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L’efficienza dello storage secondo Ibm

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L’efficienza dello storage secondo Ibm

La strategia di Big Blue per permettere alle aziende di affrontare la crescita dei dati e le necessità di ridurre le finestre di backup ripartendo immediatamente dopo un malfunzionamento passa attraverso tecnologie di ottimizzazione e automazione ora disponibili anche in sistemi midrange. Pmi, Pubblica amministrazione e Telco ai primi posti nei piani di sviluppo 2012.

27 Mar 2012

di Riccardo Cervelli

Efficienza è la parola d’ordine anche nello storage It. L’efficienza è indispensabile per perseguire la sostenibilità dell’evoluzione dei sistemi It per stare al passo con le nuove esigenze competitive, che chiedono alle imprese e ai processi la capacità di gestire la crescita imponente dei dati ed essere sempre “always on”. “I dati crescono – sintetizza Giovanni Calvio, Manager of Storage Platform Ibm Italia (nella foto a sinistra) – mentre le finestre di backup devono essere sempre più ridotte. Ma soprattutto il business deve poter ripartire prima possibile dopo un eventuale guasto dei sistemi”.

Nel settore dello storage, Ibm ha sviluppato una serie di “efficientatori” che mirano a obiettivi ben precisi. “Per gestire l’archiviazione dei dati in modo più efficiente e a minor costo – spiega Sergio Resch (nella foto a destra), Storage Platform Evangelist in Ibm – sono necessari quattro passi. Il primo è la sistemazione dei dati nel posto giusto all’interno d’infrastrutture di storage composta di diversi tipi di dischi, con differenti livelli di prestazioni e di costi. La nostra soluzione Easy Tier consente – grazie a un’analisi automatica dell’accesso a ciascun blocco di dati – di collocare i “blocchi caldi”, quelli utilizzati più spesso, nei livelli di storage a elevate performance ma più costosi, come i solid state disk (Ssd) e quelli più “freddi” nei dischi “performance” o addirittura in quelli di “capacità” più economici, come i Sata. Il nostro è l’unico software che consente quest’attività in automatico, senza dover inserire di volta in volta dei parametri legati ai tipi di dati. Ad ogni modo è possibile anche legare l’azione di Easy Tier a delle policy: per esempio nel caso in cui l’archiviazione di determinate informazioni è legata all’ottemperanza di compliance”.

Il secondo passo, nella strategia Ibm, è quello della deduplica e della compressione in tempo reale dei dati. “In questo modo – precisa Resch – è possibile tenere nei dischi solo i dati effettivamente necessari, eliminando ridondanze e duplicazioni”. Un terzo step è la virtualizzazione dello storage, che consente di distribuire i dati in tutte le risorse di archiviazioni disponibili, con la conseguente valorizzazione di tutti gli investimenti effettuati in dischi. Il quarto, infine, è la semplificazione e l’automazione della gestione. “Abbiamo strumenti – aggiunge lo Storage Platform Evangelist di Ibm Italia –che consentono di gestire lo storage anche in movimento tramite l’iPhone”.

Questi “efficientatori”, concepiti inizialmente per sistemi di archiviazione high-end, sono da Ibm integrati sempre di più anche nelle soluzioni midrange ed entry. “La crescita nel mercato italiano di fascia media, nel quale siamo diventati leader per la prima volta nel quarto trimestre 2011, secondo Idc – conclude Calvio – è uno dei punti salienti del nostro piano 2012”. Fra gli altri, c’è il rinnovamento dell’offerta tape storage (“solo chi non propone prodotti in quest’ambito sostiene che il nastro è tramontato”, dichiara il Manager of Storage Platform Ibm Italia) e la crescita in alcuni mercati come la Pubblica amministrazione, le Telco e le Pmi, facendo leva anche sulla inevitabile sinergia con le numerose altre soluzioni Big Blue.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Nato nel 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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