Infrastrutture e cybersecurity: abilitare nuovi servizi per città intelligenti

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Infrastrutture e cybersecurity: abilitare nuovi servizi per città intelligenti

Sicurezza e controllo del territorio, mobilità, illuminazione pubblica, monitoraggio della qualità di acqua e aria. Sono alcuni dei contesti di innovazione in cui si applicano le tecnologie della smart city. Un ambito in cui A2A SMART CITY porta infrastrutture e competenze a favore non solo di aziende e istituzioni lombarde, ma di tutta Italia.

Pubblicato il 24 Mar 2023

di Redazione

La vocazione di A2A SMART CITY come operatore di riferimento per le città intelligenti non è recente. Si può dire che risalga alla sua stessa fondazione in qualità di società multiservizi. L’azione di A2A SMART CITY sintetizza i tre ambiti su cui si focalizza il suo raggio d’azione: energia, acqua e ambiente. Ambiti nei quali le infrastrutture digitali fungono da dorsale per ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre gli sprechi e conseguire obiettivi di maggiore sostenibilità. Queste infrastrutture digitali fanno parte di quei layer tecnologici che concorrono alla definizione di città intelligente.

“Siamo partiti all’inizio del Duemila con la diffusione della fibra ottica e delle tecnologie su reti radio ed è su queste infrastrutture che si vanno poi a installare i sensori che servono per gestire i servizi” spiega Margherita Miali, Head of Infrastructures & Wholesale Services di A2A SMART CITY, ricostruendo un percorso che dalla fase di sperimentazione ha condotto all’utilizzo massivo di IoT e sensoristica. Se si dovesse ipotizzare una data di questo passaggio, si tratterebbe allora del 2015, in occasione di quell’Expo di Milano che ha fatto da potente attrattore di innovazione e di ammodernamento tecnologico.

Dall’infrastruttura ai servizi, un modello di smart city

Da allora i casi d’uso e i dati da gestire sono aumentati di anno in anno, fino a consolidare un modello che Cosimo Grottoli, Head of Software Engineering, Operations & Cybersecurity di A2A SMART CITY, riepiloga in questi termini: “In un progetto di città intelligente, sicuramente la parte hardware è predominante. Bisogna andare a installare nuovi oggetti in campo e far sì che le informazioni che portano quegli oggetti transitino da una infrastruttura di rete per essere decifrate in un significato che sia human-readable, utilizzabile dall’uomo.

Oltre alla fibra, noi usiamo anche reti wireless, integrandole quando occorre con quelle degli operatori mobile. Nel portare le informazioni all’interno dei nostri applicativi, facciamo in modo che siano sicure e garantite, ad esempio avendo la certezza che un determinato sensore sia autorizzato a trasmettere una certa informazione”.

Cybersecurity e infrastrutture, in sostanza, sono alla base della smart city. Ed è su questi due pilastri che vanno a innestarsi sempre nuovi use case e servizi innovativi. In merito a quelli offerti da A2A SMART CITY, va detto che il posizionamento della life company in questo comparto viene favorito oggi dal crescente interesse dei comuni italiani. Un interesse registrato dall’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano secondo il quale, nel 2021, il 28% dei comuni aveva avviato almeno un progetto nell’ultimo triennio. Senza dimenticare che il PNRR prevede, all’interno delle diverse missioni, più di 10 miliardi di finanziamenti dedicati a progetti di questo tipo.

La partnership di A2A SMART CITY con il comune di Napoli

“Sicuramente la Pubblica Amministrazione è il maggior promotore dei servizi di smart city, almeno per dimensione” riprende Margherita Miali, confermando che i servizi sui quali si concentra la maggiore attenzione attualmente sono gli stessi evidenziati dall’Osservatorio: sicurezza e controllo del territorio, smart mobility e illuminazione pubblica. Quest’ultimo, in particolare, intercetta una questione molto sentita come quella del controllo dei consumi e dell’efficientamento energetico.

“In precedenza, la domanda era incentrata soprattutto sul tema dell’inquinamento e, quindi, del monitoraggio della qualità di aria e acqua. La recente crisi ha spinto verso le soluzioni per il risparmio energetico, come dimostra la nascita delle comunità energetiche che condividono gli impianti di energie rinnovabili” dice ancora Miali.

Anche se la sensibilità su quali debbano essere i servizi abilitati dalla smart city può cambiare in base alle amministrazioni, esistono tuttavia dei progetti mirati, come l’urbanizzazione di interi quartieri, in cui molti servizi di smart city tendono a radunarsi attorno a una nuova entità territoriale. Si parla infatti di “smart district” per indicare questo approccio al ridisegno ex novo di zone cittadine.

In Italia è noto il caso milanese di UpTown, ma le esperienze di smart city non riguardano soltanto il nord del Paese. Sebbene la maggior parte degli asset di A2A SMART CITY si trovino in Lombardia, questo non impedisce alla società di proporre il suo modello di smart city anche al di fuori dei confini regionali. Ne è un esempio la recente aggiudicazione della gara indetta da Acqua Bene Comune di Napoli per la fornitura e l’installazione di un sistema di telelettura nel capoluogo campano.

Il contratto prevede la progettazione di una rete LoRaWAN, l’installazione di gateway e di circa 30.000 smart meter idrici, l’implementazione di una piattaforma applicativa che accoglie i dati provenienti dai misuratori, l’assistenza e la gestione del sistema per tutta la durata dell’appalto.

Bergamo e Brescia capitale della cultura

“Ogni proposta che facciamo va calibrata a seconda di quelle che sono le necessità del nostro interlocutore. Anche la rilevazione del fabbisogno fa parte della proposta, per questo è opportuno conoscere la città a cui ci presentiamo. La dimensione territoriale dà una percezione di quale smart city si intende sviluppare, tenuto conto del fatto che le Pubbliche Amministrazioni non possono prescindere da fattori come la disponibilità economica, gli investimenti già pianificati e il loro livello di avanzamento tecnologico” precisa Grottoli.

Se dovessimo identificare gli step di uno smart city journey ideale, Margherita Miali propenderebbe per il concetto di “ciclo”. “Da un lato individuiamo i fabbisogni, dall’altro le tecnologie con le quali rispondere questi fabbisogni. Segue poi la fase di scouting e la sperimentazione sia interna che con i clienti più innovativi. A quel punto siamo pronti a fare la nostra offerta alle Pubbliche Amministrazioni, dopo ovviamente averle studiate e aver interloquito con loro. In seguito all’assegnazione, finalmente andiamo sul campo, dove possiamo scoprire nuovi fabbisogni e nuove tecnologie con cui rendere più efficienti le nostre soluzioni. Poi si ricomincia, che sia nella stessa città per affinare l’offerta oppure in altri ambiti”.

Un metodo collaudato, fra gli altri, a Bergamo e Brescia, in cui la presenza di A2A SMART CITY è storicamente radicata. Quest’anno le due città, nominate capitale italiana della cultura, diventeranno ancora più smart grazie al supporto e al potenziamento delle infrastrutture di A2A SMART CITY nelle due città.

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