Fiditalia, prodotti diversificati processo unificato

La società ha riorganizzato la propria struttura di front office, unificando le precedenti sei diverse realtà con indubbi vantaggi in termini di semplificazione della gestione e di migliore erogazione del servizio. Un’accurata fase di test ha permesso di evidenziare e correggere i percorsi critici del nuovo sistema

Pubblicato il 22 Mar 2006

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Fiditalia, prodotti diversificati processo unificato

Fiditalia, società del gruppo Société Générale con 2 miliardi di euro erogati, 2 milioni di clienti attivi per 1,5 milioni di operazioni all’anno è leader in Italia nel settore del credito al consumo.
Fino al 2001, l’acquisizione di richieste di prodotti finanziari avveniva su sei front office diversi, uno per prodotto da acquisire. L’azienda ha quindi deciso di varare un progetto di unificazione dei front office. “Il progetto – spiega

Gabriele Frigerio, product manager della divisione marketing di Fiditalia, ma che nel 2001 era responsabile della direzione sviluppo e ha quindi seguito tutte le fasi del progetto – ha comportato il ridisegno e la reingegnerizzazione profonda della logica di business, con la definizione di un unico processo di valutazione, diversificato per tipologie di prodotti finanziari richiesti, monitorabile e con una gestione ottimale del rischio”. Con questo progetto, i sistemi di acquisizione dei front office sono stati riorganizzati su base web; il richiedente del finanziamento è abilitato a una funzione di “autoapprovazione”, in grado di fornirgli un esito (positivo o negativo) online nel 70% delle istanze di richiesta.

Il primo valore aggiunto di questo servizio è la centralizzazione elettronica di controlli, prima demandati a onerose verifiche in filiale, con drastica riduzione di attività operative di filiale. Il secondo, per il cliente finale, è la velocizzazione del finanziamento.
“Questo progetto – prosegue Frigerio – ha prodotto l’automatizzazione di diverse migliaia di convenzionati e l’unificazione di processi di caricamento indipendentemente dalle varie tipologie di prodotto finanziario. C’è ora un processo di valutazione parametrico che consente di valutare le diverse richieste di credito in maniera diversificata (e diversificabile anche in ottica evolutiva) sulla base di una metrica che misura, per la Direzione Crediti, quattro dimensioni: rischio connesso al prodotto finanziario, processi legati al prodotto finanziario e loro grado di intermediazione, importanza degli importi erogati e qualità/caratteristiche sociologiche del richiedente”. La Direzione Crediti diventa così completamente autonoma nella configurazione di controlli e regole di credito, in una logica di totale astrazione da qualsiasi ulteriore intervento tecnologico anche futuribile. Inoltre la parametrizzazione del rischio, unificata fra le diverse tipologie di prodotti finanziari erogati, crea un insieme di regole di credito la cui gestione abilita la governance del rischio globale del credito.
Un ulteriore, forse più intangibile, beneficio sta in un miglior equilibrio nel nuovo servizio delle componenti umana ed elettronica, che in definitiva migliora l’“esperienza” da parte del cliente: da un lato l’automatizzazione spinta del processo di valutazione “oggettivizza” il servizio, affrancandolo in gran parte da possibili soggettività; ma dall’altro resta possibile far intervenire la valutazione umana per eccezione, con tutta una serie di forzature del responso della macchina “sulla risposta della quale – dice ancora Frigerio – non possiamo esclusivamente basarci”.

La piattaforma tecnologica e i test
Il progetto, ha comportato la riorganizzazione dei sistemi di front office su base web a standard j2ee. La scelta strategica è stata quella di abbracciare una tecnologica aperta all’evoluzione, ma imperniata sulle competenze interne Cobol e sulla piattaforma Ibm i-Series. Nella piattaforma convivono application server per tecnologie j2ee (prima Apache con Tomcat, quindi Websphere R.5) e buona parte delle componenti applicative, che rimangono a base Cobol. Nelle varie fasi in cui si è articolato il progetto, c’è stata l’esigenza di effettuare test di “stabilità e scalabilità”, man mano che si allargava il campo delle tipologie di prodotto gestite, dalla fase iniziale ai rilasci del nuovo strumento filiale dopo filale. “Test propedeutici ai rilasci – spiega Frigerio – per determinare proattivamente i limiti (“forza macchina” da utilizzare col nuovo sistema e carico di lavoro massimo cui puntare con l’hardware stato dell’arte), per i quali è stato critico l’apporto del vendor”.
Dopo un’accurata software selection, la scelta è caduta sui prodotti Compuware. “Il loro utilizzo – conclude Frigerio – ha permesso in particolare di evidenziare, e conseguentemente rivedere e correggere, percorsi critici all’interno del nuovo sistema, migliorando ripetutamente il limite di traffico massimo raggiungibile, per elevare il quale servono ulteriori investimenti. L’utilizzo di queste soluzioni ha inoltre permesso di rilasciare con più confidenza il servizio alla crescente popolazione di filiali utenti”. Dopo la messa in pista del servizio di autoapprovazione web, i test di “stabilità e scalabilità” basati su QALoad e QARun della suite QACenter Performance Edition di Compuware sono stati utilmente ripetuti anche su altre applicazioni.

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