi di dollari all’anno, e creiamo contest che coinvolgono i dipendenti; ma sono leve importanti anche le acquisizioni, che ammontano oggi a più di 200, e la definizione di partnership efficaci”, dice Mercadante, che su quest’ultimo punto sottolinea: “Sempre più spesso le partnership oggi sono di coopetition con altre aziende di piattaforma, potenziali concorrenti, con cui tuttavia ci si allea per sviluppi congiunti”. Per quanto riguarda invece le startup, il manager definisce fondamentale creare dialogo e apertura e spiega: “Da 5 anni a questa parte tutto ciò che viene dalla nostra R&D ha delle API pubblicate perché vogliamo assolutamente collaborare con quante più startup possibili, oltre che in generale con le aree ricerca e sviluppo dei nostri partner e dei nostri clienti; è un tema, questo della API Economy, che ci sta molto a cuore”.

Intelligenza artificiale: Intent-based network e cognitive collaboration

In che aree si concentrano gli sforzi di innovazione? Oltre a citare i temi tecnologici più consolidati legati alle linee di prodotto Cisco (Multi Cloud, Network, Analytics, Security, User Experience), Mercadante si sofferma su quelli più di frontiera, come AI e Blockchain. Riguardo all’Intelligenza Artificiale, il manager spiega più concretamente la direzione verso cui si sta muovendo Cisco attraverso il concetto di Intent-based network: l’applicazione della AI alla rete può aiutare i manager IT a rispondere in modo più efficace alle problematiche del network (un’attività che occupa in media il 40% del loro tempo) automatizzando molte operazioni altrimenti manuali e anticipando eventuali problematiche operative; una rete in grado di apprendere, adattarsi e proteggersi molto più autonomamente. Un passo fondamentale se si considera l’esplosione di dispositivi legata all’IoT, all’adozione del cloud e alla crescente complessità delle reti, e dunque la crescita esponenziale delle problematiche di gestione e di sicurezza. “È la rete stessa che suggerisce come deve essere corretto un eventuale problema riscontrato e quindi, se il suggerimento viene accettato, chiede al manager IT se automatizzare la correzione di quel dato problema nel caso in cui si ripresentasse”, spiega Mercadante.

Figura 1 – La Cognitive Collaboration secondo Cisco – Fonte: Cisco

Applicata invece al tema della collaboration, l’AI si traduce nella “Cognitive collaboration” (figura 1): assistenti virtuali business in grado di affiancare le persone nelle loro attività quotidiane, “Per dar loro più tempo per per pensare e fare cose di valore, invece che organizzare”, dice Mercadante; sistemi speech-to-text e di traduzione automatica, soluzioni per il riconoscimento facciale che consentono, per esempio, immaginando un meeting virtuale, di visualizzare i nomi degli interlocutori (figura 2), “L’esperienza di chi è collegato da remoto diventa paradossalmente migliore di chi è fisicamente presente nel meeting”, sottolinea il manager.

Figura 2 – L’Ai rende disponibili ai partecipanti delle riunioni virtuali i nomi degli interlocutori per una migliore customer experience – Fonte: Cisco

Blockchain applicata alla supply chain

E per quanto riguarda la blockchain? Cisco sta lavorando per proporre soluzioni in grado di creare la “blockchain enterprise”, sta cioè sviluppando una serie di applicazioni vitali per l’azienda (legate al mondo supply chain, logistica, finance, pagamenti, gestione delle identità ecc.; vedi figura 3) dove dati e operazioni vengono legittimati da quella condivisione di risorse informatiche che è tipica di questo modello.

Figura 3 – Ambiti di sviluppo per realizzare la “Blockchain Enterprise” – Fonte: Cisco

“Abbiamo un team che è passato da una fase di incubazione a una di lancio del prodotto – spiega Mercadante, e prosegue – In particolare ci siamo concentrati sul tema della supply chain: prendendo in esame una filiera, il primo obiettivo che ha un’azienda è quello di avere una fotografia che sia univoca e condivisa fra tutti gli attori coinvolti (chi produce, chi distribuisce, clienti ecc.); tutti devono avere come riferimento un solo stato di un magazzino, un solo stato di spedizione, diversamente da come spesso accade. Con la blockchain, dove ogni attore coinvolto è un nodo di della catena, ci aspettiamo che ci sia una sola versione della verità accessibile a tutti [salvo restrizioni d’accesso determinante per policy – ndr]. Esistono anche altri vantaggi, tra cui quello importante della disintermediazione, per cui si rimanda per un rapido excursus alla figura 4.

Figura 4 – Vantaggi di una supply chain basata su blockchain – Fonte: Cisco

È la stessa Cisco il primo interessante caso utente: “Da quest’estate – dice Mercadante – la nostra supply chain sarà basata su una struttura blockchain”.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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