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AI, i clienti chiedono risultati: cresce la domanda di consulenza


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Il rapporto Cisco “2026 Global AI Partner Study”, condotto su 1.702 partner tecnologici in 30 Paesi, evidenzia una maggiore attenzione delle imprese a costi e rendimenti. In Italia, solo il 29% degli intervistati segnala ritorni economici all’altezza delle aspettative

Pubblicato il 21 ott 2026



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Punti chiave

  • Preoccupano i costi operativi e il basso ritorno sugli investimenti; i partner aiutano a selezionare casi d’uso e misurare benefici prima di scalare.
  • L’espansione dell’AI agentica aumenta rischi di sicurezza; deficit di orchestrazione multi-agente e difficoltà a spiegare decisioni evidenziano gap di governance.
  • Cresce la domanda di consulenza e servizi gestiti: opportunità per modernizzare infrastrutture, sicurezza e controllo dei costi; Cisco propone hub e programmi per supportare i partner.
Riassunto generato con AI


I costi di gestione dell’intelligenza artificiale preoccupano le imprese e cresce l’attenzione ai ritorni economici. Il 92% dei partner tecnologici intervistati da Cisco riferisce che almeno alcuni clienti hanno espresso timori per la spesa necessaria a mantenere operative le soluzioni. Solo il 43% segnala un ritorno sugli investimenti in linea o superiore alle aspettative, quota che in Italia scende al 29%.

Il 2026 Global AI Partner Study, «From Adoption to Accountability: How Partners Can Close AI’s Value Gap», descrive un mercato in cui la selezione dei casi d’uso e la misurazione dei benefici assumono un peso crescente. Per i partner si ampliano le opportunità di accompagnare le aziende nelle scelte tecnologiche e nella gestione delle applicazioni.

Costi e casi d’uso orientano gli investimenti

Giunta alla terza edizione, l’indagine rileva che, per il 21% degli intervistati a livello globale, le pressioni sui costi stanno modificando la propensione dei clienti a effettuare ulteriori investimenti in AI. In Italia questa quota si ferma a circa il 10%.

In questo contesto, il supporto dei partner riguarda la capacità di individuare le applicazioni più appropriate, collegare la spesa a risultati verificabili e definire aspettative realistiche prima di estendere le implementazioni.

L’AI agentica rende più concreti i rischi di sicurezza

Quasi la metà dei clienti sta già sperimentando o implementando su larga scala l’AI agentica. La diffusione di sistemi sempre più autonomi rende più concreta la necessità di competenze per gestirli e proteggerli.

Lo studio rileva però una flessione nella quota di partner che dichiarano un’elevata consapevolezza delle minacce alla sicurezza specifiche dell’intelligenza artificiale: il dato globale scende dal 35% dello scorso anno al 29%, con l’Italia al 31,7%.

Cisco interpreta questa diminuzione come il riflesso di una comprensione più realistica dei rischi, maturata attraverso il confronto con applicazioni operative. L’esperienza sul campo sta offrendo ai partner una visione più chiara delle capacità necessarie per proteggere i sistemi.

Tra gli ambiti esaminati, l’orchestrazione multi-agente risulta la capacità più carente, considerando la preparazione dei clienti, le capacità dei partner, le conoscenze e l’esperienza pratica. Il coordinamento tra più agenti emerge quindi come un’area nella quale si concentra il bisogno di supporto.

Governance, il divario tra individuare i rischi e spiegare le decisioni

L’aumento dell’autonomia dei sistemi richiede un’evoluzione della governance. Secondo l’indagine, clienti e partner sono più preparati a identificare i rischi dell’AI che a spiegare le decisioni dei modelli o dimostrare la conformità normativa.

Questo divario riguarda sia gli aspetti tecnologici sia i processi aziendali. Definire politiche, responsabilità e prassi operative richiede competenze tecniche e conoscenza del contesto in cui le soluzioni vengono utilizzate.

È su questa combinazione che si concentra il ruolo attribuito ai partner: accompagnare le imprese nella definizione delle regole di gestione, mettendo in relazione il funzionamento dei sistemi con le esigenze operative del cliente.

Consulenza e assistenza crescono tra le opportunità di mercato

La disponibilità di competenze rappresenta un ulteriore punto critico. Sicurezza e conformità costituiscono il secondo maggiore divario di competenze interne dei partner. Tra i clienti, la carenza di talenti più elevata riguarda invece la cybersecurity applicata all’intelligenza artificiale.

Parallelamente, la quota di intervistati che indica consulenza e assistenza come principale opportunità di crescita sale dal 12% al 50%, registrando l’incremento più consistente tra le categorie analizzate.

La richiesta di supporto riguarda la scelta delle soluzioni, la loro gestione, il controllo dei costi e la misurazione dei risultati. Comprende inoltre la progettazione di applicazioni personalizzate, la modernizzazione delle infrastrutture e l’integrazione con i sistemi aziendali.

Le opportunità descritte dallo studio coprono così strategia, implementazione, sicurezza, governance e gestione operativa. In questo percorso, Cisco richiama la necessità di considerare la sicurezza fin dalla progettazione, intervenendo su infrastruttura, dati, modelli, applicazioni e ambiente di esecuzione.

Il peso dell’intelligenza artificiale sul fatturato

Per circa un quarto dei partner a livello globale, l’AI rappresenta già oltre la metà del fatturato. Il 55% prevede di raggiungere questa soglia entro cinque anni.

A sostegno delle attività dei partner, Cisco presenta l’AI-Era Cyber Defense Partner Hub come un percorso per valutare l’esposizione al rischio dei clienti, modernizzare l’infrastruttura e rafforzare le operazioni di sicurezza.

Il Cisco 360 Partner Program è invece concepito per riconoscere le diverse modalità con cui i partner creano valore, comprendendo infrastrutture, implementazione, consulenza e servizi gestiti. L’obiettivo indicato è accompagnare le aziende nell’impiego dell’intelligenza artificiale su larga scala, attraverso sicurezza, governance e controllo dei costi.

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