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IBM Storwize V5000: cloud per PMI e performance storage enterprise

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Attualità

IBM Storwize V5000: cloud per PMI e performance storage enterprise

L’ultimo annuncio completa l’offerta della famiglia Storwize con modelli entry level che promettono performance, funzionalità e disponibilità elevate, a costi contenuti, offrendo al tempo stesso facilità di utilizzo e gestione. Una combinazione particolarmente adatta per le esigenze del mercato italiano caratterizzato da un tessuto industriale costituito in prevalenza da PMI che saranno così facilitate nell’accedere, al pari delle grandi, ad analytics e AI oltre che alle architetture multi-cloud a costi ragionevoli

08 Apr 2019

di Elisabetta Bevilacqua

ROMA – Con l’annuncio della nuova famiglia di prodotti storage V5000, IBM va a completare la rivisitazione delle macchine Storwize che aveva visto lo scorso anno la disponibilità della famiglia V9000 e, successivamente, della generazione V7000.
“Portiamo con questo annuncio le caratteristiche delle macchine enterprise sulla fascia entry level dell’offerta, con uno street price particolarmente aggressivo”, ci spiega Raniero Ronchese, Manager of Storage & Software Defined Infrastructure di IBM , a margine del lancio ufficiale rivolto a imprese clienti e partner.

foto di Raniero Ronchese, Manager of Storage & Software Defined Infrastructure di IBM
Raniero Ronchese, Manager of Storage & Software Defined Infrastructure, IBM Systems

Soluzioni per imprese: le esigenze aziendali in ambito storage

Ricordiamo che, come l’intera famiglia Storewize, anche le macchine V5000 combineranno la tecnologia FlashCore con le prestazioni NVMe (Non-Volatile Memory Express) in grado di ridurre la latenza dello storage e supportare applicazioni analytics e di intelligenza artificiale, che sempre più diventano un must per le imprese di tutte le fasce. Come anche Sergio Patano, Associate Research Director di IDC, conferma nella sua presentazione nel corso dell’evento: “Gli storage tradizionali non rispondono più ai nuovi requisiti dei carichi di lavoro che richiedono soluzioni sempre più performanti” (figura 1).

grafico priorità storage
Figura 1 – Le priorità delle imprese nell’Europa Occidentale nel campo dello storage
fonte: presentazione Idc, Evento IBM “Storage, Made Simple”

“La tecnologia flash in particolare sta diventando lo standard e ci si aspetta un calo dei prezzi in mercato che diventerà ancora più competitivo – aggiunge Ronchese – Le imprese stanno implementando sempre più soluzioni di AI per le quali è fondamentale la performance soprattutto nel momento in cui si realizza il training del modello”.
L’ulteriore tendenza, confermata da IDC è il multicloud, una realtà diffusa che vede la maggior parte delle imprese con un numero significativo di cloud provider (secondo la società di analisi l’88% ne ha almeno 2, il 42% più di 4, per arrivare al 9% che ne ha oltre 10). Da un lato le aziende di qualunque dimensione scelgono di spostarne parte dei dati nel cloud pubblico per garantire efficienza, costi e agilità, dall’altro scelgono di mantenere alcuni dati in sede, per garantire sicurezza e prestazioni. Nel modello di architettura prospettato da IBM (figura 2) per andare incontro a queste esigenze, lo storage rappresenta un tassello essenziale.

grafico hybrid cloud
Figura 2 – Modello Ibrido multi-cloud di IBM
Fonte: presentazione Ed Walsh, general manager storage & software defined infrastucture, IBM Systems, Evento IBM “Storage, Made Simple”

L’integrazione in cloud per le PMI

La disponibilità dei nuovi sistemi storage, che mettono a disposizione anche per l’entry level caratteristiche tipiche delle fasce più alte, compreso il virtualizzatore che permette l’integrazione sia con il cloud IBM sia con AWS, le PMI potranno costruire soluzioni di alta affidabilità ed elevata protezione del dato, disaster recovery e integrazione verso il cloud, mettendo in atto soluzioni multi-cloud e realizzando l’integrazione con i mondi applicativi containerizzati che rappresenta l’altra tendenza.
“Con una macchina di fascia entry e un costo su strada inferiore a 20mila euro, ci aspettiamo di sviluppare questo business soprattutto attraverso i partner, in particolare quelli focalizzati sulle aziende piccole e medie – conclude Ronchese – Prevediamo un elevato ritorno delle vendite fin dal secondo trimestre del 2019 e un’accelerazione nella seconda metà dell’anno”.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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