Toyota Material Handling Manufacturing Italy-Sinfo One: come l’Erp spinge la digitalizzazione dell’industria

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Toyota Material Handling Manufacturing Italy-Sinfo One: come l’Erp spinge la digitalizzazione dell’industria

La collaborazione tra le due realtà ha permesso di supportare i progetti di business e rinforzare la trasformazione di Toyota verso un approccio 4.0

11 Feb 2022

di Redazione

L’ERP di nuova generazione come passaggio chiave per l’evoluzione verso il paradigma della Smart Factory: questo il risultato principale della collaborazione di successo avviata da alcuni anni tra il system integrator Sinfo One e Toyota Material Handling Manufacturing Italy. Quest’ultima è una realtà che, raccolta nel 2000 l’eredità dello storico marchio Cesab, progetta e produce sofisticati carrelli elevatori esportati in tutto il mondo, in particolare per il mercato europeo. Un’azienda di primaria importanza a livello nazionale, che in questa fase sta facendo fronte ad alcune importanti sfide, come evidenzia Patrick Malservisi TMHE Supply IS/IT Director di Toyota Material Handling Europe: “Il nostro mercato di riferimento sta affrontando la crisi o, meglio, le opportunità post Covid, nel senso che il mercato logistico è in forte fermento, così come quello della supply chain. Oltre a questa importante sfida, stiamo anche cambiando il nostro paradigma di business: non vendiamo più soltanto prodotti, ma anche servizi ed esperienza. Diventa quindi estremamente importante per Toyota orientarsi verso una smart factory, ovvero verso una digitalizzazione dei processi e delle procedure aziendali”.

La collaborazione con Sinfo One

Non a caso il percorso di Toyota Material Handling Manufacturing Italy si è incrociato, già nel 2016, con quelle di un system integrator a valore come Sinfo One: “Le strade di Sinfo One e di Toyota si sono intrecciate essenzialmente per alcune ragioni principali: stavamo cercando un partner affidabile e abbiamo così iniziato a fare una ricerca sul mercato per individuare una realtà che fosse in grado di supportarci in una fase di cambiamento della nostra azienda e del nostro sistema ERP. Avevamo trovato numerose referenze positive su Sinfo One; inoltre, con il successivo assessment ci siamo resi conto che sarebbero stati il partner ideale per il cambio di sistema gestionale”, evidenzia Malservisi.

La collaborazione è stata caratterizzata dal rigoroso e puntuale rispetto di una precisa tabella di marcia, come racconta Paola Pomi, CEO di Sinfo One: “Gli step progettuali sono partiti da quello che è stato l’assessment iniziale, che ci ha permesso di valutare i tempi, i costi e l’effort del progetto di implementazione. Ci eravamo dati delle ambiziose tempistiche, in particolare volevamo partire con l’intero sistema in tutte le sue sfaccettature in 18-24 mesi, un traguardo che poi abbiamo effettivamente raggiunto. Un altro importante obiettivo che ci eravamo posti era di rendere la struttura di Toyota Material Handling Manufacturing Italy autonoma nel gestire il sistema E1 di Oracle JDE. Un obiettivo, anche questo, che è stato raggiunto in maniera egregia”.

Patrick Malservisi TMHE Supply IS/IT Director di Toyota Material Handling Europe e Paola Pomi, CEO di Sinfo One

I benefici di Oracle JDE

I benefici di questa rapida implementazione si sono fatti immediatamente sentire sull’operatività di Toyota Material Handling Manufacturing Italy : “Il sistema JDE ci ha aiutato moltissimo in un momento di difficoltà dei sistemi informativi: il nostro sistema legacy era decisamente obsoleto e non più in grado di supportare il business in maniera adeguata. Avevamo bisogno di un sistema che fosse in grado di seguire rapidamente i cambiamenti del business, in maniera lean, che consentisse di semplificare le attività di digitalizzazione dei processi aziendali. E che fosse molto più orientato al processo che non al tool stesso, come invece accadeva con il precedente sistema gestionale. Tra l’altro con JD Edwards abbiamo potuto introdurre una serie di funzionalità, ad esempio la RPA [Robotic Process Automation, ndr], che stanno consentendo la semplificazione delle attività in diverse aree aziendali, perché non è più necessario sviluppare applicazioni, interfacce o soluzioni ad hoc di volta in volta”, mette in luce Malservisi.

Un progetto replicabile

Un ulteriore aspetto positivo della collaborazione è l’aver tracciato una strada che potrà essere percorsa in futuro da altre realtà aziendali: “Questo approccio è sicuramente replicabile da Sinfo One: l’assessment e la successiva fase implementativa erano già il nostro standard. In questo caso, il fatto di aver affrontato in maniera strutturata i temi del lean e del TPS [Toyota Production System, ndr] permette di affacciarci a tutte quelle aziende che si stanno avvicinando a questa filosofia, non solo come esperti di processo ma anche di sistema. Nessuno meglio di Toyota Material Handling Manufacturing Italy poteva darci un campo di prova per portare le nostre esperienze a un livello di maturità importante. In un contesto industriale così competitivo e dinamico, è importante riuscire a supportare le aziende clienti con una continua evoluzione dei sistemi e dei processi. Da questo punto di vista, la soluzione Oracle JD Edwards Enterprise One che abbiamo implementato presso Toyota è una soluzione che ci permette di garantire una grande flessibilità del sistema, nonché di customizzare sino all’ultimo miglio la soluzione per il cliente, che quindi può continuare a crescere con una soluzione che si adegua alle sue necessità. Nel progetto di Toyota, è stato importante avere a disposizione un team che fosse capace di dosare a regola d’arte la flessibilità del sistema e il suo utilizzo. In quelli che sono i processi core è stato necessario essere perfettamente calzanti, rendendo così più semplice l’operatività dell’utente. Allo stesso tempo, è fondamentale proporre delle soluzioni standard sui processi non core, che offrono anche la possibilità alle aziende utenti di migliorare certe attività”, evidenzia il CEO di Sinfo One.

Il futuro della partnership

Per il futuro, conclude Malservisi, la partnership tra le due realtà è destinata a rimanere salda: “Dal momento che siamo riusciti a costruire una partnership matura durante l’implementazione di E1, attualmente l’obiettivo è quello di proseguire in questa direzione andando sempre di più a utilizzare le potenzialità di JD Edwards per ottimizzare i processi aziendali e facilitare un’importante attività di armonizzazione. Si tratta di un aspetto che fa parte dei progetti attuali del gruppo, in una situazione estremamente critica dal punto di vista della supply chain e della logistica globale”.

R

Redazione

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