Ormai la tradizionale periferia della rete informatica di un’azienda non esiste più: esistono molteplici e variabili confini e percorsi su cui è necessario esercitare un controllo su chi fa che cosa, senza ovviamente violare la privacy degli utenti e la confidenzialità delle informazioni o delle procedure che devono essere protette da accessi e azioni da parte di non è autorizzato.
Come sostiene anche lo studio The State of Network Security: 2016 to 2017, pubblicato agli inizi di quest’anno dalla società di analisi Forrester, nonostante negli ultimi anni siano cresciute le quote dei budget per la It security di altre – e in parte anche relativamente nuove – tipologie di sicurezza, la network security attrae ancora la fetta maggiore degli investimenti. Secondo lo studio, non occupa più il 24% della spesa totale come nel 2012, ma resta saldamente in testa con il 12%, seguita con quote tutte del 10% ciascuna da data security, content security, application security, client threat management, security services, risk & compliance, mobile security e, con piccoli distacchi, da identity management (9%) e sicurezza per Internet of things (IoT) e Machine-to-machine (M2M), con l’8% dello spending.




























Partecipa alla community