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Storage: per le medie aziende, stessi problemi delle grandi

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Storage: per le medie aziende, stessi problemi delle grandi

Debutta Hitachi Unified Storage Vm, una soluzione virtualizzata multiprotocollo e per tutti i tipi di dati che rende accessibile a molte più imprese la sicurezza, la produttività e la scalabilità garantite dall’offerta enterprise. Con caratteristiche green e pronta per le tecnologie del futuro, come la flash memory

03 Ott 2012

di Riccardo Cervelli

AMSTERDAM – È l’entry level per il mercato enterprise o la soluzione giusta per la media azienda nell’accezione italiana. Si tratta dell’ultimo nato nella famiglia di sistemi Hitachi Data System per lo storage unificato e virtualizzato. Hitachi Unified Storage Vm (Hus Vm), questo il suo nome, supporta la gestione virtualizzata in un unico prodotto – dalle dimensioni e dai consumi ridotti rispetto alle soluzioni similari precedenti (fino al 40% in meno) – di tutti i tipi di dati: blocchi, file e data object. Inoltre si può interconnettere con la rete e il data center attraverso più protocolli. Fra le altre caratteristiche peculiari si segnalano la semplicità di gestione, la scalabilità, le prestazioni, la ricchezza di funzioni o servizi, la compatibilità attuale con i Solid State Disc e, molto presto, con la tecnologia flash (il sistema è già compatibile con il controller per flash memory che Hds ha svelato lo scorso agosto).

Roberto Basilio, vice president, Infrastructure Platforms Product Management, Hitachi Data Systems

“Le piccole e medie aziende – spiega Roberto Basilio, vice president, Infrastructure Platforms Product Management, Hitachi Data Systems nel corso dell’evento organizzato ad Amsterdam per il lancio europeo del prodotto – hanno gli stessi problemi storage delle grandi organizzazioni”. Basilio si riferisce a un concetto di Pmi – o Small Medium Enterprise – all’americana. “Il target ideale per Hus Vm in Italia – chiarisce – sono realtà che hanno un fatturato intorno ai due miliardi di euro, hanno un budget It e lo gestiscono internamente. Sono le aziende che negli anni Ottanta, per esempio, disponevano già di un piccolo mainframe Ibm e poi sono migrate agli open system”. In queste organizzazioni, i sistemi storage oggi si ritrovano a supportare moltissime applicazioni differenti che richiedono il massimo di data protection per la business continuity.

A partire dalle funzionalità per la business continuity (snapshot, volume cloning, supporto del disaster recovery basato su tre siti, come richiesto per esempio da Basilea 3, ecc.), Hus Vm mette alla portata della media azienda gli stessi servizi offerti dalla soluzione enterprise Hitachi Virtual Storage Platform. Parliamo quindi anche di virtualizzazione, dynamic tiering e altre funzionalità avanzate per provisioning, deployment e migration. Hds assicura che le attività di migrazione dei dati con Hus Vm sono fino al 90% più rapide rispetto a quelle possibili con soluzioni della stessa fascia precedenti o della concorrenza. “In un fine settimana – esemplifica il manager italiano che da dodici anni lavora in Hds a Santa Clara, California – è possibile effettuare migrazioni che prima richiedevano settimane. E il tutto senza ripercussioni sui bancomat o sulle applicazioni dei magazzini”. Per quanto riguarda la data availability, Hds garantisce per Hus Vm un livello del 100%. “Del resto oggi le aziende sanno che se i loro sistemi si fermano anche solo qualche minuto, i clienti si rivolgono a un altro fornitore”. Per quanto riguarda la produttività, Hus Vm promette anche elevata semplicità di gestione grazie al supporto del software di storage management unificato Hitachi Command Suite. Due parole infine sulla scalabilità. “Hus Vm – conclude Basilio – può contenere oltre 1.100 dischi. La cache può crescere fino a 256 GB. Grazie alle decine di connessioni disponibili, può integrarsi con altri sistemi storage, anche di altri vendor, per creare un ambiente virtualizzato scalabile fino a 64 Petabyte”. E il vice president, Infrastructure Platforms Product Management di Hitachi Data Systems ne è convinto: “Anche in Italia c’è un mercato pronto per questo prodotto”.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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