Tra gli hyperscaler presenti in Italia, Microsoft è stato l’ultimo ad arrivare, ma con il piano del 2024 ha alzato decisamente la posta. L’annuncio di un investimento da 4,3 miliardi di euro in due anni, il più grande mai destinato dall’azienda al nostro Paese, ha trasformato la regione cloud del Nord Italia in uno dei pilastri europei della sua infrastruttura.
Il quadro è in rapida evoluzione: una region operativa a Milano, nuovi siti in costruzione in Lombardia, partnership con operatori locali, un’offerta di cloud sovrano sempre più articolata e un programma di competenze legato all’adozione dell’AI. Per i CIO che usano Azure, la domanda non è più se i dati possano restare in Italia, ma come sfruttare al meglio una capacità destinata a crescere.
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Italy North: la cloud region di Milano
Il punto di partenza è Italy North, la regione Azure italiana, il cui piano era stato annunciato nel maggio 2020 e che è entrata in servizio nel 2023 con l’annuncio di tre data center.
Nell’ottobre 2024 la società ha comunicato l’intenzione di investire 4,3 miliardi nell’espansione dei data center cloud e AI, con l’obiettivo di rendere Italy North una delle più grandi regioni data center di Microsoft in Europa.
Data boundary e hub per il Mediterraneo
La regione ha una doppia funzione. Da un lato deve soddisfare i requisiti europei di EU Data Boundary, cioè la possibilità per imprese e istituzioni di conservare ed elaborare i dati senza farli uscire dai confini dell’Unione. Dall’altro è destinata a diventare il riferimento per l’area del Mediterraneo e per il Nord Africa.
Per un CIO italiano, questa region significa avere “vicino” una piattaforma capace di servire carichi regolati, dalla finanza alla pubblica amministrazione, e poter dialogare con un fornitore la cui capacità cresce proprio sul territorio nazionale.
Settala, Bornasco e San Bovio: i nuovi siti lombardi
La crescita della region passa da cemento e cablaggi. Il piano ha riportato l’attenzione su alcune località dell’hinterland milanese e pavese, dove Microsoft è impegnata a costruire e espandere capacità.
A Settala, in provincia di Milano, Microsoft dispone di un campus che comprende due edifici.
Più a sud, a Bornasco, circa 25 chilometri da Milano e 11 da Pavia, Microsoft sta sviluppando un nuovo data center composto da due edifici, i cui lavori – partiti lo scorso gennaio – sono attualmente in corso.
Un altro cantiere è stato inaugurato lo scorso gennaio a San Bovio, quartiere di Peschiera Borromeo, alle porte di Milano, nell’area della ex Postalmarket.

Cloud, AI e competenze: oltre i muri del data center
Un data center, però, produce valore solo se qualcuno lo usa. Per questo il piano di Microsoft affianca all’infrastruttura due componenti chiave che fanno riferimento all’ecosistema di partnership e alla formazione, che definiscono il mercato potenziale dei servizi ospitati.
Sul fronte delle competenze, l’azienda si era impegnata a formare oltre un milione di italiani in AI e abilità digitali entro, mentre a Milano ha avviato un AI Lab dedicato alle imprese.
Azure Local con Aruba
Nel maggio 2025 Microsoft ha annunciato un accordo con Aruba per offrire il servizio Azure Local dai data center dell’operatore italiano a Bergamo, Arezzo e Roma.
Si tratta di un modello ibrido che porta l’esperienza Azure in ambienti locali e consente di gestire carichi con requisiti di sovranità o latenza particolari, senza abbandonare del tutto il cloud pubblico. Il progetto si somma alla region Azure di Milano assicurando, quindi, da un lato la capacità hyperscale del public cloud e dall’altro nodi locali gestiti da un operatore italiano.
Sovereign Cloud e Copilot in-country
Il tassello più recente riguarda la sovranità. Microsoft ha presentato il Sovereign Public Cloud, offerto da tutte le region europee esistenti, e una Sovereign Private Cloud basata su Azure Local, affiancate dalla Sovereign Landing Zone, un’architettura preconfigurata per applicare controlli di conformità sulla piattaforma pubblica.
Per l’AI, l’azienda ha annunciato l’elaborazione in-country delle interazioni con Microsoft 365 Copilot in 15 Paesi, Italia compresa, entro i prossimi mesi. I dati verranno trattati nei data center del Paese di provenienza, quindi, con benefici anche in termini di latenza.



























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